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Come usare le candele giapponesi per fare trading

Quando ci si avvicina per la prima volta al mondo del trading non si può fare a meno di prendere dimestichezza con il mondo delle candele giapponesi, che si dimostrano delle risorse decisamente preziose per anticipare i movimenti di prezzo. Quella del candlestick trading, però, è una vera e propria arte che non può essere improvvisata; al contrario presuppone uno studio serio e una preparazione accurata. Ma di che cosa stiamo parlando? In pratica si tratta di un sistema di analisi dei grafici di mercato che garantisce benefici istantanei anche per chi non ha ancora una lunga esperienza nel mondo del trading

Perché usare le candele giapponesi

La rappresentazione a candele dei prezzi mette in risalto in modo chiaro e inequivocabile l’entità dello squilibrio di forze che c’è tra i venditori e gli acquirenti nelle varie sessioni di scambi. Il riferimento alle candele giapponesi deriva dal fatto che l’analisi candlestick abbia avuto origine proprio in Giappone tra il Seicento e il Settecento: se ciò fosse vero, vorrebbe dire che si sta parlando della tecnica di analisi grafica dei mercati finanziari più antica che sia mai esistita.

I vantaggi per i trader

quattro prezzi che riassumono le contrattazioni (vale a dire l’apertura, la chiusura, il minimo e il massimo) bastano per realizzare le candele giapponesi e per individuare le figure più importanti alla base di tale metodo. Non è certo complicato costruire un grafico a candele giapponesi, che non ha bisogno di informazioni supplementari rispetto a quelle che potrebbero essere necessarie per il bar chart, vale a dire il grafico a barre. Questi sono solo alcuni dei motivi per i quali sono davvero numerosi i trader che si servono delle candele giapponesi, che nel confronto con il grafico a barre mettono a disposizione un’informazione in più: è quella relativa al rapporto tra il dato di apertura e il dato di chiusura, vale a dire il primo prezzo scambiato e l’ultimo.

Come sono fatte le candele

Ciascuna candela è formata da un main body e una shadow. Il main body, che in giapponese viene definito jittay, non è altro che il corpo della candela, ricavato congiungendo i prezzi di apertura e di chiusura. Le shadow, che in giapponese sono definite kage, corrispondono alle linee sottili che collegano al main body l’high e il low, cioè il massimo e il minimo. L’uwakage è l’upper shadow, mentre la shitakage è la lower shadow.

Le strategie migliori

Il significato del grafico a candele ha a che fare con il modo in cui esse si presentano al termine di una seduta: si tratta, cioè, di valutare la forma che la candela che si sta prendendo in esame ha assunto nel confronto con la candela che la prevede. Analizzando tale forma si possono ottenere numerose informazioni a proposito dell’evolversi della seduta, che poi devono essere utilizzate per il trading.

La candela long white body

Sono numerose le tipologie di candele in cui ci si può imbattere in un grafico, e una delle più diffuse è la long white body: nel caso in cui si sia in presenza di una candela con un corpo particolarmente ampio, infatti, vuol dire che il mercato si è spinto al rialzo. Dopo l’apertura si è verificato un rialzo dei prezzi che poi sono andati a chiudere vicino ai massimi che erano stati registrati durante la contrattazione. Se il minimo della seduta corrisponde con l’apertura e il massimo corrisponde con la chiusura, la candela non ha shadow, in quanto costituisce la forza rialzista massima che si possa manifestare in un mercato: si parla, in tale circostanza, di marubozu.

egidio
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