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Interviste

Bugo: “Lavorativamente è un 2020 fruttuoso”

Bugo

Nuovo appuntamento con i podcast di Lifestyleblog.it. Ospite della puntata uno dei protagonisti dell’estate musicale 2020. Così come abbiamo riportato nell’articolo dedicato, è senza dubbio un protagonista “differente” con la sua hit “Mi Manca”: stiamo parlando di Bugo

Ascolta il podcast con Bugo

Bugo

Come stai innanzitutto? 

Bene. Sto cercando di passare questo periodo con positività e soprattutto costruttività. 

Tornando alla nostra presentazione, Mi Manca l’abbiamo definita una sorta di inno alla nostalgia. Come è nata l’idea di questo brano?

La canzone è nata durante la lavorazione del disco Cristian Bugatti, uscito durante i giorni sanremesi. E’stata composta e registrata nella primavera 2019. Avevo bisogno di una canzone che fosse più morbida rispetto alle prime che avevo composte, frizzanti e movimentate. E’ arrivata in un momento perfetto della lavorazione dell’album, toccando un tema che per me era abbastanza inedito: quello della nostalgia. Un tema perfetto per uno che ha 40-45 anni: un nostalgico a 20 anni, sarebbe stato prematuro! A 46 anni è venuta fuori questa canzone. Un inno alla nostalgia, che ricorda gli anni dell’infanzia, che può essere un modo per recuperare qualcosa di dimenticato.

Al tuo fianco Ermal Meta, mentre Ambra Angiolini è la protagonista del video. Perché hai pensato a loro? 

Ho pensato a Ermal una volta composto il brano e registrato con la mia voce. Mi sono accorto che mancava qualcosa. Ho pensato che per fare qualcosa sulla nostalgia, in due sarebbe stato più forte, come due amici che raccontano qualcosa: sarebbe venuto fuori l’aspetto umano. Ho immaginato noi che cantavamo la canzone sulla nostalgia, l’ho contattato, a lui la canzone è piaciuta e la cosa ha funzionato bene.

Ambra, invece, è arrivata dopo. Il video non era pronto. Dopo aver lanciato il singolo, ed essere stato al concerto del primo maggio, mi è venuto in mente che lei, presentatrice della rassegna, potesse essere perfetta come volto. Ho voluto introdurre un volto femminile per dare completezza al messaggio.

C’è una traccia a cui sei particolarmente legato all’interno del tuo album? 

Con le canzoni mi lego si e no. Una volta venute fuori, composte, non sono piu mie: mi piace pensare che siano degli altri. Sono affezionato a tutte, potrebbe sembrare banale ma questo disco contiene canzoni a cui sono legato. Mi vengono in mente Fuori dal mondo, prettamente d’amore, per cui l’amore è l’unica condizione che ci fa vivere fuori dal mondo, senza quotidianità, senza problemi. E’ la forma suprema di riscatto dai problemi del mondo. Stupido eh, altra canzone d’amore, che ha un taglio brillante ma al tempo stesso delicato. Mi piace il testo. Ne ho citate due a caso, anche se in realtà sono innamorato di tutte le mie canzoni. 

Tornando a parlare di 2020 è un anno particolare per il mondo della musica. Nonostante ciò qualche segnale di ripartenza c’è stato, ricordiamo le tue partecipazioni a Radionorba Battiti Live e Radio Bruno Estate, senza trascurare la tua partecipazione nella Giuria del Festival di Castrocaro.

Il Covid è qualcosa di talmente grande che ha colpito l’Italia e il mondo, che noi artisti abbiamo sentito tanto. Nel mondo musicale tutti vogliono sentire le canzoni, però quando si pensa che a noi basta quello, è il dramma incompiuto del nostro lavoro. La gente è contenta di sentire la canzone di “pinco pallino” ma se poi scoppia il covid e non puoi suonare , far concerti, si muore di fame, si da quasi per scontato questa cosa. E’ stato uno dei settori piu colpiti, ci sono state iniziative per cercare di sensibilizzare le persone a considerare questa cosa. Non entro nel merito dei finanziamenti del governo perché non mi interessa, la politica usa la canzone a mio avviso solo per motivi di festa. Per me la musica è altra cosa. 

Tutto questo ha colpito anche me e la mia famiglia. Dal punto di vista professionale, ho lavorato come se non ci fosse il covid. Ho lavorato tanto, come sempre mi piace fare, e sono uscito con un singolo, il concerto del 1 maggio, Battiti live, Castrocaro, una serata con Enrico Ruggeri dedicata a Celentano, concerti estivi con posti a sedere. Ho cercato di mantenermi attivo, con interviste e promozione. Mi manca e il video del singolo sono andati bene, e non è scontato perché la canzone non è un tormentone classico come tu hai scritto. Posso ritenermi contento, con o senza Sanremo avrei lavorato allo stesso modo. Sono felice per la Platinum Collection di Universal che mi dicono va bene. La stessa casa discografica ha anche stampato anche il mio primo disco d’oro 2002 in vinile. Per scoprire la mia musica ci sono tanti modi, è un anno lavorativamente fruttuoso. Se lavori i frutti arrivano, “se guardi i passeri” non arriva niente. 

Da grande lavoratore, come hai dichiarato di essere, c’è già qualcosa per il futuro di Bugo?

Sono un gran lavoratore perché mi piace fare quello che faccio, per il quale sono stato destinato che è fare il cantante. Se mi dovessero dire di stare in un bunker per tre anni, non guarderei di certo il muro tutto il tempo. La musica mi fa star bene, compongo, organizzo il lavoro. Ci sono tanti aspetti che mi tengono vivo in questo periodo. Durante il lockdown ho anche composto nuove canzoni, non potendo fare concerti, che poi sono state registrate in studio. Nonostante tutto cerco di non farmi abbattere dalle negatività in generale: di cose da lamentarsi ce ne sono in tempi normali, figuriamoci adesso, mezzi incatenati.. Il covid non è colpa di nessuno, è una cosa piu grande di noi. E’ una cosa che non accetto e che guardo con occhio sospetto tra polemiche quotidiane, quando dovremmo stare piu calmi, ma è il giochino di politici, opinionisti. Commenterebbero anche se ci fosse il sole tutti i giorni… Io cerco di vivere in modo sereno e costruttivo, è stato sempre così e lo sarà sempre.

Scritto da

Direttore Responsabile Lifestyleblog.it - Classe '81, da Monopoli (Bari) Dal 2015 partecipa al Festival di Sanremo come giornalista accreditato e componente della Giuria Stampa.

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