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Caso Desirée: il parere dell’avvocato Ottomano

I funerali di Desirée Mariotti, stuprata e uccisa nel quartiere romano di San Lorenzo, sono terminati sulle note di Torna a casa dei Maneskin.

Il feretro è stato accolto da lunghi applausi di amici, conoscenti e familiari della sventurata ragazza.

Per l’atroce delitto di Desirée Mariottini i primi ad essere fermati sono due uomini di origine senegalese, sprovvisti di documenti in regola: Mamadou Gara di 26 anni e Brian Minteh di 43.

Successivamente è stato indagato il nigeriano, Chima Alinno di 46 anni, detto Sisco mentre il quarto indagato, il ghanese Yusuf Salia, è stato fermato a Foggia.

Sono ritenuti responsabili, in concorso con altre persone, di violenza sessuale di gruppo, cessione di stupefacenti e omicidio volontario.

Ma altre persone sono coinvolte in questa incomprensibile vicenda: una terza persona è stata rintracciata e portata in questura, gli investigatori stanno cercando altri complici.

L’ultima telefonata Desirée l’ha fatta alla nonna, poco prima della tragica fine. 

“Ho perso l’autobus, resto a Roma da un’amica”, queste le ultime parole che Desirée Mariottini ha pronunciato alla nonna materna, in una telefonata dello scorso 17 ottobre, prima di sparire ed essere trovata morta la mattina del 19 ottobre in uno stabile abbandonato di San Lorenzo.

A rivelarlo l’avvocato della famiglia della giovane, Valerio Masci.

La ragazza viveva con la madre e la nonna, e una sorella più piccola, a Cisterna di Latina. 

La giovane proprio il pomeriggio prima della sua morte era stata vista nei pressi dell’ingresso dell’edificio diroccato in via dei Lucani, come ha raccontato un testimone al giornalista Vito Francesco Paglia alle telecamere di Storie Italiane, la trasmissione di Raiuno condotta da Eleonora Daniele. Lo stesso testimone è stato poi ascoltato dagli inquirenti. 

Negli uffici della Questura, in via di San Vitale, fin dalle prime ore dopo l’individuazione dei presunti responsabili sono giunti anche il procuratore aggiunto Maria Monteleone, capo del pool anti violenza di piazzale Clodio, e il pubblico ministero Stefano Pizza. 

“È un fatto atroce, una vicenda che ha sconvolto l’Italia. Io sono mamma e non riesco neanche ad immaginare il dolore che possano provare i suoi familiari”, esordisce con queste parole l’avvocato Micaela Ottomano, esperta di diritto di famiglia e delle assicurazioni.

È stato fatto un lavoro eccezionale dagli inquirenti: hanno agito nell’immediatezza e hanno ascoltato per ore diverse persone, quasi tutti frequentatori dello stabile di via dei Lucani, nel quartiere di San Lorenzo, zona di universitari e che di notte si trasforma in luogo di movida, ma anche di alcol e spaccio”, precisa l’avvocato Micaela Ottomano.

L’edificio ovviamente è stato sequestrato e sono stati fatti molti sopralluoghi per eseguire i rilievi: sono stati acquisiti anche i filmati delle telecamere di video-sorveglianza. Gli abitanti del quartiere di San Lorenzo da giorni stanno manifestando solidarietà alla famiglia della ragazza e su un muro è apparsa anche una scritta vergata con la vernice bianca.

“Giustizia per Desiree. San Lorenzo non ti dimentica”. “Questo omicidio – dice l’avvocato Ottomano – ricorda quello di un’altra giovanissima, Pamela Mastropietro, romana, fuggita da una comunità e andata a morire a Macerata drogata, violentata e poi uccisa”. 

La notte dell’omicidio con una telefonata di un anonimo è stato avvisato il 118 della presenza del corpo di una ragazza tra le impalcature dello stabile. Ma, una volta arrivati sul posto, i soccorritori si sono trovati la strada sbarrata da un cancello chiuso con un lucchetto e hanno dovuto quindi attendere l’intervento dei vigili del fuoco prima di poter raggiungere la giovane: ormai non c’era più niente da fare. 

Dopo il ritrovamento del corpo un  senegalese ha raccontato quello che aveva visto: Desirée agonizzante, o forse già morta, sdraiata con il volto coperto. “Vicino a lei c’era un’altra ragazza che urlava”, ha riferito il testimone

Bruno Bellini
Scritto da

Direttore Responsabile Lifestyleblog.it - Classe '81, da Monopoli (Bari) Dal 2015 partecipa al Festival di Sanremo come giornalista accreditato e componente della Giuria Stampa.

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