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domenica 24 Gennaio 2021

Milano 2020, la “Prima” di Piraccini

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E’ il fotografo delle dive, degli eventi mondani, del jet set milanese: da anni in prima linea per cogliere lo scatto artistico del mondo che tutti noi sogniamo, Marco Piraccini è uno dei più apprezzati  fotografi  e giustamente ci annuncia la sua prima mostra. 

E qui inizia ciò che non ti aspetti. 

“C’erano programmi, un fermento incessante scandiva il ritmo della città. Poi STOP. Seguirono le idee messe da parte e intrappolate dall’isolamento.

L’unica certezza in questa parentesi di sospensione è stata la speranza di tornare, un giorno, a realizzare i nostri sogni.

È Milano che ci ha insegnato a sognare. Milano da sempre unisce sorrisi e lacrime di gioia di decine di migliaia di persone che si riuniscono per cantare all’unisono con il loro idolo, che marciano composte per portare avanti ideali di uguaglianza e rispetto illuminando la Galleria Vittorio Emanuele II, che colmano una piazza di colore per ricordarci il potere salvifico dell’arte.

È, paradossalmente, la stessa Milano che ha gridato nel silenzio assordante dei mesi di lockdown e che ha trattenuto la sua voce quando strade e palazzi attendevano, pazienti, di essere nuovamente palcoscenico per la messa in scena di quello spettacolo che è la vita.

Ho voluto raccontare la solitudine di quel rumoroso silenzio vissuto così da vicino.

Una volta riscoperta la libertà ho sentito l’urgenza di tradurre in immagini il mio dolore e la mia speranza, nel linguaggio che mi permette da sempre di esprimere le mie emozioni. In memoria degli avvenimenti che hanno continuato tristemente ad accadere, nonostante il mondo apparisse immobile”. 

Con queste parole Piraccini presenta Milano2020, in esposizione al Mondadori Megastore di Piazza Duomo Milano in collaborazione con agenzia Mondadori Portfolio: Milano trasfigurata e immortalata nel suo assordante silenzio dall’obiettivo fotografico. 

Immagini contrastanti, tra folla e deserto, antipodi inimmaginabili, Piraccini diventa testimone del dramma economico, psicologico e sociale del lockdown. La fotografia, oggi dinamica, eterea, smaterializzata, social diventa opera d’arte, monito di riflessione, dramma, incertezza e silenzio. La potenza evocativa della bellezza estetica di Milano teatro del divisimo è analoga al deserto metropolitano, due prospettive così distanti che inaspettatamente ed incredibilmente si sono incontrate sullo sfondo scenico del dramma che ancora oggi stiamo vivendo. 

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