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Festival di Sanremo

Sanremo 2019: un Festival in Armonia

Sanremo - Il teatro Ariston
Sanremo - Il teatro Ariston

Doveva essere il Sanremo dell’armonia, come auspicato nel logo e nelle intenzioni di Baglioni. Eppure le premesse c’erano tutte.  Peccato.

Scrivo questo pezzo ad una settimana di distanza dalla chiusura della kermesse più famosa in Italia (e non solo) con un pizzico di amarezza.

A mio parere è stato un bel Sanremo, ma il finale e le polemiche scatenate successivamente hanno inquinato indelebilmente la manifestazione. Peccato e ancora peccato!

Il Baglioni bis, si sa, era una prova veramente dura da affrontare dal punto di vista artistico, musicale, televisivo e persino scenografico, nonostante le intenzioni fossero veramente delle migliori.

Tutto sul palco dell’Ariston (magistrale la scenografia anche se un po’ troppo scura) può prendere delle pieghe inaspettate: esempio evidente sono stati Virginia Raffaele e Claudio Bisio, due autentici mattatori dello schermo soffocati nel copione e nei tempi festivalieri, ma ancora di più lo è stata la classifica finale, capace di non fare salire sul podio Loredana Bertè dopo tre standing ovation in sala.

A “freddo” questo festival però mi è piaciuto e a mio parere ha “retto” il peso dell’edizione dei record anno 2018.

Ho acquistato la compilation festivaliera e, ascolto dopo ascolto, l’ensemble delle 24 canzoni è gradevole, eterogeneo, radiofonico:  non ho trovato una canzone inascoltabile ma ho apprezzato la grande attualità di generi e voci.

Anche rivedendo i vari spezzoni su Youtube il Festival mi è piaciuto di più, quale fosse un motore diesel, capace di farsi amare nella sua affidabilità nel tempo piuttosto di uno sprint immediato.

Insomma, è come avere gustato una cena in un bel ristorante stellato, essere sazi e soddisfatti ma proprio sul finale arriva una doccia fredda: un conto salatissimo.

Ecco, è capitato proprio così: la conclusione ha sconvolto tutti e tutto.

In pochi minuti la classifica ha dato vita al concetto antitetico all’emblema di questa edizione: la disarmonia.

Non voglio entrare nel merito dei voti, dei meccanismi della giuria, delle preferenze della sala stampa (io stesso ero presente e ho votato in assoluta libertà e trasparenza) o delle evoluzioni del televoto.

Ho trovato molto ingiusta l’esclusione dal podio di Loredana Bertè, mi è dispiaciuto per lei anche se non la conosco e non l’ho mai intervistata.

Questo era il suo Sanremo e lo ha dimostrato portando in scena  qualità che solo una grande artista può avere, risorgendo a 68 anni dalle proprie ceneri e diventando una splendida Araba Fenice.

Il podio, mancato per un soffio, sarebbe stato un esempio di armonia transgenerazionale, un riconoscimento alla carriera, una rivincita anche per la grandissima Mimì, un premio per una canzone capace letteralmente di spaccare in radio, un gesto apprezzato dal popolo.

Mi è spiaciuto vedere la sala stampa dell’Ariston trasformarsi in una specie di ring mediatico con toni non proprio degni di un Festival, così come mi è dispiaciuto vedere due giovani artisti come Ultimo e Mahmood essere al centro di polemiche che esulano dalla canzone.

Eppure l’armonia doveva pur essere da qualche parte! Non ho voluto più leggere articoli inerenti, oramai permei di polemiche, gesti plateali e attacchi. Ieri, mentre aspettavo mia figlia all’uscita dell’asilo, ho visto un bambino canticchiare felice “Soldi” battendo le mani a tempo, così come ho notato che la suoneria dello smartphone di ultima generazione di una ragazza sul treno era Cosa ti aspetti da me.

Leggo con piacere che le date di Ultimo sono sold out, così come quelle di altri artisti. Ascolto dopo ascolto ho scoperto la bellezza della canzone liberatoria di Arisa, l’intensità del pezzo dei Negrita, la piacevolezza dei Boombdabash.

Mi auguro che il podio mancato per la Bertè sia la grande occasione dell’Italia all’Eurovision Contest Song  e così via.  Voglio credere e sperare che la musica, la forma d’arte che volente o nolente anima una manifestazione come il Festival da 7 decenni, sia capace di portare finalmente all’edizione numero 70 uno spettacolo bello, rilassante, divertente, attuale, vera espressione di armonia.

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Alberto Nano
Scritto da

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