Pulp Fiction è fenomeno di culto, un punto di non ritorno del cinema hollywoodiano (e non solo) che a metà anni ’90 professa il verbo della cultura pop, dando vita ad una propria mitologia.
Ma per noi dei Duke & Duke show, quello di Quentin Tarantino è anche un film sull’incontinenza di un killer (eh sì ragazzi, Vincent Vega si fa mezzo film in bagno praticamente). Scherzi a parte, dopo avervi parlato dei drink ispirati al cinema con la rubrica “Agitati, non mescolati” (potete recuperare qui su Lifestyleblog.it e sul nostro canale YouTube le puntate dedicate a Una poltrona per due e Vacanze di Natale), è la volta della cucina ispirata ai film cult, iniziando proprio da Pulp Fiction.
Difficile inventarsi un piatto da stella Michelin: il gangster noir con John Travolta, Samuel L. Jackson, Uma Thurman e Bruce Willis parla come mangia: decisamente street, con quei suoi dialoghi infarciti di small talking e l’utilizzo di slang da mala new age.
Pulp Fiction, come tutto il cinema di Quentin Tarantino, è pieno di colpi di scena, personaggi icona e pistole che fanno “bang bang” di continuo. Ma c’è un’altra cosa che abbonda nel film e sono i momenti legati alla cucina: Pulp Fiction, infatti, si apre e si chiude in un diner, uno di quei fast food americani dove servono il caffè nelle tazze da mezzo litro. E si mangia, nel film, ma è tutto il cinema di Tarantino che è abituato a masticare, cannibalizzando classici hollywoodiani e b-movie, vomitando poi nuove forme della cultura di massa. Nel caso specifico lo fa servendosi di una struttura videoludica in cui lo spettatore, quasi fosse un avatar, è chiamato a cogliere citazioni e riferimenti pop, e ciò finisce per trasformare il film non in un noir, o meglio, non solo, ma anche in un guessing game interattivo.
Ma pensiamo un attimo all’elemento food di Pulp Fiction. Tarantino non si limita ad ambientare metà film in un fast food, palesa la sua ossessione per il cibo, quasi sempre catalizzatore di momenti significativi del film. Il cibo di Pulp fiction è un cibo usa e getta: street food nudo e cotto (più che crudo).
E noi dei Duke & Duke show abbiamo realizzato proprio la ricetta del Big Kahuna Burger, il panino che il killer Jules di Samuel L. Jackson addenta prima di falciare gli spacciatori, non prima di aver recitato il citatissimo passo di “Ezechiele 25.17” (divenuto mitico qui da noi anche grazie alla splendida voce di Luca Ward).
Nel video trovate la ricetta di questo hamburger all’hawaiana, più che all’americana (ricordate la battuta?), dal gusto inconfondibile.
Provare per credere: guardate il video, prendete appunti e provate a rifarlo a casa, magari in una serata tra amici a tema Pulp Fiction: non è un semplice hamburger, perché la miscela di dolce e speziato regala un sapore unico.
Ah, se non siete ancora convinti, sappiate che nel finale del video noi ce lo divoriamo mentre vi raccontiamo 3 aneddoti sul film.
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