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Cinema e Spettacolo

Sullo stress del piccione: lo spettacolo di Giovanni Anzaldo a Roma

Redazione

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Sullo stress del piccione

11 – 12 – 13 maggio
venerdì e sabato ore 21; domenica ore 18
Spazio Diamante – Roma

Vieni a teatro l’aperitivo te l’offriamo noi! Grazie alla partnership con la cantina Casale del Giglio verranno degustati vini prima dello spettacolo teatrale diretto e scritto da Giovanni Anzaldo e con
Giovanni Anzaldo, Luca Avagliano, Francesca Mària, Giulia Rupi
Musiche originali di Tommaso Andreini
Scenografie di Giovanni Rupi
Luci di Martin Emanuel Palma
Foto di scena Barbara Ledda

Alessio, Stefano, Laura e Simona sono quattro giovani che sognano di dare una svolta alla propria vita. Ognuno di loro spera di poter cambiare la propria esistenza fatta di dubbi, insicurezze e dei più disparati eccessi. Un venerdì sera li farà incontrare nel solito bar dove si scopriranno simili nelle loro paure, nei loro incubi ricorrenti. Qualcuno sogna l’amore, qualcun’altro il successo; così diversi eppure così simili, figli di una stessa generazione. Sembrano essere tutti così i loro coetanei, quei quasi trentenni che continuano a muovere la testa da una parte all’altra senza una meta, costretti a vivere i propri giorni con automatismo, non trovando mai la direzione giusta. “Sullo stress del piccione” è la storia di quattro giovani che accelerano il passo di fronte al pericolo anziché spiccare il volo verso il cielo.

Note di regia

Mi è capitato più volte di trovarmi di fronte a situazioni paradossali, serate in cui avrei voluto avere una telecamera e filmare quanto stavo vivendo. Non avendo la padronanza del mezzo mi sono limitato a registrare tutto nella mia testa e a riportare quanto avevo visto sul palco. E’ così che sono nati questi quattro personaggi: in un mix di incontri e percorsi di vita. Qualcuno ha il naso di un amico, la bocca di una conoscente, il respiro di un parente e i pensieri di uno sconosciuto, ognuno è a suo modo “reale”. Per questo posso dire che il personaggio di Alessio esiste veramente, così come quello di Laura, di Simona e di Stefano. Certo, alcuni elementi sono stati ingranditi per facilitarne la finzione scenica, ma le macchie sono le stesse, gli è stata solo messa una lente sopra. Mi interessava indagare su un concetto che ho molto a cuore: il caos. Non a caso le scene di questo spettacolo nascono dalla confusione, da un rumore di voci in sottofondo, da una richiesta di birra, una sigaretta accesa, il rumore di una sniffata, un pianto, un riso isterico. Nessuno comunica davvero con l’altro, i dialoghi non servono a nulla se non a ingigantire la solitudine che circonda i protagonisti. L’unico momento in cui si parla davvero è quando si è soli con se stessi. La statua di un Cristo sorridente è al centro della scena e della vicenda. Tutti, più o meno direttamente, si rivolgono a lui, confusi, disorientati, spauriti. Un Cristo con cui ci si può rapportare da pari a pari, un Cristo più volte nominato, a cui verranno fatte delle richieste impossibili, un Cristo che non risponde perché non ha voce, perché è ridotto ad un’opera da esporre in salotto o perché semplicemente preferisce non esprimersi. Questo Cristo sorride e strizza l’occhio, ma a guardarlo bene fa un po’ di tristezza. Vorrei, in sintesi, raccontare un disagio, e vorrei farlo come se fosse una barzelletta perché, alla fine, “Sullo stress del Piccione” è come quell’amico ubriaco che, ridendo, ti confida di essere infelice. Giovanni Anzaldo

Chi è Giovanni Anzaldo

Si diploma nel 2009 alla Scuola del Teatro Stabile di Torino, diretta da Mauro Avogadro. Nel 2010 vince il Premio Ubu come migliore attore under 30 e il Golden Graal come migliore attore drammatico per lo spettacolo Roman e il suo cucciolo, regia di Alessandro Gassmann, ruolo che riprenderà nel film Razzabastarda vincendo nel 2013 il Premio Gallio come migliore attore. Nel 2012 è nel cast di Romanzo di una strage di Marco Tullio Giordana. Nel 2013 recita nel film Il capitale umano di Paolo Virzì. per cui vincerà il Premio Kinèo giovani rivelazioni alla 71 edizione del festival del cinema di Venezia. Nel 2014 è impegnato nel set di Mi chiamo Maya, opera prima di Tommaso Agnese e in quello de L’attesa, opera prima di Piero Messina, in cui recita accanto all’attrice francese Juliette Binoche. In teatro è protagonista, accanto ad Ugo Maria Morosi, dello spettacolo Amerika di F. Kafka, regia di Maurizio Scaparro. Nel 2016 lavora nel film di Laura Morante, Assolo e nel film tv Era d’estate, regia di Fiorella Infascelli, accanto a Beppe Fiorello e Massimo Popolizio. Nel 2014 esordisce alla regia e alla sceneggiatura con Sullo stress del piccione, spettacolo teatrale che racconta la storia di quattro giovani sognatori. Nel 2016 Sullo stress del piccione diventa un cortometraggio, prodotto dalla Rb Produzioni di Raoul Bova e diretto insieme a Luca di Prospero. Nel 2017 è il protagonista di Non è un paese per giovani di Giovanni Veronesi interamente girato a Cuba. Prende parte al film Family Girl di Greg Ferro e a Ricordi, regia di Valerio Mieli, nel cast principale insieme a Luca Marinelli. Nel 2018, in teatro, è Atso da Melk ne Il nome della rosa, regia di Leo Muscato, produzione Teatro Stabile di Torino.

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