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Interviste

Il nuovo libro del neurochirurgo Giulio Maira: una guida al nostro cervello

Giulio Maira neurochirurgo
Giulio Maira neurochirurgo

“Le età della mente. Una guida al nostro cervello dalla nascita all’invecchiamento.”

È il titolo del nuovo libro del neurochirurgo Giulio Maira scritto insieme a Vira Carbone conduttrice di “Buongiorno Benessere”.

Come è nata l’idea di questo libro?

GM. Si tratta del mio terzo libro. Prima di quest’ultimo è uscito “Il cervello è più grande del cielo”. È un libro tutto dedicato al meccanismo del funzionamento del cervello.

Avendo fatto e facendo ancora dopo quarant’anni il neurochirurgo e avendo lavorato da quarant’anni sul cervello ho cercato di raccontare alle persone che hanno curiosità scientifiche, non a medici né neurologi, non persone del mestiere ma persone con curiosità scientifiche, il funzionamento di questo organo straordinario.

Tornando a parlare dell’ultimo libro, trovandomi a parlarne con Vira per una serie di interviste per la partecipazione alla sua trasmissione televisiva che volevo fare e che sto facendo, abbiamo immaginato di fare delle domande, di creare un’intervista virtuale e da lì viene l’idea del libro.

Il primo libro è scritto ovviamente senza domande e in questo, invece, c’è una giornalista che è Vira Carbone che mi fa delle domande.

Non è un libro in cui la giornalista scrive quello che l’autore dice ma è una giornalista che fa delle domande alle quali l’autore risponde e quindi c’è questa collaborazione molto interessante e molto piacevole con Vira.

Il libro, come vedrà, a parte il primo capitolo in cui racconto l’evoluzione della mente dal Big Bang fino all’homo sapiens, poi dopo è sotto forma di domande e risposte. Questa è la nascita, l’idea da cui è venuto fuori questo libro.

Parlando di lei, Vira Carbone nella nostra intervista lo ha definito un patrimonio per l’Italia.

GM. Vira è molto gentile. Lei è una bravissima conduttrice. Ho fatto per tanti anni il mio lavoro di neurochirurgo con straordinaria passione e da qualche anno mi dedico alla scrittura. Da vent’anni mi dedico al volontariato con la Fondazione ATENA.

Da qualche anno mi dedico a scrivere perché penso che la scrittura sia un dovere sociale perché contribuisce all’evoluzione della cultura, contribuisce all’informazione, rende le persone più consapevoli in determinati campi che non sono i loro campi e quindi c’è bisogno di qualcuno che li racconti.

Credo che i due misteri più grossi del momento siano l’universo e il cervello. Due universi incredibili che guardiamo con meraviglia e con stupore ma di cui ancora non sappiamo tanto.

Ho cercato di fare un po’ la stessa cosa, di raccontare ciò che abbiamo nella nostra testa, cose che diamo un po’ per scontato.

Noi pensiamo, immaginiamo, ci lavoriamo, dormiamo.

Pensiamo che sia tutto normale ma è il frutto dell’attività di miliardi di neuroni, di fitte, di neurotrasmettitori che costantemente sono in azione.

Per questo ho voluto scrivere questi libri e in questo libro ho avuto la straordinaria collaborazione di Vira.

Si pensa spesso al benessere fisico, al mangiar bene, trascurando magari il cervello.  Quali sono i segreti per tenere in salute la nostra mente?

GM. Beh diciamo che anche il benessere fisico e il mangiar bene passano dal cervello.

Un’analisi sui paesi più avanzati dal punto di vista del benessere, nel senso lato del Welfare, in questi paesi si registra una riduzione considerevole del rischio di demenza e il rischio di Alzheimer nella fase della senescenza proprio grazie al seguire corretti stili di vita.

Avere corretti stili di vita è importante per tenere sana la mente. Stili di vita che, come dicevo nel libro, non si possono limitare solamente alla senescenza, certo anche nella senescenza si può migliorare il cervello però si può cominciare fin dalla pancia della mamma e quindi la mamma deve avere corretti stili di vita per proteggere il bambino.

Nella prima infanzia bisogna stare attenti e aiutare il bambino a sviluppare il cervello così com’è l’adolescenza, stare all’allerta di droghe, come dicevo nell’articolo di cui parlavamo prima, e nell’età adulta.

Io farei un passo indietro, una delle caratteristiche peculiari del cervello è il fatto che cambia sempre e può imparare sempre.

Allora se questo noi lo trasportiamo all’età avanzata tutti noi vogliamo arrivare a una senescenza con un cervello giovane, con un cervello molto attivo perché si allunga l’età della vita e possiamo farlo proprio grazie a questa capacità del cervello di migliorare sempre e di imparare sempre.

Per far questo si può seguire una formula molto semplice, uno slogan: avere una vita che sia attiva sia dal punto di vista intellettuale che dal punto di vista fisico, mangiare poco in modo sano, dormire bene, idratarsi.

Avere una vita attiva dal punto di vista intellettuale vuol dire utilizzare il cervello. Il cervello migliora, come se fosse un muscolo, con l’utilizzo. Più lo usiamo e più migliora come un muscolo e lo stesso fa il cervello.

Per usare il cervello bisogna pensare quindi dobbiamo leggere molto, conversare, entrare in una socializzazione con altre persone e scambiare le idee, raccontare, parlare, discutere.

Tutto questo migliora le capacità del nostro cervello e permette il formarsi di piccole nuove ramificazioni lungo gli assoni dei neuroni e tutto questo arricchisce il cervello.

Noi perdiamo cellule, perdiamo neuroni perché fa parte della senescenza, però dobbiamo fare in modo che quelli che rimangono siano ricchi di ramificazioni, come gli alberi della foresta.

Dobbiamo arrivare all’età avanzata con un cervello molto ricco, con una riserva cognitiva.

Se il cervello è ricco e ha appreso tanto dobbiamo avere tante nozioni in modo che l’eventuale evoluzione verso la demenza faccia fatica a provocare dei danni cognitivi proprio perché noi ci siamo fatti delle riserve.

La socializzazione è molto importante. È molto importante avere una visione positiva della vita perché questo ci toglie lo stress.

Lo stress sappiamo che è deleterio per il cervello oltre a non avere un’attività fisica attiva. Si è visto che se l’attività fisica costante e continua, non dico tutti giorni ma almeno 3 o 4 volte a settimana riduce di molto il deterioramento cognitivo.

Questi sono studi scientifici importantissimi che lo dicono, quindi attiva la vita dal punto di vista mentale e dal punto di vista fisico. Mangiare bene è fondamentale. Dobbiamo mangiare poco perché l’aumento di peso e il sovrappeso fa male alla salute.

L’accumulo di grassi libera delle sostanze che sono le tossine che sono pro infiammatori, facilitano lo sviluppo di infiammazioni generalmente nell’organismo.

Oggi le ricerche scientifiche ci dicono che l’infiammazione è il substrato su cui si impiantano la maggior parte delle malattie.

Anche il virus, il COVID-19 agisce danneggiando l’organismo perché produce infiammazione infatti si è detto che una delle terapie contro il Covid è utilizzare un vecchio farmaco che è il desametasone che è un cortisonico.

Le infiammazioni sono la base anche del gruppo degli infarti del miocardio ovvero lo sviluppo di tumori, tutto ciò che provoca tumori.

Il sovrappeso libera sostanze che sono facilitanti di infiammazione. Mangiare pochi zuccheri, l’eccesso di zuccheri determina un aumento dell’insulina.

L’insulina fa male ai neuroni cerebrali, danneggia i neuroni celebrali.

Oltretutto l’insulina favorisce l’accumulo del grasso dell’adipe addominale che è uno dei fattori anche questo che facilita l’infiammazione.

Dobbiamo alimentarci con oli buoni quindi olio di oliva, gli omega 3 quindi dobbiamo seguire, in un certo senso, quella che è la dieta mediterranea: molta verdura, molti legumi, molta frutta, poca carne rossa soprattutto carne bianca ma in genere poca carne, preferire il pesce quando è possibile perché sono ricchi di omega alfa.

Poi dobbiamo dormire bene. Il sonno è importantissimo.

Noi possiamo favorire e migliorare le attività del nostro cervello non facendo nulla, semplicemente chiudendo gli occhi e dormendo e questo è molto importante.

Bisogna dormire non meno di cinque ore non più di nove ore. Il sonno ha una funzione rigeneratrice per mille motivi, intanto perché permette di dare un senso alle esperienze della vita, alle esperienze della giornata passata.

Noi abbiamo esperienze ricchissime durante le 24 ore ma poche delle cose che viviamo ci interessano veramente.

Il cervello non può fissare tutto quindi dobbiamo limitare le cose che si possono fissare e durante la notte succede questo meccanismo: si allontanano le cose non interessanti e le cose importanti vengono immagazzinate nei circuiti della memoria e poi ce le ricordiamo.

Durante la notte si eliminano le scorie dell’attività del cervello. Il cervello lavora 24 ore al giorno, libera le sostanze che sono da eliminare, le scorie. Le scorie vengono eliminate durante il sonno e se dormiamo poco non le eliminiamo durante la notte.

Durante la notte migliora il sistema immunitario e lei sa quanto il sistema immunitario è importante per la salute, genericamente parlando per l’individuo, ci protegge dalle infezioni, dalle malattie e sappiamo oggi che ci protegge anche da alcuni tumori e si cerca di potenziare il sistema immunitario per raggiungere la cura di alcuni tumori per i quali oggi non ci sono terapie effettivamente efficaci.

Il sonno ci aiuta a eliminare lo stress, ci permette di liberare alcuni ormoni che altrimenti non libereremmo e che sono importanti per la nostra salute.

Quindi come vede, il benessere, la salute del nostro cervello, l’integrità e la ricchezza del nostro cervello dipendono da tutta una serie di cose che noi facciamo tutti i giorni senza rifletterci e che invece richiedono una riflessione.

Perché da queste azioni, dall’alimentazione, dal camminare, dal leggere, dal confrontarsi con gli altri, dall’essere ottimisti, dall’eliminare lo stress dipendere il fatto di invecchiare bene o non invecchiare bene.

Tutto sommato da un buon cervello dipende una vita positiva, attiva e felice perché tutto dipende dal nostro cervello.

Tante belle informazioni, davvero. Quali buoni motivi darebbe ai nostri lettori per acquistare i suoi libri?

GM. Il primo libro è “Il cervello è più grande del cielo”: la curiosità di capire che succede, perché abbiamo una coscienza del pensiero, da dove viene la memoria, che differenza c’è tra il cervello dell’uomo il cervello della donna, come pensiamo, che differenza c’è tra il cervello umano e l’intelligenza artificiale. Tutto questo nel primo libro.

Nel secondo libro, partendo da questo, dopo aver capito come funziona il cervello, come facciamo a preservarlo? Come dicevo prima, le donne che sono in gravidanza che debbono fare per fare in modo che il cervello del proprio bambino si sviluppi bene?

Quando un bambino è nato le proprie mamme in che modo devono accudirlo affinché il cervello si sviluppi in modo favorevole per una vita futura ottimale? Durante l’adolescenza in che modo evitare le cattive abitudini? Perché le droghe fanno male?

Sono informazioni fondamentali per la famiglia, per aiutare il bambino a sviluppare un cervello che possa servire nella vita da adulto. Per gli adulti, un corretto stile di vita. Perché fa male il fumo e perché fa male l’alcol.

Perché bisogna fare attività fisica e non bisogna essere sedentari. Perché non bisogna ingrassare e tutte quelle cose che abbiamo detto. Tutto questo lo troviamo nel libro, fino alla senescenza.

Partendo dal presupposto che il nostro cervello, come un muscolo, migliora sempre, si attiva sempre. Mentre noi andiamo in una palestra e facciamo fitness per attivare i nostri muscoli, non facciamo nulla per attivare il nostro cervello.

Il libro permette di dare informazioni molto semplici e scritte con un linguaggio spero comprensibile, per far sì che ognuno di noi si faccia una propria palestra individuale e personale per potenziare il proprio cervello e quello dei propri figli, finché si ha la responsabilità dell’educazione dei figli.

Per concludere ha accennato del suo impegno con la fondazione Atena. Ce ne vuole parlare? Tra l’altro siete stati anche ricevuti dal presidente della Repubblica Mattarella…

GM. Sì, io ho creato questa fondazione nel 2001. L’ho creata proprio partendo dall’osservazione, dalla percezione come medico e come chirurgo che tante malattie oggi non hanno una cura.

Partendo dal presupposto che chi fa il medico non può semplicemente limitarsi a applicare dei protocolli ma deve contribuire allo sviluppo dei protocolli.

La ricerca è il modo migliore per trovare nuove vie e per sviluppare protocolli nuovi. Su questa base abbiamo creato dei laboratori di ricerca inizialmente insieme al centro del gruppo di Rita Levi Montalcini.

Abbiamo dato posti di studio a tanti giovani ricercatori. Abbiamo fatto soprattutto ricerca per la cura di tumori. Ricerca di una cura innovativa di tumori cerebrali che purtroppo sono tanti e colpiscono persone di tutte di tutte le età.

Poi ci siamo occupati di fare divulgazione tra i giovani. La ricerca, la scienza oggi ci dice che l’uso di droghe danneggia profondamente il cervello e quindi è un peccato che i ragazzi danneggino questo bene straordinario che c’è stato dato.

Dopo di che, ci siamo occupati di donne. Mia moglie ha creato “Atena donna” nell’ambito della “fondazione Atena”. “Atena donna” si occupa di donne. Andiamo nelle periferie, nelle borgate più disagiate per fare cultura e la prevenzione in screening.

Tutto questo ci ha portato a chiedere al presidente, allora Matteo Renzi, di istituire la giornata nazionale per la salute della donna che si celebra tutti gli anni, il 22 aprile, il giorno di nascita di Rita Levi Montalcini.

Tutte queste attività ci hanno portato adesso ad aprire anche una parte di Atena che si chiama “Atena Innova” rivolta all’innovazione nel campo della scienza.

“Atena Fami” in cui diamo un’assistenza materiale alle persone che hanno un familiare con una grave malattia al cervello, aiutandoli con consigli a trovare i migliori professionisti e un aiuto materiale economico per gestire un pochino la malattia, per quanto appunto possiamo fare.

Oggi la ricerca costa e avere una fondazione costa e purtroppo con il covid le donazioni si stanno riducendo molto. Però tutto quello che possiamo fare lo facciamo con grande piacere.

Abbiamo avuto il grande onore di essere ricevuti dal presidente Mattarella che si è informato su tutte queste attività delle quali le sto parlando.

Per noi è stato il riconoscimento morale della validità del nostro impegno, è importante dirlo, impegno che si basa essenzialmente sul volontariato. Tutto quello che facciamo, lo facciamo aldilà del nostro lavoro.

Ognuno di noi hai il suo impegno. Mia moglie nel design, il professor Buzzi che fa il cardiologo, io faccio il neurochirurgo e Matteo Tanzilli che gestisce “Atena Innova” è un imprenditore.

Aldilà di queste che sono le nostre attività, abbiamo un impegno volontario, gratuito per Atena. Impegno che, da tutte le cose che le ho raccontato, capisce che è impegnativo come tempo dedicato e come impegno dedicato.

Bruno Bellini
Scritto da

Direttore Responsabile Lifestyleblog.it - Classe '81, da Monopoli (Bari) Dal 2015 partecipa al Festival di Sanremo come giornalista accreditato e componente della Giuria Stampa.

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