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lunedì 12 Aprile 2021

Aimas, con nuovi sensori glicemia anche diabetici possono pilotare aerei

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Oggi il diabete in trattamento insulinico non permette di accedere alle professioni di volo oppure può decretare la fine di una carriera di pilota già avviata. Ma, come afferma Felice Strollo, vicepresidente dell’Associazione italiana di Medicina aeronautica e spaziale (Aimas), “le persone con diabete ben compensato possono pilotare un aereo senza mettere a rischio la propria e altrui incolumità. Gli strumenti per l’automonitoraggio della glicemia ‘indossabili’, sensori sempre più piccoli e performanti, potrebbero consentire di riscrivere le regole per l’accesso delle persone con diabete alle professioni del volo”. 

Sono queste le conclusioni del tavolo tecnico istituito dall’Aimas con gli esperti dell’Associazione medici diabetologi (Amd) e della Società italiana di Diabetologia (Sid) insieme alla sezione aeromedica dell’Enac, l’Ente nazionale per l’Aviazione Civile, oltre all’Associazione nazionale Italiana atleti con diabete (Aniad). Il documento di consenso, pubblicato su ‘Diabetes research and clinical practice’ la rivista dell’International diabetes Federation, ha messo a fuoco gli aspetti regolatori, le principali criticità nell’accesso delle persone con diabete alle professioni del volo e le buone pratiche a livello internazionale e ha analizzato i vantaggi delle più recenti innovazioni tecnologiche nel monitoraggio glicemico. 

“Il tavolo tecnico ha valutato 72 studi scientifici pubblicati tra il 1946 e il 2020 – riferisce Sandro Gentile dell’Amd -. Gli esperti concordano sulla superiorità dei sistemi di monitoraggio della glicemia con sensori rispetto all’automonitoraggio mediante puntura del dito. Si tratta di device piccoli e sottili che, applicati alla pelle, consentono di rilevare in continuo il livello del glucosio. E questo 24 ore al giorno e 7 giorni alla settimana avvisando gli utenti quando i livelli diventano troppo alti o troppo bassi”. 

Oggi – si legge in una nota – sono disponibili due tipi di sistemi di monitoraggio continuo del glucosio: il Cgm in tempo reale (real-time Cgm, rtCgm) e il Cgm a rilevazione intermittente detto anche monitoraggio ‘Flash’ del glucosio (flash glucose monitoring, Fgm). Entrambi i sistemi forniscono informazioni riguardo ai livelli di glucosio attuali e pregressi, indicano l’andamento (la tendenza) e la velocità di variazione del livello di glucosio, fornendo così informazioni preziose per prevenire pericolosi sbalzi di glicemia. 

“Sulla base delle evidenze scientifiche che abbiamo analizzato – dichiara Antonio Bellia della Sid – esiste un ampio consenso sul fatto che questi dispositivi migliorano il compenso glicemico, riducono la durata di eventuali eventi ipo o iperglicemici e aumentano il tempo trascorso nell’intervallo stabilito (time in range). Si tratta di risultati molto importanti visto che la riduzione degli episodi di ipoglicemia e il controllo metabolico sono aspetti fondamentali per i piloti e gli equipaggi”. 

Attualmente l’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile (Icao) non permette alle persone con diabete insulino-trattate di ottenere il brevetto di volo commerciale, le autorità del Canada e degli Stati Uniti prevedono una certificazione medica speciale per le licenze di prima, seconda e terza classe, l’Easa (ente regolatore europeo) nega sia l’accesso alla professione che il rinnovo della licenza per i piloti che hanno sviluppato un diabete insulino trattato. Il motivo è evidente: eventuali crisi ipoglicemiche potrebbero mettere a rischio la sicurezza di piloti e passeggeri.  

“Nelle persone con diabete insulino trattato – dichiara Antonello Furia, Responsabile della Sezione Aeromedica Enac – queste tecnologie potrebbero migliorare l’efficienza lavorativa del personale di volo e di altre professioni critiche del mondo dell’aviazione. I tempi sono maturi affinché le autorità regolatorie europee e internazionali rivedano e armonizzino adeguatamente i requisiti medici per la certificazione e l’accesso dei diabetici alle professioni del volo. Gli imminenti voli dell’aviazione commerciale nello spazio suborbitale devono rappresentare fin da ora un’ulteriore sfida al fine di permettere in futuro ai piloti ed ai passeggeri diabetici insulino trattati di poter volare in sicurezza.” 

Molto soddisfatto anche Marcello Grussu, Presidente dell’Aniad: “Siamo finalmente davanti ad una possibile soluzione di un problema che andiamo sollevando da quasi 10 anni, e che, laddove sarà concretamente resa possibile, determinerà un importante passo avanti nell’ottica di una piena e completa integrazione sociale delle persone con diabete. Un lavoro costante e coerente conduce sempre lontano”. 

“L’innovazione tecnologica ha il potere di cambiare la vita. In Abbott siamo costantemente alla ricerca delle soluzioni più innovative e rivoluzionarie e le rendiamo accessibili a quante più persone possibili. – dichiara Massimiliano Bindi, Amministratore Delegato di Abbott Diabetes Care Italia – Sosteniamo pienamente questa iniziativa e gli sforzi compiuti dagli esperti del tavolo tecnico per creare maggiori possibilità per le persone con diabete”, conclude. 

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