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Fabio Perversi (Matia Bazar): l’intervista

Fabio Perversi - Matia Bazar - Foto Mario Genovesi
Fabio Perversi - Matia Bazar - Foto Mario Genovesi

Fabio Perversi, a tutto Matia Bazar!

Cantante, autore, polistrumentista, produttore nonché fil rouge dei Matia Bazar, ovvero un ponte tra il passato, il presente e il futuro di questo storico gruppo che il prossimo anno compirà 45 anni: Fabio Perversi ha preso in mano le redini della band e ha dato vita ad una nuova identità, oggi composta da 2 uomini e 3 donne, una nuova immagine che promette uno scenario nuovo ed interessante.

Foto Mario Genovesi

Fabio Perversi
Fabio Perversi

Fabio, grazie a te i Matia Bazar tornano ad una nuova vita. Come descriveresti questo cambiamento?

Lo descrivo come un gesto di forza e coraggio. Tutto è partito da una promessa che feci a Giancarlo Golzi: mandare avanti il gruppo. Poi, nel 2015, è successo quello che tutti sappiamo. Per questo nuovo capitolo ho avuto anche la “benedizione” di Piero Cassano ed eccoci qui. Il prossimo anno la band compirà 45 anni: volevo che raggingesse questo traguardo.

Le “quote rosa” sono decisamente aumentate: chi sono oggi i Matia Bazar?

All’inizio molti fan non si sono più ritrovati in questa nuova formazione ma al momento della ripartenza del gruppo volevo dare un volto completamente nuovo. Vedi, i Matia Bazar sono come una squadra di calcio, in continua evoluzione, un marchio di fabbrica che assicura musica di qualità. Grazie ai nuovi talenti l’evoluzione continua creado una continuità tra passato e futuro. Il fatto di avere un gruppo nuovo con una grande presenza al femminile, dove tutti possono cantare ed esprimere la propria personalità, permette di creare un nuovo modo di vivere il gruppo, senza cadere in una comparazione tra voci femminili. 

A che cosa state lavorando? 

Siamo usciti con due singoli; al momento non abbiamo nuove uscite, in quanto stiamo lavorando per l’album dei 45 anni, in uscita nel 2020. 

Che voce è Luna Dragonieri? 

E’ una voce talentuosa e si avvicina moltissimo alle tonalità originarie di Antonella Ruggiero. Scrive, suona il basso ed è un’artista molto poliedrica. 

A proposito, come mai hai scelto di usare la keytar? 

Innanzitutto mi piace, fa un effetto retrò alla Sandy Marton che non passa mai di moda! Inoltre, mi consente di nuovermi, di essere sul palco senza essere nascosto da uno strumento, mi fa stare più vicino al pubblico.

Come vedi il panorama musicale di oggi in Italia? 

Molto complesso e faticoso: non credo che con le condizioni attuali di oggi avrebbero potuto emergere i Matia Bazar che tutti conosciamo. 

E un ritorno al Festival, magari per i 45 anni di carriera? 

La vedo dura: il nostro stile è molto distante alle tendenze di oggi ma nel caso di cambiamenti noi siamo qui!

Quali delle canzoni dell’enorme repertorio Matia Bazar ami di più? 

Messaggio d’amore, la canzone che vinse il Festival di Sanremo nel 2002 segnando il grande ritorno dei Matia Bazar e ovviamente Ti sento, la canzone simbolo delllo stile del nostro gruppo. 

A proposito, i Jalisse hanno omaggiato i Matia Bazar con il singolo Cavallo bianco, oltre ad avere portato Ti sento nei programmi Ora o mai più e Tale e Quale Show: ti piacerebbe collaborare con loro? 

Certo, ci conosciamo e ci stimiamo. 

Prossimi impegni?

Siamo in tournée in Italia e all’estero. Per chi desidera conoscere il nostro nuovo volto www.matiabazar.com

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Alberto Nano
Scritto da

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