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giovedì 28 Gennaio 2021

Roby Facchinetti e il nuovo singolo Invisibili: “Questo è l’ultimo testamento di generosità di Stefano”

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Bruno Bellini
Bruno Bellini
Direttore Responsabile Lifestyleblog.it - Classe '81, da Monopoli (Bari) Dal 2015 partecipa al Festival di Sanremo come giornalista accreditato e componente della Giuria Stampa.

Radio lifestyle, il nostro podcast, dà il benvenuto a Roby Facchinetti per la prima puntata di Starring. Buongiorno Roby. È un piacere e un onore avere con noi un’icona della musica italiana.

Roby. Buongiorno a voi e grazie. Grazie a voi per l’invito.

B. Grazie, è un onore avere, come dicevo in apertura, una leggenda della musica.

R. Grazie. Sentendo la tua voce al telefono ho capito che sei cresciuto anche bene per cui sono doppiamente felice.

Torniamo a parlare del presente. Hai debuttato in radio proprio ieri con Invisibili, l’ultimo singolo del tuo ultimo album “Inseguendo la mia musica”. È un brano con un testo molto generoso che mette in luce una tematica sociale, ovvero quella degli anziani spesso dimenticati soprattutto in questo periodo, la forza dell’amore che è la coesione in una coppia.

R. Certo, grazie al nostro Stefano che ha scritto questo testo, che è una vera poesia, con molta delicatezza, molta sensibilità e anche con molta generosità. Stefano, lo abbiamo detto e lo ripeto, era un uomo estremamente generoso e questa sua generosità la manifestava in tutte le cose che faceva, anche le più piccole. Lo vivo veramente come un suo ultimo testamento di generosità. Questo è l’ultimo testo che ha scritto e pensato.
Come dicevi tu, mette in luce una tematica sociale, un vero problema sociale di cui si parla poco, troppo poco. Gli anziani sono una vera risorsa della nostra società perché non c’è miglior genitore come i nonni. I nonni di oggi, che non sono come i nonni di cinquant’anni fa, sono veramente dei genitori straordinari perché hanno una cultura diversa, si informano e sono informati.
Purtroppo gli anziani sono spesso dimenticati, abbandonati anche dagli stessi figli. La cosa che mi fa ancora più male è che si parla di genitori, coloro che ti hanno messo al mondo. Tu esisti grazie a loro, grazie alla mamma che ti ha partorito. Adesso abbiamo addirittura dei ricoveri, gli anziani sono abbandonati dagli stessi figli che stanno mesi e mesi senza andare a trovarli.
Questa poesia di Stefano è attualissima e devo dire che non è stato facile per me cantarla perché è un’onda di emozione, una grande emozione.
Una frase della canzone, che mi emoziona anche ad ascoltarla, dice: “te ne andrai dopo di me“.
È una frase quasi premonitrice e anche questo devo dire che mi emoziona e mi fa anche un po’ male. È un brano emozionante. È emozionante per il tema e per come il nostro Stefano lo ha trattato. Io sono anche il compositore e ho cantato il brano e devo dire che mi rappresenta davvero molto.

Mi fa sentire bene aver cantato un brano con questi contenuti. Magari qualche figlio che ha abbandonato o da parecchio tempo non va a trovare la mamma o il papà, magari chissà, ascoltando questo brano gli viene il famoso scrupolo di presenza e li chiama o va a trovarli e si accorge improvvisamente che loro esistono e che tu esisti grazie a loro. Questo per me sarebbe già un grandissimo regalo. 

Chissà se magari in prossimità del Natale possa smuovere qualche coscienza.

R. Certo, soprattutto durante le festività. Questi poveri anziani abbandonati in questi ricoveri… Il Natale è il momento in cui ci si riunisce, ci si ritrova, soprattutto tra le famiglie. Chissà se l’ascolto di questo brano potrà smuovere queste presenze e far tornare la consapevolezza di dire “no, non sto facendo una cosa giusta”. È sacrosanto da parte dei figli o di parenti, ma soprattutto dei figli. Accade anche questo purtroppo, che i figli si dimenticano di avere dei genitori che fortunatamente vivono ancora e non riconoscono il fatto di aver avuto la vita grazie a loro. Questa riconoscenza ci dovrebbe essere per ogni figlio, guai se non fosse così.

Parole Che condivido al 200%. Roby, parlavamo di questo 2020 che ci ha tolto tanto e soprattutto è stato un anno particolare per via della pandemia, che ha fermato soprattutto voi artisti, fermato il mondo della musica. 

R. Veramente, questo 2020 sarebbe da cancellare completamente dai nostri calendari e anche dalla nostra mente. Ci ha tolto tanta vita e purtroppo anche tante vite, la mia città ne sa qualcosa.
Due settimane fa se n’è andato Stefano proprio per questo maledetto virus. La persona con la quale ho condiviso una vita intera, con cui ho condiviso l’avventura più bella della mia vita. Anche dopo i Pooh, nel dicembre del 2016, io e Stefano abbiamo continuato a lavorare, abbiamo completato l’opera che adesso dura due ore, un lavoro di due anni e mezzo. Lui ha fatto un lavoro di testo veramente incredibile.
Non ci siamo mai mollati fino all’ultimo giorno, l’ho sentito alle cinque di pomeriggio e all’una di notte lo avevano ricoverato. Questo ti fa capire quante vite abbiamo perso, quanti affetti abbiamo perso, è veramente un anno da dimenticare.
Io sono e voglio essere sempre propositivo. Il peggio è passato, ormai ci siamo con questo vaccino. Sperando che riduca al minimo le conseguenze disastrose che ha lasciato. Sperando che, grazie a questo vaccino, possa essere meno pericoloso o ancora meglio che non si perda la vita, che non si muoia. Poi quello che dovremmo fare tutti è, speriamo veramente di vero cuore, ritornare alla vita di sempre. Ritornare alle nostre vite, i nostri lavori, i nostri affetti e alla vita di prima. C’è ne veramente tanto bisogno a livello economico e affettivo.

Quale sarà la prima cosa che farai non appena questa pandemia terminerà e si potrà ritornare sul palco?

R. Ritornare sul palco, me lo sogno ogni notte. Ogni notte sogno concerti, sogno i tour. Tutto ciò che è dentro il tour mi manca molto perché è sempre stata la mia vita. Cinquant’anni con i Pooh e io li ho fatti veramente tutti questi cinquant’anni. Ho cominciato ad avvicinarmi alla musica che avevo sette anni, per cui è sempre stata dentro di me, sempre stata presente. È chiaro che mi manca molto.

Mi mancano molto gli affetti. Io ho cinque figli e sei nipoti. Mi mancano i nostri pranzi, mi mancherà il pranzo natalizio, le nostre cene, vederci, abbracciarci, giocare con i miei nipoti. Anche un semplice abbraccio che prima poteva essere una cosa normalissima, adesso è diventata una cosa fondamentale. Riabbracciare i tuoi cari, i tuoi figli, i tuoi nipoti. Un bacio, anche semplicemente il bacio sulla guancia con quegli abbracci belli, stretti. Tutto questo manca, credo che manchi veramente a tutti noi.

Parliamo di cose belle che ha regalato questo 2020 a livello professionale. Il tuo ultimo progetto musicale, come abbiamo anticipato in apertura, ma anche il tuo primo romanzo “Ketty per sempre”, una storia emozionante.

R. Sono molto felice di aver fatto questi due progetti che sono nati dopo “Rinascerò, Rinascerai”. Questo brano è arrivato veramente in tutto il mondo, sono state fatte oltre 20 versioni diverse del brano in giro per il mondo. Poi è venuta l’idea di fare questo doppio CD di una mia live che avevo registrato nel 2019, sono due ore di Live. Non mi sarebbe piaciuto, però, fare solo qualcosa che rappresentasse il mio passato, fantastico e straordinario. Volevo anche qualcosa che rappresentasse il presente. Così sono nati quattro inediti. I testi, li ha fatti Stefano. Come dicevo prima, con Stefano non ci siamo mai mollati, ci sentivamo anche quattro volte al giorno. Questo progetto musicale mi rappresenta molto perché, come stavo dicendo, c’è il mio passato è anche il mio presente.
Poi c’è questo libro, in cui sono doppiamente rappresentato perché mi ha dato la possibilità, con la storia di Katy, questa donna straordinaria, di raccontare la sua vita. La sua vita, vissuta negli anni 70 e parte degli anni 80. Anni di grandi conquiste soprattutto riguardanti la donna, l’indipendenza della donna. Le donne di oggi sono così indipendenti, giustamente, grazie a questa generazione. Sono felice di aver potuto raccontare la storia di questa fan e contemporaneamente l’importanza della musica nella nostra vita. Per Katy, in particolare, fu la nostra musica a salvarle la vita.
In questo libro, che mi rappresenta tantissimo, spero di trasmettere a chi lo leggerà la consapevolezza dell’importanza della musica nella vita. La musica è veramente la migliore medicina in certi momenti. Non è solo la colonna sonora della vita, delle esperienze. È una voce che si può ascoltare o vivere e se si ha la possibilità di viverla e di diventare un tutt’uno con la musica, in quel caso veramente accadono dei piccoli miracoli.
In questo libro c’è un po’ tutto questo. 

Davvero un’ottima idea regalo per questo Natale che come abbiamo detto sarà un po’ particolare. Tu sei un papà ma anche un nonno esemplare. Cosa diresti, per concludere, ai tanti giovani che ci leggono? Tu che sei un esempio per tanti di loro. Un messaggio da parte di Roby per questo Natale, per queste festività.

R. I giovani sono il futuro di domani e questo è fuori discussione. Nelle nuove generazioni, percepisco qualcosa di importante. Questi giovani sono veramente molto in gamba, molto sensibili, molto vicini alla natura. Anche questo è molto importante perché il mondo deve cambiare, deve cambiare completamente. Abbiamo bisogno di generazioni che abbiano questa sensibilità e la consapevolezza che le cose debbano assolutamente cambiare e in questo mi sento abbastanza tranquillo.

Poi dico loro di seguire il proprio sogno, la propria passione. Quella passione che non ti fa dormire, quella è la vera passione. Quando accade, può capitare di pensare di non farcela perché potrebbe non essere facile. Ma quando esiste questo tipo di passione devo dire che la vita interviene e ti dà una mano a realizzare questo tuo sogno.

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