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Interviste

Un fiscalista pop: Alberto De Franceschi

Redazione

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Credit Alberto Buzzanca

Un fiscalista pop?
Alberto De Franceschi e il suo metodo della semplificazione

Per comunicare in modo efficace è necessario creare un ascolto delle persone a cui si vuole divulgare. Anche il fisco può avere il suo linguaggio pop, semplice, frizzante e colorato per non annoiare. Un giocattolo da smontare e comprendere nei suoi pezzi e nei suoi componenti. Siamo stati in Veneto e abbiamo incontrato Alberto De Franceschi che ama definirsi “Fiscalista pop” proprio per il suo modo di approcciare una materia, da molti vista come ostica e intricata in modo più chiaro, diretto e comprensibile… a servizio della gente.

Di cosa ti occupi principalmente?

Sono un consulente  e principalmente il mio lavoro consiste nell’aiutare e consigliare chi mi contatta quando trova difficoltà legate al fisco, alla gestione della propria azienda o per far crescere il proprio lavoro (business). Cerco di analizzare e semplificare quanto richiesto sia in ambito fiscale e tributario (per privati e per le aziende), sia per ottimizzare i processi aziendali (per aziende) per costruire assieme il modello del proprio business e di gestione della propria azienda.

Quando hai sentito l’esigenza di affacciarti a un “fisco pop”?

Il mio motto è: “Noi siamo gli artefici di ciò che ci circonda e di come lo usiamo”; semplificare significa spesso rendere il mondo un posto migliore.

Perché il Fisco dovrebbe essere Pop?

L’esigenza di essere “POP” è insita nel mio motto; essendo artefici e creatori, per essere comprensibili a tutti bisogna essere semplici, diretti, e molto chiari. Le norme fiscali sono spesso farraginose, scritte in un linguaggio incomprensibile, per cui vanno tradotte, applicate e gestite semplicemente. Non sempre sono negative per i cittadini,  al contrario; proprio perché non si comprendono vengono ignorate o contestate invece di trarne il reale vantaggio.  Non essere “POP” significa creare distanza con chi poi deve utilizzare le norme.

A chi ti rivolgi principalmente e cosa ti aspetti?

La mia, più che una professione è una missione: educare e “evangelizzare”  chi mi chiede aiuto utilizzando il metodo semplice dell’analisi dei vantaggi (punti di forza) e delle opportunità rispetto ai rischi (punti di debolezza) e pericoli (minacce) presenti nel fisco. Appartengo ad un settore specifico, quello fiscale, tributario ed aziendale,  per cui mi rivolgo sia agli imprenditori sia alle normali persone che devono districarsi dalle “regole” di chi ci governa che, purtroppo, non sempre comunica in modo chiaro e comprensibile a tutti. La situazione peggiora quando nessuno ti spiega ed insegna a fare una pianificazione fiscale strategica.

Con quali mezzi?

I mezzi per fare tutto questo spesso non sono quelli tecnologicamente più avanzati, ma quelli più semplici ed affidabili. La moda oggi è quella di fare un sito web, magari scopiazzato dalle società che ti vendono informazioni e ripieno di  fantasiose app per smartphone. Tutto questo nasconde ahimè la sterilità del rapporto con il cliente che viaggia solo nel social.

Come pensi possano inquadrarti i tuoi colleghi?

Chi fa il mio mestiere ha varie visioni di ciò che faccio. La prima è principalmente quella di non comprendere. Uso mezzi di comunicazione alternativi e non propri del settore; tanto per capirci, è dal 1990 che comunico nel web e utilizzo strumenti di comunicazione non convenzionale (come i guerrilla marketing). Ci sono dei colleghi appartenenti alla “casta” che io simpaticamente definisco “calcolatrici fiscali” in quanto la loro visione è unicamente quella di determinare le tasse e non di assistere e consigliare al meglio i propri clienti. Rimangono poi quelli incuriositi da quanto faccio; mi seguono e molto spesso mi contattano creando genuine sinergie di lavoro.  Non sono né voglio essere un “tuttologo” ma sicuramente un famelico curioso; mi piace approfondire e condividere con gli altri progetti e sinergie operative per migliorarci tutti.

Quali sono secondo te i canali giusti per divulgare questa “nuova disciplina”?

A me piace parlare con la gente, guardarla negli occhi, aver un bel rapporto interpersonale. Chi mi conosce sa bene che utilizzo tutti i sistemi convenzionali e non (Facebook, Instagram, WordPress, LinkedIn, YouTube, etc.) …ma tutto ciò è di supporto e non sostituisce in alcun modo il rapporto con il cliente.

Cosa ti preoccupa del fisco, oggi?

Ciò che mi preoccupa e rilevo costantemente è che sia diventato uno strumento per fare guerra a livello politico. Il fisco e la fiscalità è uno strumento di gestione della cosa pubblica non uno strumento per raccogliere voti e consensi. Questo lo rileviamo semplicemente leggendo le norme fiscali che purtroppo non colgono la realtà che le circonda creando ancora più distacco con i cittadini che poi le devono applicare.

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