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Interviste

Coronavirus, come sanificare gli uffici

Sanificazione o disinfezione? Come rispettare il protocollo per la Fase 2

Oggi in Consilium sono state riprese le immagini di una corretta sanificazione. Un video che mostra come sanificare gli uffici ai tempi del Coronavirus.

Come procedere nel caso di un’azienda di medie o piccole dimensioni?

Nel servizio una dimostrazione di una disinfezione degli ambienti in un ufficio di 150 metri quadrati, realizzata dall’azienda Dussmann Service, con protocollo certificato e validato dall’ente CertiQuality S.r.l.

Con il DPCM del 26 aprile 2020, il Governo ha pubblicato anche il protocollo per il contrasto e il contenimento della diffusione del Covid-19 negli ambienti di lavoro. Tra gli obblighi quello di sanificare gli spazi quotidianamente.

Inoltre, con il Decreto Legge n° 18 del 17/03/2020 è stato introdotto un credito di imposta a favore delle imprese e dei lavoratori autonomi, pari al 50% delle spese sostenute e documentate fino a 20.000 euro per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro.

Le attività di sanificazione mostrate si sviluppano in due tipologie di intervento di disinfezione secondo il protocollo certificato dall’azienda di sanificazione: la prima con deterdisinfettante cloroderivato per sanificare tutte le superfici da contatto c.d. “high touch” (come scrivanie, tastiere, telefoni, pc, maniglie…) e un’altra con perossido di idrogeno atomizzato, per disinfettare anche le altre superfici dell’ufficio. La combo delle due operazioni assicura la totale sanificazione dell’ambiente di lavoro. Pertanto un operatore è attrezzato con secchio e panni per la prima tipologia di sanificazione con deterdisinfettante cloroderivato e il secondo operatore, invece, è dotato di zaino spallabile che atomizza il perossido di idrogeno.

Luca Discardi, Direttore Filiale Nord Ovest di Dussmann Service, risponde alle domande.

Ci spiega cosa significa esattamente sanificare? Qual è la differenza con la disinfezione e perché è importante farlo con le procedure giuste?

Sanificare significa attivare tutte quelle procedure volte a eliminare qualsiasi agente contaminante che la normale attività di pulizia non riesce a rimuovere, laddove per pulizia si intende la semplice rimozione manuale o meccanica dello sporco visibile.

Attraverso l’impiego di agenti chimici, la sanificazione ha lo scopo di riportare la carica microbica entro standard di igiene accettabili, che dipendono dalla destinazione d’uso dei locali.

La disinfezione, invece, è un passaggio ancora più approfondito e impone l’utilizzo di agenti disinfettanti di natura chimica o fisica in grado di ridurre ulteriormente il carico microbiologico sulle superfici da trattare. Dunque la disinfezione ha lo scopo di distruggere i microrganismi patogeni, tra cui i virus.

Conoscere e applicare correttamente le procedure significa garantire la salubrità dei locali trattati.

Covid-19 a parte, qual è la frequenza con la quale va effettuata la sanificazione in una piccola impresa, media o grande?

La frequenza è variabile sulla scorta dell’utilizzo effettivo delle aree di frequentazione: l’esperienza Covid ci sta dimostrando, ad esempio, che aree di rischio normalmente definite basse come gli spazi, le aree di attesa dell’utenza, gli sportelli, o i servizi igienici, in realtà sono oggi gli ambienti che hanno bisogno di una maggiore frequenza di sanificazione.

Come si opera, invece, in un ospedale?

Negli ospedali vi è una particolare attenzione alle aree ad alta frequentazione o alle aree riservate a pazienti affetti da Covid, attraverso l’utilizzo di prodotti a una concentrazione più elevata e di protocolli specifici.

Degenza, uffici, ambulatori, e servizi igienici vengono disinfettati con deterdisinfettante cloroderivato normalmente a 1040ppm, per le aree comuni e le superfici high touch vengono impiegati deterdisinfettante cloroderivato e/o detersinfettante spray a base alcolica-fenolica. Al termine di ciascuna operazione viene utilizzato l’atomizzatore elettrostatico con perossido di idrogeno 1%. Una menzione a parte per le attività di movimentazione pazienti infetti: in questo caso la concentrazione di prodotto viene definita con le Direzioni Sanitarie.

E per la disinfezione dei mezzi di trasporto cambia qualcosa?

La disinfezione dei mezzi di trasporto segue un protocollo particolare in quanto, facendo l’esempio dei treni, le carrozze vengono decontaminate anche durante il viaggio e il materiale rotabile viene disinfettato in ingresso, in uscita e ogni 48 ore come attività di mantenimento. Vengono utilizzati deterdisinfettanti cloroderivato, deterdisinfettante a base alcolica-fenolica e perossido di idrogeno in diverse concentrazioni. Anche in questo caso grandi protagonisti i dispositivi medici per la disinfezione a saturazione e l’atomizzatore elettrostatico.

Che tipo di macchinari si utilizzano?

Per garantire la sicurezza di collaboratori e degli ambienti sanificati, sono necessari tutti i DPI e i kit composti da panni monouso, panni in microfibra e mop monouso. Noi abbiamo anche  introdotto l’utilizzo di macchinari di ultima generazione, impiegati in funzione delle caratteristiche degli ambienti da trattare, ovvero:

  • Dispositivo medico per disinfezione a saturazione grazie al quale il disinfettante viene trasformato tramite micro-nebulizzazione in “nebbia secca” che è in grado di diffondersi per saturazione in modo uniforme in un ambiente chiuso permettendo di raggiungere qualsiasi superficie libera al suo interno.

  • Atomizzatore elettrostatico in grado di dividere qualsiasi soluzione acquosa in tante goccioline caricate elettricamente che si diffondono con elevata mobilità, distribuendosi in maniera uniforme su tutte le superfici solide con un effetto avvolgente. L’utilizzo della tecnologia elettrostatica risulta molto efficace nella disinfezione di superfici complesse ed oggetti tridimensionali.

I prodotti utilizzati nella disinfezione sono ecosostenibili?

Il deterdisinfettante cloroderivato e il deterdisinfettante a base alcolica-fenolica impiegati sono compatibili con quanto previsto dai Criteri Ambientali Minimi stabiliti dal Ministero dell’Ambiente, inoltre grazie all’impiego di macchinari e attrezzature di ultima generazione è possibile dosare i prodotti in maniera consapevole.

La sanificazione rientra nel credito di imposta a favore delle imprese ed è scaricabile sino a 20 mila euro.

È corretto, il Decreto Legge n° 18 del 17/03/2020 ha introdotto un credito di imposta a favore delle imprese e dei lavoratori autonomi, che contribuisce in maniera sostanziosa alla ripartenza delle attività di imprese, attività commerciali o professionali, luoghi di cura e di istruzione; settori che hanno assoluta necessità di garantire la sicurezza dei propri dipendenti e delle persone che ne frequentano gli spazi, e che saranno pertanto ancor più incentivati a richiedere questo tipo di servizio.

Il credito di imposta è pari al 50% delle spese sostenute e documentate fino a 20.000 euro per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro.

Redazione
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