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Interviste

The French Fries, l’intervista a Danilo Tasco e Mia Meneghini

The French Fries: Danilo Tasco e Mia Meneghini

Un duo che piace e convince. Stiamo parlando di The French Fries, ovvero Danilo Tasco (produttore e compositore, batterista dei Negramaro) e Mia Meneghini (autrice e danzatrice).

Hallelujah For Tonight” è il loro secondo singolo uscito in quest’estate 2020. Un brano frizzante e piacevole, capace di trascinare gli ascoltatori in un mood allegro e spensierato come quello della bella stagione. Lontano dagli standard dei tormentoni estivi, The French Fries sa imporsi e distinguersi nel panorama musicale. 

Ecco il racconto di come è nata ed il simpatico aneddoto sul nome, ma anche progetti futuri ed il loro singolo del momento.

Ascolta il podcast

Come state innanzitutto dopo questo periodo particolare che abbiamo vissuto? 

D: Siamo sconcertati, come tutto il resto del mondo per quello che abbiamo passato, fieri di come lo stiamo superando. Speriamo solo che non ci sia nessun risvolto negativo, che il buon senso porti a dimenticare quello che abbiamo passato. Per il resto, un’estate bellissima che sembra stia iniziando ora per il bel tempo per come si sta bene con il meteo. Ci auguriamo che per tutti, non solo i musicisti, ma per tutta l’umanità sia un ricordo da cestinare pian piano.

Danilo Tasco alla batteria

Partiamo dal nome del gruppo: come è nato? 

D: L’idea del duo nasce naturalmente: vivendo insieme tra una spadellata, gli impegni di casa, è sempre stato presente l’impegno artistico nel voler fare le cose insieme. Che a un certo punto è sfociato in questa produzione musicale, iniziata a dicembre 2019 e con l’ultimo singolo di luglio. Ma è la sintesi di un lavoro di anni. Lavorando insieme in casa si è poi arrivati ad avere un progetto con un’identità, nome e contest. Che culminerà con un lavoro e la raccolta di un album che racchiuda anni di lavoro che stiamo cercando di condividere con il pubblico realizzandone la pubblicazione. 

Il nome è un aneddoto che conserviamo con affetto. Erano gli anni in cui sperimentavamo le prime cose. Da batterista ho cercato di essere anti batterista, quando mi cimentavo nel mio hobby a casa di prendere altri strumenti in mano, dal pianoforte. Fino ad arrivare al microfono insieme a lei. Lei, prima di me, è cantante, performer del musical oltre che danzatrice e attrice, con esperienze sul palco dal vivo. 

Mi ha trascinato e ha spinto: “Dai proviamoci”. Mi bastava poco a lanciarmi. Dalle prime sperimentazioni elettroniche sperimentali, negli anni abbiamo messo insieme un po’ di brani, ormai una decina, per racchiuderli in un unico un album che uscirà più in là, non sappiamo quando. 

Il nome? E’ un ricordo simpatico. Abbiamo iniziato a usare le nostre voci nelle composizioni, e grazie all’intervento di Mia che si è occupata di far diventare il mio slang maccheronico danilesco in un vero inglese con forti concetti e contenuti. Da lì abbiamo iniziato a cantare insieme, comporre melodie con le nostre voci, come se fosse un giocattolo da sperimentare. Una delle prime volte abbiamo fatto ascoltare a quelle persone che mi hanno ispirato, spinto e stimolato, ovvero i ragazzi dei Negramaro. Quando Giuliano ha sentito le prime registrazioni ha detto “Wow che bello, non sembrate voi…sembra un gruppo che viene dal nord Europa, potrebbero essere i, i, i… The french fries”. Non so perché gli venne questa roba di patatine fritte, ma suonava bene. A distanza di anni, quando c’è stato il momento di scegliere un nome per marchiare il progetto, non c’era niente che avesse superato in pole position quel battesimo di Giuliano Sangiorgi, che reputo il padrino del nome. 

Domanda per Mia: come ti sei trovata nel mondo della musica?

Mia Meneghini – foto instagram

M: Chiaramente, come diceva Danilo, ero una performer venendo dal mondo del musical. Ero abituata ad approcciarmi alla musica, a leggere gli spartiti, a cantare. Conoscevo il rispetto delle melodie, non ero neofita della musica, ma rispetto al punto di vista del canto ero avanti. Per la produzione musicale devo dire che è Danilo che la porta avanti. Sono sue le idee che compone e porta avanti la produzione dei brani. Quando sono finiti e arrangiati, ci avvaliamo della collaborazione di altri professionisti che seguono poi i passaggi tecnici di mix master. Collaboriamo con un produttore londinese che ha curato l’ultimo singolo. A livello tecnico musicale, sono quella che fa la parte minore. E’un mondo nuovo e interessante, mi piace il fatto di imparare da un mondo artistico diverso dal mio. 

Perché la scelta del genere musicale e cantare in inglese? 

D: Non sono scelte, in generale come la nascita embrionale del progetto, stiamo assecondando quello che ci viene naturale. Mi sarei potuto comprare una canna da pesca, dieci anni fa, e diventare un esperto pescatore. In realtà ho sempre trovato lo stimolo di mettere le mani su un pianoforte. Ed è una cosa che consiglio a tutti. Se sei un bassista, prova a suonare la batteria così ti aiuta meglio a suonare il basso. Se sei un batterista prendi un pianoforte e capirai come usare la batteria. Sono degli input che mi sono serviti a crescere anche come batterista. Non era una fuga dai Negramaro, ma un’evasione nella mia ricerca creativa e in realtà mi trovavo avvantaggiato quando tornavo ad essere il batterista dei Negramaro. E’ sempre musica. Per ogni scelta non è che ci siamo messi a tavolino. Non abbiamo scelto neanche il nome, c’era una necessità di affidarsi alle cose che venivano da sole. La mia prima versione di un testo fatto per poggiare una melodia sugli accordi, non ha un senso senza l’intervento di Mia. Il mio embrione del testo ha dei suoni che sono di matrice anglofona e Mia, che ha lavorato soprattutto all’estero nella sua carriera, il passaggio è stato semplice quando finito il primo testo. Grazie a lei, ha preso i miei suoni, serviti per dare sound e melodia, e la magia della complementarità quando dal mio input finisce nelle sue mani e diventa un vero testo cantabile in inglese. E’ tutto naturale, abbiamo scelto prima di tutto di non essere noi stessi. Lei cantava da prima di me sicuramente, ma è una ballerina, io faccio il batterista. A monte c’è andare oltre se stessi e da un punto di partenza diverso rispetto a quello che siamo stati. Come i bambini che cambiano giocattoli. 

Ricordiamo ai nostri lettori dove potervi ascoltare

M: Tutti i brani sono disponibili sulle piattaforme digitali. E’possibile vedere entrambi i video su Youtube. Sia il primo video di The doors che di Hallelujah For Tonight.

D: Il video di Hallelujah For Tonight è uscito nei primi di agosto, ci ha dato molte soddisfazioni. Dopo ferragosto ha raggiunto 130.000 visitatori, siamo contentissimi di come è andata. Grazie a tutti, contentissimi perché hanno visto il video fino alla fine. Mi hanno spiegato come funziona il conteggio visualizzazioni. Ne approfitto, e non smetterò mai di farlo, a chi ha fatto click e chi ha visto il vide

M: Hallelujah For Tonight ha un video da vedere fino alla fine, una storia da vedere.

Il video di Hallelujah For Tonight

Scritto da

Direttore Responsabile Lifestyleblog.it - Classe '81, da Monopoli (Bari) Dal 2015 partecipa al Festival di Sanremo come giornalista accreditato e componente della Giuria Stampa.

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