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Interviste

Max Gazzè presenta il nuovo disco Alchemaya

Max Gazzè in tour per presentare il nuovo disco Alchemaya

Max Gazzè in tour per l’Italia con la presentazione del nuovo disco Alchemaya. La scorsa settimana ha fatto tappa a La Feltrinelli di Bari per parlare del suo nuovo progetto musicale ed incontrare i suoi fans.

Uscito lo scorso 9 febbraio 2018, Alchemaya è l’originale progetto ‘sintonico’ che unisce Orchestra Sinfonica e sintetizzatori in doppio CD, triplo vinile e digitale. Contiene il brano presentato a Sanremo “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”.

Un ‘concept’ album in cui il filo conduttore non è solo la chiave sintonica ma proprio il racconto, la narrazione.
ATTO 1 – I due cd di “Alchemaya” rappresentano idealmente i due ‘atti’ del progetto. Il primo contiene una vera e propria opera sinfonica originale in 11 tracce, un lavoro che nasce dalla ricerca personale di Gazzè degli ultimi trent’anni su temi di storia, filosofia, mitologia, fisica quantistica ed esoterismo, in cui i testi sono scritti dal fratello Francesco, e la parte musicale è composta e arrangiata dallo stesso Max. Un racconto misterioso e fantastico, in parte storico, in parte filosofico, in parte mitologico, sull’origine ed evoluzione del mondo e dell’uomo, disegnato attraverso un appassionante viaggio tra classica, elettronica e avanguardia con la Bohemian Symphony Orchestra di Praga, 60 elementi diretti dal Maestro Clemente Ferrari (che ha anche orchestrato l’opera).
ATTO 2 – Il secondo cd, o secondo ‘atto’, è composto da alcuni dei successi di Gazzè, rivestiti da un inedito arrangiamento orchestrale. Brani come “Cara Valentina”, “Il solito sesso”, “Sotto casa”, “La vita com’è”, “Il timido ubriaco”, o “Mentre dormi” sono rivisitati in chiave ‘sintonica’, dando loro nuova vita e aprendoli all’imprevedibile.

 

Come nasce Alchemaya?

Nasce da un progetto live. Ho voluto trovare un modo per narrare argomenti particolari e difficili da raccontare in maniera approfondita. Con mio fratello ho trovato una chiave di narrazione che è sintetica. Tutto scritto in assetto poetico, si viaggia attraverso un percorso. Si va dall’origine del mondo alle leggende. Non si poteva raccontare tutto in maniera troppo specifica, mi piace definirlo come un” saltellare tra le punte di un iceberg”, oltre che raccontare questi episodi in un percorso. Chi conosce questi argomenti ritrova le cose che conosce, chi non li conosce sentirà una storia particolare: ci sono argomenti interessanti. Questa è la narrazione, l’opera è il concept di Alchemaya. Si tratta di un’opera sinfonica mista ai sintetizzatori per dare la forma di tonicità alle frequenze che provengono dai violini.
Per me è importante che questi racconti possano arrivare. Come “Sotto casa” o “La vita com’è”,  hanno una scrittura con assonanze e rime interne, tutto viene reso come fosse una filastrocca. I bambini di 5 anni memorizzano le canzoni perché rimane una forma di memorizzazione archetipica legata al concetto di filastrocca. Così come avviene in questo disco.

Da dove parte la curiosità per questi studi?

Tutto è cominciato da ragazzo. A 18 anni frequentavo le librerie, studiavo e leggevo libri terribili come “Psiche e techne” di Galimberti fino ad arrivare ai libri di filosofia. Era una passione, poi ho indagato su questioni esoteriche legate all’antico Egitto e sono arrivato a sondare altre zone. Questi studi nascono prima dell’avvento di internet. Adesso c’è una misura tra quella che è la ricerca seria della storia, bisogna sapersi districare tra informazioni non spesso reali e attendibili. Indagini che vanno oltre quanto scritto su internet. Ho fatto viaggi anche per constatare di persona, mi sono portato prezzi di conoscenza, come fossero pezzi di puzzle che pian piano prendono una forma. Ho scoperto che più si innalza il livello di conoscenza più gli orizzonti si allontanano. Però c’è sempre da indagare, la curiosità viene sempre alimentata dalle ricerche.

Un lungo viaggio fino ad arrivare a Vieste con “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno” portata al Festival di Sanremo

Una storia molto bella che mi è stata raccontata da mio fratello, il quale mi ha fatto leggere la bozza di testo di questo brano. Ci siamo messi a lavorare su questa canzone, con questo arrangiamento nato con assetto sinfonico. “Quasi quasi”, mi sono detto, “vado a Sanremo” con questa canzone che emotivamente piace per come è venuta fuori. Poi l’ho fatta ascoltare ai miei figli, che di solito ascoltano rap, “così mi mandano a quel paese…”. Quando l’hanno sentita hanno detto “Papà è proprio bella questa canzone”. E io “Sicuro? O mi prendete in giro”.

E’ una canzone che va oltre al genere, stile e contesto. Presentata a Sanremo è come se paradossalmente stonasse in quel contesto. Ma questo Festival rappresenta un’istituzione della canzone italiana. La regola sta nel dover usare tutti gli strumenti all’interno dell’orchestra. Quello che ho fatto rispetta più la regola orchestrale di Sanremo: in questo caso ho usato solo orchestra, rispettando la tradizione sanremese.

A proposito di Sanremo, cosa è successo con Baglioni quando hai presentato la tua canzone?

Alchemaya è un disco complesso, non avrà sicuramente un percorso radiofonico. Rompo ogni anno le scatole in radio, per una volta posso non andare, varcando altri confini. Sono andato da Claudio Baglioni per raccontare di questo album. Quando lo ha sentito e letto il testo del brano, ha avuto un forte impatto emotivo, si è emozionato, si è alzato ed ha applaudito. “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno” è una canzone che ha una sua magia e sono contento di questa reazione. Mi ha detto “mi piacerebbe venissi a Sanremo” e così è stato.

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Bruno Bellini
Scritto da

Direttore Responsabile Lifestyleblog.it - Classe '81, da Monopoli (Bari) Dal 2015 partecipa al Festival di Sanremo come giornalista accreditato e componente della Giuria Stampa.

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