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Bluetooth, una nuova vulnerabilità mette a repentaglio la sicurezza

Tempi duri per il mondo del Bluetooth: pur essendo una tecnologia di trasmissione estremamente popolare tra gli utenti smartphone, e soprattutto tra gli appassionati degli “smart gadget”, ogni tanto un nuovo problema di sicurezza si profila all’orizzonte: quello di cui parliamo oggi sembra essere particolarmente insidioso e diffuso rispetto ai precedenti.

Il nome di questa inattesa vulnerabilità è “BIAS” e significa “Bluetooth Impersonation AttackS”. Si tratta di una falla di sicurezza in grado di colpire lo standard classico del protocollo Bluetooth, ovvero il BR/EDR (Basic Rate / Enhanced Data Rate): esaminata nei dettagli, consentirebbe a un malintenzionato che si trova nelle nostre vicinanze di prendere completamente il controllo dei nostri dispositivi.

“BIAS” è stata scoperta grazie allo sforzo coordinato di un gruppo di ricerca dell’Università di Oxford che ha confrontato i propri risultati con i colleghi dell’Istituto Federale di Ricerca di Losanna, e con i ricercatori tedeschi dell’Helmholtz Center.

Questa vulnerabilità Bluetooth colpisce qualsiasi tipo di chip, che sia prodotto da Apple, Broadcomm, Intel, Samsung, Qualcomm: il suo raggio d’azione è così ampio proprio perché è in grado di colpire il sistema dal suo protocollo di trasmissione più basilare.

Studiando più a fondo il problema, i ricercatori hanno notato che gran parte del potenziale di BIAS risiede nella sua capacità di portare in chiaro il processo di autenticazione e generazione delle chiavi di collegamento tra i dispositivi su cui viene effettuato il pairing Bluetooth: un hacker potrebbe falsificare l’identità di un device su cui è già stata effettuata una connessione e assumerla come fosse propria, simulandone il comportamento per non risultare più un dispositivo sconosciuto.

Come risolvere il problema? Tutto dipende dall’attenzione che i produttori presteranno, nelle prossime settimane, nei riguardi dell’aggiornamento firmware dei propri dispositivi: un passo in più verso la soluzione di un bug che potrebbe seriamente affliggere tanti altri milioni di device nel mondo.

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