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La sicurezza non è un optional

I grandi del web iniziano a rifiutare siti non certificati

Una notizia recente annuncia che entro la fine del 2020, il motore di ricerca Safari che come sappiamo è proprietà di Apple, non indicizzerà gli indirizzi https che hanno più di 13 mesi.

In pratica tutti quei siti che sforano il paletto saranno rifiutati dal motori di ricerca che li segnalerà come “non sicuri” per la navigazione.

Ma capiamo com’è messa la rete a tale proposito: fino al 2017, di default la validità per i siti era di 5 anni.

Oggi in pratica gli sviluppatori ogni 13 mesi devono rinnovare secondo gli ultimi standard i certificati del sito di cui si occupano.

La decisione è stata presa in occasione dell’annuale riunione del Certification Authority Browser Forum (Ca/Browser) del 19 febbraio 2020; lo scopo è quello di aumentare la sicurezza dei siti internet. E in periodi di insicurezze fisiche e virtuali, un maggior controllo degli standard viene chiaramente recepito in maniera positivamente.

Il tema della certificazione in rete non è un tema nuovo, anzi, su più fronti è ormai indispensabile essere certificati per operare in maggior sicurezza e a tutela dei naviganti.

Prendiamo il settore dell’intrattenimento. La validità di un portale è data dalla sua piattaforma, dalla forza di elaborazione, dalla capacità di gestione dei numerosissimi dati e, non in ultimo dalla protezione che è in grado di offrire a tutela di quegli stessi dati.

In questo settore l’esempio più calzante si riferisce ai siti di gaming, per intenderci, quelli in cui è possibile giocare alle slot, dove sono stati fatti moltissimi passi avanti in merito alla sicurezza on line. Forse uno dei comparti in cui gli operatori si possono definire anche pionieri, dato che il tema della certificazione per loro non è affatto nuovo. Infatti, per legge, tutti i portali in cui è possibile scommettere sullo sport o giocare al casinò, devono rispettare delle regole di sicurezza ferree ed essere certificati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato, proprio per garantire ufficialmente gli standard minimi richiesti e proteggere gli utenti da truffe e furti di informazioni.

In questo modo il giocatore che vuole concedersi qualche ora di svago, recandosi sul sito che riporta il ‘bollino’ giusto, può navigare tranquillo.

Non è difficile pensare che il tema della certificazione nel mondo on line diventerà a breve un tema caldo, ci sarà sempre più bisogno di sicurezza, di standard di qualità e quindi di terze parti che in maniera obiettiva siano in grado di dichiarare alle persone che la navigazione su un determinato sito, sia che si tratti di svago, di servizi o di acquisti, sia sicura e protetta.

egidio
Scritto da

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