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mercoledì 20 Gennaio 2021

Leonardo Monteiro e il nuovo album YIN E YANG

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Bruno Bellini
Bruno Bellini
Direttore Responsabile Lifestyleblog.it - Classe '81, da Monopoli (Bari) Dal 2015 partecipa al Festival di Sanremo come giornalista accreditato e componente della Giuria Stampa.

Dal 17 novembre è disponibile “YIN E YANG” (LM Music), il nuovo album di Leonardo Monteiro attualmente impegnato nel MURO a “ALL TOGETHER NOW” su Canale 5. Di questo e altro ancora il cantante ne ha parlato a Lifestyleblog.it

YIN e YANG è il titolo del tuo ultimo progetto musicale. Come mai hai scelto di lavorare sul concept dei mondi opposti? 

Da anni ormai pratico la meditazione, attraverso il silenzio mentale. Mi aiuta ad affrontare la vita di tutti i giorni in modo sereno e più organizzato.

La meditazione mi aiuta ad essere più presente, qui e ora. Quando mi stacco dal mio ego, dal mio nome, dalla mia mente, dal mio vissuto, non resta altro che silenzio e consapevolezza di essere e di esistere, resta il mio spirito, la mia vera essenza.

Questo percorso mi ha portato a scoprire molte cose che non conoscevo di me e del mondo, fra cui anche il concetto di Yin e Yang. L’idea che tutto sia fatto di elementi opposti e contrastanti, che non solo coesistono, ma che non potrebbero esistere l’uno senza l’altro, rispecchia l’armonia della natura e della musica e offre un senso alle diverse fasi della vita, a parer mio.

C’è qualche brano a cui sei particolarmente affezionato? 

Tutti i brani di questo album sono miei figli, mie creazioni… Quindi, è molto difficile sceglierne uno solo.

A conti fatti, comunque, direi “Il Telefono”, che è anche il singolo che, in effetti, ho deciso di lanciare insieme all’album. Probabilmente è uno dei brani che più mi rappresenta, perché ha forti influenze che derivano dalla black music, che è il mio mondo d’origine.

Questo brano rappresenta l’attesa della chiamata e l’azione della risposta, la teorica volontà di ignorare il messaggio che arriverà e l’inevitabile istinto di rispondere qualcosa appena lo ricevi. E’ indubbiamente Yin e Yang allo stesso tempo e, quindi, molto rappresentativo dell’intero album.

Nel tuo album c’è questo viaggio personale che può, in un certo senso, essere la fotografia di questo 2020 molto particolare?

Credo che questo sia un anno estremamente significativo per tutti, nel bene e nel male. Tutti noi abbiamo fatto un percorso quest’anno che difficilmente dimenticheremo in futuro. E quale anno più del 2020 potremmo descrivere come Yin e Yang? Siamo passati dalla routine quotidiana di un paese ricco e sicuro alla totale incertezza e vulnerabilità, attraversiamo fasi di limitazioni personali in contrasto con la stupenda libertà acquisita in secoli di evoluzione, riscopriamo il piacere dell’attività all’aria aperta proprio quando abbiamo portato all’esasperazione la tecnologia e il digitale… Sì, penso che ognuno di noi abbia fatto il proprio viaggio nello Yin e nello Yang di questo 2020 inedito e ho cercato di condividere il mio attraverso questo album.

Ti abbiamo ammirato a Sanremo 2018 tra le nuove proposte. Che ricordo hai di quell’esperienza?

Sanremo è un tumulto di emozioni. E’ come il Carnaval du Brasil, dove tutto succede, mentre la musica scorre. Non scorderò mai l’orchestra che mi accompagnava, le mille interviste, le corse per le dirette, le gioie e i dolori, le persone che mi sono state vicine e quelle che mi ronzavano attorno solo per l’odore del successo… Tante emozioni tutte insieme, difficili in effetti da descrivere.

Sono grato all’universo e a tutte le persone che hanno creduto e che credono nella mia musica e in ciò che faccio.

Quanto sei cambiato, musicalmente, da allora? 

Tutti noi cambiamo nel corso del tempo, grazie all’esperienza di vita. In questi due anni sono cresciuto e ho imparato moltissimo su di me, sulla musica, sulla mia musica, su ciò che sono e che voglio trasmettere.

Per veicolare, però, il mio messaggio attraverso le canzoni, ho dovuto imparare anche a fare molte cose: ho affinato le mie capacità di scrittura e di composizione musicale, ho imparato ad arrangiare e produrre un brano, a creare e curare un progetto discografico dall’inizio alla fine, in ogni suo dettaglio… Sono così felice di questo album proprio perché finalmente ho fatto le cose a modo mio e in prima persona e indubbiamente mi rappresenta. È un lavoro con differenti sfaccettature musicali: ci sono brani decisamente pop, altri più R&B, ma sono tutti tenuti insieme da alcune sonorità elettroniche ispirate dalla trap.

Nel tuo curriculum tante esperienze, tra cui anche Amici nella categoria Danza. Cosa ti ha spinto a questa “conversione” dalla danza alla musica? 

Mi sono avvicinato al canto proprio grazie alla danza. Mi sono trasferito a New York perché ero stato ingaggiato da una compagnia di danza contemporanea fra le più prestigiose al mondo e vivevo ad Harlem. Intorno a me le chiese emanavano il suono divino dei canti gospel e un giorno sono entrato all’interno di una di queste chiese.

Adoravo il gospel già da prima, ma ascoltarlo dal vivo, sentirlo dentro al cuore, viverlo con il corpo è qualcosa di incredibile. In quella chiesa mi hanno subito coinvolto nel coro e nel giro di poche settimane cantavo con loro da solista… Così è iniziato tutto!

Dal passato al futuro: quali sono le tue prossime sfide professionali? 

Come dicevo prima, quest’anno è indubbiamente ricco di incertezze ed è difficile pianificare i prossimi passi, non sapendo quale sarà il nostro assetto sociale non dico l’anno prossimo, ma domani! Sicuramente, mi piacerebbe tornare su un palcoscenico molto importante da protagonista, ma questa volta con un lavoro tutto mio… Ma l’esigenza primaria che sento in questo momento è quella di tornare a fare serate, esibirmi dal vivo: la musica è condivisione e quest’anno il mondo artistico è stato uno dei settori più colpiti e più bloccati dalla pandemia. Non vedo l’ora di tornare ad avere un contatto diretto con le persone attraverso la musica, che è ciò che mi rende più felice e appagato!

Il presente, invece, tra nuovo album e tv. Come sta andando questa tua esperienza a All Together Now? 

ATN è una grande famiglia ormai! E’ il terzo anno consecutivo che faccio parte del Muro e ogni edizione è un’esplosione di gioia: gioia di vivere, gioia di fare musica, gioia di divertirsi, gioia di conoscere nuovi talenti, scoprire nuove storie, condividere un pezzetto del proprio percorso con gli altri protagonisti del Muro, con la giuria, con Michelle (Hunziker), con tutto lo staff e con i concorrenti. Non potrebbe andare meglio!

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