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Come la disfunzione erettile influisce sui rapporti di coppia

Nell’intimità di una coppia e di qualsiasi relazione, stabile o instabile che sia, l’intimità è un argomento spesso trattato con le pinze. Soprattutto se ci sono problemi derivanti da una performance non particolarmente eccezionale, i diretti interessati cercano di mascherare eventuali debacle.

In tal senso la disfunzione erettile resta sempre un tabù: difficile parlarne tra amici, complicato ammettere eventuali flop. Persino i media, sia quelli “canonici” come la tv che quelli digitali bombardano gli utenti di scene intime, ma quasi mai si affronta l’argomento della disfunzione.

Ma se si pensa che secondo alcuni studi sulla popolazione 52 uomini su 100 ad un certo punto della loro vita hanno avuto, hanno o avranno almeno una disfunzione erettile, il fenomeno può essere considerato su larga scala e le sue conseguenze analizzate con un approccio scientifico.

 

Secondo uno studio dell’Institute of Public Health della University of Southern Denmark, pubblicato sulla rivista Sexual Medicine l’attività fisica prolungata potrebbe migliorare le prestazioni, soprattutto per quel che riguarda pazienti con uno stile di vita sedentario, in sovrappeso, con la pressione alta o le arterie “irrigidite”.

Anche se non è ancora stato indicato il tempo ideale per ottenere dei risultati e l’intensità dell’esercizio fisico, ma il moto favorirebbe l’elasticità dei vasi sanguigni attraverso la maggiore produzione di ossido d’azoto.

Queste azioni benefiche potrebbero addirittura sostituire le più note pillole per la cura della disfunzione erettile e riportare la serenità all’interno della coppia.

Sono quattro i motivi per cui la disfunzione erettile può inasprire i rapporti di coppia, ma tutti hanno anche soluzioni da testare con il partner per evitare che il rapporto si trasformi in qualcosa di più simile ad un’amicizia intima.

 

In primis, la mancanza di intimità. Il soggetto con disfunzione erettile si potrebbe allontanare gradualmente dal partner per il timore di non essere all’altezza della situazione.

Poiché però l’intimità non è costituita solo dai momenti più caldi sotto le coperte, si può “ricostruire” attraverso una ricerca del piacere diluita durante tutto l’arco della giornata.

Carezze e piccole attenzioni sono il minimo indispensabile, ma anche una doccia o un bagno possono riaccendere la passione. Spesso poi alla disfunzione erettile segue la fase dell’imbarazzo.

Ed è per questo che la via più seguita è la più facile, ossia l’auto-medicazione. Dal 1998, anno della commercializzazione del Viagra, le prescrizioni sono state 25 milioni, sintomo di un certo timore ad affrontare il problema come una coppia.

 

La comunicazione verbale in tal senso potrebbe favorire anche una maggiore intesa a livello psicologico. Attenzione, però, a non trasformare il problema in un peso.

Molte coppie infatti, vivono periodi di crisi legati alla disfunzione. A causa dei problemi a letto, infatti, l’individuo riduce la propria autostima e anche il partner comincerà a chiedersi se sia la causa del “problema”.

In questo caso, è ancora una volta la vita quotidiana a offrire preziosi suggerimenti per dimostrare l’amore, fiducia e ammirazione.

Tutte le attività che sono fatte in due, dalle cene romantiche agli hobby, fino alle coccole più intime sono la medicina migliore per cementare un rapporto anche in presenza di una disfunzione erettile.

 

La tematica è però anche psicologica, come sottolinea Everaerd: coloro che sono affetti da disfunzioni di tipo sessuale, tendono a giudicarsi in qualità di spettatori della propria performance, non riuscendo a mettere a freno sia le ossessioni che i commenti interiori.

Le conseguenze più gravi possono portare ad un certo isolamento della persona, ma anche a depressione e a forme acute di ansia. In questo caso, possono essere molto utili gli esercizi di meditazione basati sulla consapevolezza, che consentiranno all’individuo di concentrarsi su quanto accade al corpo e a quanto lo attornia nei momenti più importanti, eliminando quindi eventuali distrazioni.

Se però le cure fai-da-te non sono sufficienti a superare il problema e se l’individuo ha il sentore che la disfunzione possa in realtà dipendere da altre patologie come diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari o neoplasie è comunque consigliabile chiedere il consulto di un medico specialista.

 

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egidio
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