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Quattro zampe ai tempi del Covid. Intervista a Pietro Paolo Condò

Pietro Paolo Condò - foto Claudia Aquila

Il covid 19 ha segnato le nostre vite e lasciato in bilico le nostre certezze. Resterà un cambiamento epocale che modificherà per sempre la forma mentis di ognuno.

Non soltanto gli esseri umani hanno subito le conseguenze di questo periodo di disorientamento, ma anche le sorti dei nostri animali domestici sono state messe a repentaglio, sia a causa degli interventi fuorvianti di alcuni virologi nell’individuare i cani come veicolo di trasmissione  del covid, sia per l’impossibilità per  molti cuccioli di raggiungere le famiglie cui erano destinati e che sono rimasti sospesi come in un limbo nell’allevamento d’origine senza garanzie per il proprio futuro. 

Abbiamo chiesto informazioni sul tema a Pietro Paolo Condò, famoso in tutto il mondo per il proprio impegno nel campo della cinofilia. 

Pietro Paolo Condò è Presidente del Club Cani Compagnia,consigliere nazionale del Monaco Kennel Club del Principato di Monaco evento tanto caro ai Principi Monegaschi . Consigliere del Comitato Consultivo degli esperti giudici ENCI, tiene corsi di formazione in questo campo e partecipa alla revisione e traduzione degli standard FCI in sede ENCI.

La fase Covid, ha toccato tutti i settori, pertanto anche quello degli allevatori. Come avete vissuto questa fase che ha colto tutti di sorpresa?

Ovviamente parlando di essere viventi, il fatto di andare incontro all’incognito è stato doppiamente preoccupante, ossia se una persona opera in un settore che comprende, “cose” “oggetti” con tutti i ritorni negativi di una quarantena, chiude il negozio e a parte l’economia e lo stato d’animo rimane li in aspettativa, ma chi ha a che fare con essere viventi e gli vuole bene, credimi è stato preso anche dall’angoscia.

Gli appassionati delle razze canine hanno sempre attraversato momenti bui, pensa solo a chi durante le guerre ha diviso un tozzo di pane con i suoi cani, pur di salvare tra mille stenti un patrimonio genetico irripetibile, ora seppur in maniera più soft, ma lo stesso in questo periodo i veri cultori delle razze si son molto preoccupati per i loro cani ed il futuro della loro esistenza. Parimenti non sapere se continuare nei piani di riproduzione con gli impliciti progetti selettivi, il non sapere se i cuccioli sarebbero stati cedibili. L’incubo di vederli crescere in casa è stato devastante. In effetti le strutture a norma prevedono un numero di cani detenibili senza il veder subentrare un sovraffollamento, il non potere cedere i cuccioli nel giusto momento ha fatto rischiare per forza di cose di minare il benessere animale che una struttura offre. Su questo comunque , quegli allevatori in regola fiscalmente ed iscritti come previsto, grazie al loro codice ateco di pertinenza hanno infine potuto personalmente consegnare il loro , permettimi il termine generico di “prodotti”.

Altri invece sono stati costretti a trattenere i cuccioli “pronti” con grande sacrificio, non solo per gli spazi, ma pure per l’immenso impegno richiesto per il periodo di socializzazione, non sempre attuabile in allevamento. A secondo delle razze dai due mesi e mezzo ai tre, è bene che i cuccioli migrino nelle famiglie destinate, così che possano essere plasmati a favore dell’ambiente e circostanze che andranno a vivere per sempre. 

Ma durante questo periodo, c’è stata richiesta di cuccioli? Cosa è successo alla riapertura?

Vuoi per il grande desiderio di conforto, vuoi per la solitudine di certe persone, o di certi bambini, in questo periodo , il cane ossia lo storico amico dell’uomo, spesso dimenticato, non considerato è tornato in auge. Decine di famiglie si sono allietate la vita con l’arrivo di un cucciolo. Le richieste di cani, sono state implementate, non solo di quelli di taglia medio/piccola, per ovvie ragione di spazio relative agli appartamenti di città, ma anche da chi ha potuto coronare , avendo tanto tempo a disposizione, il sogno di accogliere un cane di taglia grande avendo un giardino e potendo godersi il cane dentro e fuori casa.

E’ stato un difficile collocare i cuccioli pronti in pieno covid, ma molte persone mettendosi davanti una felice speranza si sono messi in attesa di cucciolate pronte per la fase due, e molti cagnolini oggi stanno raggiungendo le loro case grazie, ai permessi connessi al ritiro e consegne.

Il tremendo male che ci ha colto e ci affligge ancora, forse ha dato un po di luce a quegli allevatori, saggi, seri e competenti, oggigiorno bistrattati da pseudo amanti della cinofilia, che praticano vendite on-line  permettendo a questi primi di esternare la loro esperienza senza essere scavalcati come oggi succede per immediatezza di disponibilità e prezzi a ribasso.

L’allevatore serio garantisce non solo bellezza e salute di un suo cucciolo, ma pure il carattere, cosa importantissima oggigiorno, dove portare a casa una cane non ben seguito nel suo imprinting, perchè cresciuto ad esempio in una gabbia,  diventare un incubo per chi lo accoglie e per il cane stesso.

Chi non ha potuto ritirare il suo cucciolo al termine giusto, ha potuto comunque confidare in mani esperte che hanno cresciuto il loro cane al meglio. Ovviamente all’apertura i trepidanti novelli proprietari stanno facendo la corsa per abbracciare quel cucciolo che grazie alle moderne tecnologie hanno potuto abbracciare solo virtualmente.

Su internet si trova una grande offerta di cuccioli, quali le insidie?

Tantissime poichè le moderne tecnologie possono far passare per veritiero qualsiasi cosa, grazie all’ausilio di fotografie ritoccate, alla millantazione di pseudo risultati nelle mostre cinofile . Per noi del settore è facile riconoscere una simile contraffazione perchè facciamo parte dell’ Enci (Ente nazionale della cinofilia Italiana)  sottoposto alla vigilanza del Ministero per le Politiche Agricole, il quale svolge la sua attività in tutto il territorio nazionale  con lo scopo di tutelare le razze canine. L’ente è  preposto a monitorare e dare le linee guida agli allevatori  e attraverso le verifiche zootecniche riconosce risultati e attestati. 

Dove sbaglia l’acquirente?

Quando vuole il cucciolo nel giro di poco se non subito, quando compera cani venduti on-line come pacchi. 

Come vivono i suoi cani?

Per quanto l’allevamento Comte d’Eau vive benefici di una fama mondiale, i cuccioli prodotti non sono numerosi, una scelta da sempre di allevarne pochi ma bene. Questo ci consente di farli vivere in un vero contesto famigliare, senza l’uso di gabbie e circoscrizioni. Il contatto umano è costante, gli spazi ampi e corredati da manti erbosi. Abbiamo la fortuna di abitare in questo incantevole angolo del ponente ligure, lontano da inquinamaneto, con temperatura mite e ventilata, tanto che i nostri cani ogni due ore escono con frizzanti manifestazioni di felicità, vanno a correre e godere la luce del sole, giocano, e quando manifestano di volere rientrare rientrano a dormicchiare pigri come si confà il carattere della razza

Da quanti anni si occupa di questa razza?

Gli anni di contato con la razza ormai si attestano intorno ai 30, una vita passata con loro ad amarli, studiarli, migliorarli. Abbiamo scoperto in loro, la dolcezza di un vero cane da compagnia, la sportività di un piccolo spaniel, l’aristocratica bellezza, degli amici veri e sinceri.

Come ha fatto a farsi coinvolgere dal cavalier king charles spaniel?

L’artefice di tutto è mia moglie Marina che ha voluto il primo soggetto quando invece io ero molto coinvolto ed allevavo già per quanto ventenne , pastori scozzesi con buoni risultati. Da li la nostra proprietà fu invasa anno dopo anno da decine di questi piccoli affascinanti scodinzolanti cani, così belli nella loro semplicità e ne fui talmente coinvolto anche io che quando iniziai l’iter per diventare giudice internazionale ENCI FCI il mio primo esame lo sostenni proprio sulla razza cavalier king charles spaniel!

Quali sono le sue caratteristiche principali, la sua attitudine?

Un cane piccolo, ma non microscopico, da chiaramente il senso di cane, di buona ossatura, con un peso che si aggira intorno ai sei /sette chili, non ama rimanere da solo, si adatta a tutti i contesti con grande educazione pur di rimanere con gli umani, non abbaia molto , se non in casi davvero particolari, non è mordace, tutto questo solo se allevato da mani esperti, perché è una razza dove è molto facile perdere il tipo e le caratteristiche peculiari rischiando quindi di ritrovarsi con in casa un surrogato. Nasce nei palazzi della nobiltà britannica, veniva impiegato a modo di scaldino vivente, così che ancora oggi ama le poltrone i divani gli agi, nasce per esser viziato, per quanto di origine spaniel, il vero cavalier king charles mantiene un certo status non è cane da scorribande e non ama essere trascurato. Le strade di città non sono il suo forte, non ama sporcarsi, preferisce giardini e prati ben tenuti.

Quante ore impegna al giorno l’allevamento?

Solo ventiquattro ore , perché venticinque non è possibile!

Scritto da

Caporedattore di Lifestyleblog.it. Adoro il mondo del Lifestyle

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