Quando ascolti una loro canzone è impossibile non sorridere e soprattutto non ricantarla, quasi fosse un’epidemia ad alto contagio. Ironici, provocatori, dissacranti, iperbolici: i Gem Boy sono un fenomeno unico, dato per gioco e diventato icona a furor di popolo, tanto che la stessa Cristina D’Avena li ha voluti con sé per i propri spettacoli.
Abbiamo intervistato Carletto FX, voce e membro cult della band.
Ciao Carlo: parlare di Gem Boy significa ripercorrere quasi 30 anni di musica leggere parallela alla musica leggera che tutti conosciamo. Da quel 1996 in poi che cosa è cambiato?
Siamo nati per gioco e mai mi sarei immaginato che piega avrebbe preso questa band: lo spirito gogliardico non è mai cambiato, il progetto è cresciuto con lo spirito dei “cazzari”, senza sovrastrutture. Forse è stato questo il segreto del nostro essere così longevi.
Come mai il nome Gem Boy?
Erano di moda gli acronimi strani: il nostro deriva semplicemente dalla tastiera allucinante stile karaoke che usavamo per suonare dal vivo, marca Gem.
Segui oggi i Talent?
Poco. Spesso i talenti arrivano già con un progetto discografico alle spalle.
Quanto ha influlito Bologna nella matrice ispirativa dei vostri testi?
Sicuramente tanto: Bologna è sempre stata una città universitaria, libertina e sessualmente disinibita. E’ uno stile di vita verace e diretto, sicuramente come noi.
Quando ti dicono che siete trash tu che rispondi?
Che non mi sento trash. Se ascolti bene i nostri testi troverai che non nascono a caso, così come la cura delle musiche. Fanno ridere, spesso sono assurdi ma non mi sento trash. Il trash non ha vita lunga.
Parlami di Cristina D’Avena!
Lei è l’icona. Siamo onorati di affiancarla! Credo che abbia capito che le nostre cover sarebbero diventate cult, così come le sue stesse canzoni.
Dove ha raggiunta la sua apoteosi in stile Gem Boy?
In Kiss me Licia, diventando praticamente il suo stesso cartone animato.
Avete un’idea di quanti dischi avete venduto?
No, impossibile! Ma all’inizio eravamo nessuno! Tutto su musicassette nei garage! Che storia!
Il vostro disco must have?
Trash have?!!! Orgia Cartoon.
Da dove prendi ispirazione?
Da ogni cosa che mi stuzzica la fantasia, a patto che abbia qualche cosa di assurdo dietro, di perverso! Tutto il macro mondo dei cartoon anni ’80-’90 ma anche un tormentone. Amo anche prodotti di nicchia, situazioni musicali molto particolari, diciamo il fiore in mezzo al letame. Poi i miei figli sono una fonte inesauribile di ispirazione: sono delle spugne. Se cantano qualcosa è sicuramente un pezzo destinato ad essere un tormentone e quindi a diventare nostro pane. Certo, oggi con i social è molto difficile arrivare per primo: rielabora il testo, crea il video, adatta la musica e magari esci quando già qualcuno ha spoilerato una cover…
Oltre a Cristina D’Avena chi è secondo te un’altra icona senza tempo?
Sabrina Salerno, oggi sempre bellissima e in voga, soprattutto all’estero. Protagonista di tanti sogni erotici ma in modo particolare una donna intelligente che ha saputo diventare icona per l’appunto.
Se ti chiedessero mai di fare Sanremo,lo faresti?
Sanremo o Sanscemo? Certo che lo farei, ovviamente con un inedito che fosse in grado di dare un’immagine inedita anche a noi.

