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Calcio

Michele Criscitiello: intervista al direttore di Sportitalia

Michele Criscitiello di strada ne ha fatta tanta fino ad arrivare tra i più apprezzati e seguiti giornalisti sportivi italiani.

Dai giornali alle tv locali, fino ad arrivare alla direzione del canale tv Sportitalia.

Criscitiello è un punto di riferimento per i tanti appassionati di calcio, che puntualmente seguono le sue trasmissioni alla ricerca di notizie di calciomercato.

Per un giornalista sportivo non c’è estate, essendoci il calciomercato…

L’estate per noi è il contrario del riposo: è la full immersion più totale. Poi quest’anno ci hanno cambiato le vacanze: solitamente andavamo in ferie nelle prime due settimane di agosto e quest’anno hanno prolungato il mercato fino al 17. Con il calciomercato ci sono emozioni diverse, per cui ben venga.

A proposito di mercato, si parla tanto dell’arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juventus. Pensi possa dare lustro al calcio italiano?

Assolutamente un altro lustro per il calcio italiano. Se il più forte del mondo viene in Italia, ci guadagniamo tutti e i primi benefici visti.

Quando abbiamo a che fare con un talento di questo tipo, ti cambia il sistema.

Certo, fosse andato al Napoli, alla Roma o all’Inter, sarebbe stato meglio perché cosi avremmo avuto un campionato equilibrato. Invece con il calciatore più forte del mondo, nella più forte squadra di italia, rischiamo di essere una nuova Bundesliga o Ligue 1

Pensi ci sarà effetto domino dopo questo acquisto? O non ci sono così tanti soldi da poter emulare questa operazione di mercato?

I soldi qualcuno ce li ha ma non credo ci sarà questo effetto. Seguire la scia Ronaldo è praticamente impossibile.

Credo in un colpo pesante del Napoli e in tre colpi normali, importanti ma strategici, dell’Inter.

Si è da poco concluso il mondiale con l’Italia grande assente. Per quanto riguarda la nazionale, ci sarà tanto da fare soprattutto a livello federale…

Bisogna cambiare tutto, la mentalità della nazionale, giocatori… Bisogna cambiare innanzitutto il format dei campionati di A,B e C, devi dare nuove regole.

Parlando delle squadre B, è qualcosa inutile: parliamo di questo da 15-20 anni. Ci saranno Juventus e Milan nel campionato di serie C: capisci che siamo un paese barzelletta.

Sono lontani i fasti degli anni ’90, non ci sono più giocatori di una volta.

Una volta ci presentavamo con Totti, Del Piero, Nesta, Gattuso, giusto per citarne alcuni. Secondo me una buona ondata di giovani saranno quelli nati nel 1998-1999-2000.

Ci sono diversi elementi che stanno facendo bene. Credo che questo ciclo l’ha saltato ma potrà arrivare uno migliore per queste annate.

Parliamo di Michele Criscitiello. Come nasce la passione per il giornalismo sportivo? O meglio, una passione che si è tramutata in un vero e proprio lavoro…

Ho iniziato a 15 anni con televisioni e giornali locali, ad Avellino e provincia. Poi ho avuto un po’ di fortuna nell’incastrare anelli giusti al momento giusto.

Nel 2005 il trasferimento a Milano. La differenza la fa il fatto che siamo tutte le sere in onda, la gente ti riconosce, perché sa che siamo un appuntamento fisso.

L’italiano medio è un abitudinario e vuole sapere, e se ti cerca ti vuole trovare allo stesso canale, alla stessa ora. E’ importante dare continuità in questi anni e i risultati pagano, ma è molto faticoso. Tornare a casa all’1-1.30 di notte e andare a dormire un’ora dopo, ripartire la mattina alle 9 per fare la giornata di lavoro, per cinque sere a settimana è molto complicato per 14 anni consecutivi.

Ma i risultati pagano. Chi fa questo mestiere deve buttare l’orologio e capire che viene prima di tutto. Credo di averlo fatto e sono contento sia stato ripagato.

C’è una bomba di mercato di cui vai fiero?

Una in particolare no, per come abbiamo gestito alcune cose si. Non siamo quelli che sparano e aspettano che si verifichino alcune situazioni di mercato.

Nell’ultimo periodo non ci sono stati grossi colpi. Siamo stati contenti di aver seguito e di essere stati sul pezzo per Ronaldo, con lo scoop in Grecia avendo documentato l’incontro con Agnelli: c’eravamo solo noi.

O Gabigol all’Inter, quando tutti erano convinti andasse alla Juventus: ero in taxi per andare in vacanza e ho dato la notizia alle 8 di mattina.

Per non parlare di Meret al Napoli, quando tutti accostavano i nomi di Rui Patricio o Leno… E si è verificato.

Nel mercato le prendi e le dai.

Bruno Bellini
Scritto da

Direttore Responsabile Lifestyleblog.it - Classe '81, da Monopoli (Bari) Dal 2015 partecipa al Festival di Sanremo come giornalista accreditato e componente della Giuria Stampa.

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