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martedì 9 Marzo 2021

Viviana Pierdominici: “La mia passione per la danza e le 60milioni di views su YouTube”

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A causa degli stravolgimenti legati alla pandemia in corso, come molti, è stata costretta, a lavorare da casa e per questo nasce “Viviana Belly Dance Studio”, un portale di lezioni online.

Da lì, a seguito di una ​challenge​ girata e postata su YouTube, il canale “Viviana Belly Dancer”, esplode e guadagna in pochissimo tempo ben 60 milioni di views e più di 220.000 iscritti.

Lifestyleblog ha incontrato Viviana Pierdominici, una ragazza di 30 anni che vive a Ladispoli, in provincia di Roma. Il suo lavoro, la danza, è la sua più grande passione.

Si è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sull’iconografia delle danzatrici in epoca medievale e continua a dedicare la sua vita all’universo femminile, attraverso l’arte e l’insegnamento della Danza Orientale e della Fusion Belly Dance.

Muove i primi passi di danza all’età di 6 anni, con lo studio della tecnica classica.

A 16 anni, poi, l’incontro con la Danza Orientale segnerà il suo percorso divenendo il principale strumento con cui esprime la sua personalità e creatività.

Dal 2010, parallelamente, si dedica allo studio della Fusion Belly Dance, entrando a far parte della compagnia professionale Armonica Dance Company con cui, dal 2011 al 2019 si esibisce in Italia e all’estero nei principali festival del settore.

Contemporaneamente partecipa come ospite solista presso concerti, festival ed eventi di rilevanza nazionale ed internazionale.

Nel 2017 fonda l’associazione Alniyran, che si occupa di organizzare corsi di formazione, workshop e spettacoli per donne di tutte le età.

Ancora nel 2017, insieme al compagno, Valentino Spadoni, crea la pagina “TRUU Love” in cui vengono raccontate, in chiave comica, le dinamiche della vita di coppia. Oggi si gode il meritato successo. Ma, per Viviana Pierdominici, ne siamo certi, è solo l’inizio.

Come nasce l’idea della challenge girata e postata su YouTube?

L’idea della challenge è arrivata, ovviamente, dal web. Ho visto un video postato su Facebook e mi ha talmente divertita che ho pensato: “perchè non provare?”. Quindi io e il mio compagno che ad aprile eravamo, come tutti, costretti in casa per via del lockdown, abbiamo dedicato una giornata alle riprese ma soprattutto all’editing di questo breve video. Poi, per inviarlo più agevolmente ai nostri amici, ho deciso di caricarlo su YouTube, sul mio canale dedicato alla danza, Viviana Belly Dancer.

Sessanta milioni di visualizzazioni, ti aspettavi un riscontro del genere?

Assolutamente no! Come dicevo, ho caricato questo video buffo su YouTube più per praticità. Non avevo la minima idea di cosa potesse succedere. Poi, col passare dei mesi, ho cominciato a notare un certo movimento… Una vera “esplosione” a dire il vero! Aumentavano le views, a volte anche di 1 milione al giorno. Sono rimasta davvero attonita di fronte a questo fenomeno che ha fatto iscrivere al mio canale oltre 220.000 persone. E’ stata una vera sorpresa!

Come nasce la tua passione per la danza?

La mia passione per la danza è nata quando ero molto piccola. Affonda le radici a tal punto nella mia infanzia che non riesco a ricordare un episodio o un’immagine che abbia potuto “innescarla”. A sei anni ero già iscritta a un corso di danza classica e, a memoria dei miei genitori, ho sempre trotterellato per casa e creato costumi colorati con ciò che trovavo nel loro armadio. E non ho mai smesso! Nel mio guardaroba di oggi ci sono costumi che ho realizzato ridando vita a vecchi foulard di mia madre e cravatte di mio padre. Ad ogni modo, l’incontro con la Danza Orientale è avvenuto quando avevo 16 anni. Ero poco più che un’adolescente curiosa, devo ammetterlo. Non avrei mai immaginato che quell’incontro avrebbe costituito una svolta. Una maestra dal cuore immenso, che è tragicamente scomparsa due anni e mezzo fa, mi ha accompagnata con amore alla scoperta delle mille sfumature di questa splendida danza e mi ha incoraggiato a proseguire gli studi e a fare della danza il mio lavoro e il fulcro della mia esistenza. La sua è una luce che mi accompagna sempre e che cerco di mettere in tutto ciò che faccio.

Il tuo prossimo step professionale?

La vita mi ha insegnato, finora, che non sono molto abile nelle “previsioni”. Ciò che mi riesce meglio è dedicare anima e corpo a ciò che faccio, quotidianamente. Non avevo previsto nulla di ciò che sono oggi la mia vita e il mio lavoro. E forse è anche per questo che continuo a stupirmi. Ecco, non potrei chiedere di meglio che continuare a crescere artisticamente e farmi stupire dalla vita. Chiaramente ho dei progetti che mi piacerebbe realizzare, non appena sarà possibile tornare a danzare in gruppo e dal vivo. Vorrei creare il mio spettacolo, portarlo in teatro e creare contenuti speciali per il web. Inoltre vorrei riuscire a far entrare la mia danza in produzioni prestigiose. Dal 2017 sto lavorando a un tipo di performance che unisce la Fusion Belly Dance alla musica classica. Ho già avuto modo di portarla in scena durante concerti lirici, anche con orchestra dal vivo, ma la mia più grande soddisfazione sarebbe quella di vederla inserita in vere e proprie opere o balletti. Credo che la mia disciplina, dopo aver subito ogni sorta di pregiudizio e stereotipo, meriti di splendere al pari delle altre arti. E questo è senz’altro uno dei miei grandi obiettivi.

Tra qualche giorno tornerà su Rai1 il Festival di Sanremo. Ti piacerebbe, un giorno, salire sul palco dell’Ariston?

Credo che il palco dell’Ariston sia il più ambito da tutti gli artisti italiani. Io, da militante dell’arte e da italiana, ho sempre seguito il festival con grande interesse quindi non potrei mai dare una risposta negativa a questa domanda. Poter trasmettere a tutti gli italiani il mio messaggio sarebbe un onore immenso. La mia danza parla dell’unione armoniosa fra culture e storie lontane nel tempo e nello spazio. Ma soprattutto è la testimonianza del tempo presente in cui tutto si evolve accogliendo le diversità e creando forme nuove di bellezza. Credo che questa testimonianza possa essere preziosa in questo momento in cui tante lotte si stanno consumando per sconfiggere gli integralismi, le intolleranze e le discriminazioni di ogni genere.

Come vedresti, in un futuro non troppo lontano, un tuo coinvolgimento in un talent show?

Da trentenne, sono praticamente nata e cresciuta nell’era dei talent show. Li ho sempre seguiti con interesse e le persone più vicine a me si sono espresse più volte suggerendomi di provarci. La verità è che non mi è sembrato mai di individuare una cornice confortevole per il mio tipo di danza. Complici alcuni stereotipi e pregiudizi difficili da sradicare, ho sempre trovato la Danza Orientale o ignorata o trattata (anche bonariamente) con superficialità. Se potessi trovare uno spazio in cui esprimere la mia arte con profondità sicuramente mi piacerebbe occuparlo. Le Danze Orientali, nel giro di un secolo, sono riuscite a rompere i confini geografici e a trovare nuove forme, interpretazioni e fusioni attingendo e attecchendo in ogni angolo del pianeta e divenendo, inoltre, una realtà sportiva radicata qui in Italia, dove si svolgono campionati e gare di interesse nazionale (una delle quali mi vedrà, a breve, in giuria). Milioni di donne hanno tratto giovamento, preso ispirazione, costruito una vita o una professione intorno a questa arte antichissima e a tutte le sue evoluzioni e sfumature. Ma per qualche motivo rimane un mondo quasi sommerso. Quindi sì, se dovesse essere un talent a dargli la giusta visibilità e merito, sarei felice di prendere parte a questo processo.

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