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venerdì 22 Gennaio 2021

Luigi Pelazza debutta su Rai2 con un programma di ShowLab: l’intervista

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Bruno Bellini
Bruno Bellini
Direttore Responsabile Lifestyleblog.it - Classe '81, da Monopoli (Bari) Dal 2015 partecipa al Festival di Sanremo come giornalista accreditato e componente della Giuria Stampa.

Luigi Pelazza debutta su Rai2 con I 4 elementi, la natura che parla. Un programma di intrattenimento su natura e sostenibilità prodotto da 4 Elements, la nuova content factory di ShowLab.

Una serie di otto puntate che andranno in onda dal 23 settembre alle ore 15.35 sempre su Rai2. Soltanto le puntante del 24 e 25 settembre andranno in onda alle 14. Il programma sarà disponibile su Raiplay. 

Luigi Pelazza

Quanto ci sarà di Luigi Pelazza de Le Iene in questa nuova avventura televisiva?

Ho cercato di vivermi questo viaggio come una nuova esperienza, ma mi sono imbattuto in problemi e situazione che un po’ Iena mi hanno fatto tornare. In realtà direi un po’ Luigi, perché mi è sempre piaciuto capire, scoprire e cercare di cambiare le cose.

Il Coronavirus è stato definito da alcuni come un segnale della Natura, una forma di ribellione ai deliri di onnipotenza dell’uomo. Credi possa essere davvero così?

Non posso e voglio entrare nel merito della nascita del virus, ma ciò che ho capito con questo viaggio, grazie alle persone che ho incontrato e alle cose che ho scoperto, è che la natura spesso non viene ascoltata anche quando ci dà segnali espliciti. Un esempio su tutti il disastro successo al Vajont. Mauro Corona ci ha raccontato che la montagna ha dato segnali per ben due volte prima della strage eppure nessuno le ha dato retta.

Il Coronavirus ha cambiato lei e il suo modo di fare questo lavoro?

Non ha cambiato il modo di fare il mio lavoro, ma di approcciarmi alla vita di tutti i giorni. Per alcuni versi apprezzo le distanze, i ritmi un po’ più lenti e la sicurezza, ma il mio lavoro no, non ha subito grandi cambiamenti.

Che cosa pensi del fatto che nell’ultimo anno, grazie anche a Greta Thumberg, siano state proprio le nuove generazioni a sollevare in tutto il mondo importanti istanze ecologiste?

Lo trovo bello. Mi ha sempre affascinato, anche in tempi non sospetti, l’impegno dei giovani nel portare avanti cause con impegno e determinazione. E’ ciò che sto insegnando a fare ai miei figli.

Durante questo viaggio quali sono state le criticità ambientali italiane che hanno destato in te maggior preoccupazione e allarme?

Devo ammettere che il fiume Sarno con le sue acque inquinate mi ha colpito parecchio, perché fatico sempre a credere che gli uomini inquinino l’acqua che bevono e che usano per bagnare i raccolti che poi mangiano. Però ciò che mi ha destato maggior preoccupazione è lo scoprire che tra 50 anni i ghiacciai non ci saranno più e che ormai non possiamo fare nulla per cambiare le cose.

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