Tullio Solenghi presenta il suo nuovo libro “Bevi qualcosa, Pedro!”

Tullio Solenghi presenta il suo nuovo libro “Bevi qualcosa, Pedro!”

Tullio Solenghi è in libreria con “Bevi qualcosa, Pedro!” – Più che un’autobiografia un’autotriografia (Rai Eri). La prima attesa autobiografia di uno dei più popolari attori italiani. La prima storia del Trio raccontata “da dietro le quinte”.

Tra ricordi e personaggi, satira e dialoghi surreali, eventi drammatici e irresistibili inserti comici, un’autobiografia che si fa romanzo di un’avventura vissuta senza risparmiarsi, sul palcoscenico e fuori. Con il privilegio di poter fare dell’umorismo un mestiere, il più bello del mondo.

Come nasce l’idea di questo libro?

L’idea prende spunto dal fatto che la pagina scritta è un canale privilegiato in grado di illuminare ciò che nessun video, nessun collegamento con la rete, potrà mai dare. Nel nostro caso specifico, mi riferisco soprattutto al Trio, mi piaceva svelarne i “dietro le quinte”, i lati nascosti, gli stati d’animo, i momenti esaltanti, ma anche quelli nebulosi della nostra incredibile avventura.

Più che un’autobiografia, un’autotriografia… Cosa ha rappresentato per te il Trio?

Il Trio ha avuto per me una doppia valenza, quella artistica che mi ha consentito di amplificare il mio percorso di single verso qualcosa che è entrato nell’immaginario collettivo di almeno una generazione di spettatori e soprattutto nella storia della televisione, e poi c’è il sodalizio umano con tre colleghi, ma soprattutto tre amici, coi quali ho vissuto una fase formativa fondamentale ed indimenticabile dalla mia vita.

C’è un ricordo o un aneddoto particolare, che ricordi con piacere, legato alla vita da Trio?

Di sicuro il momento in cui ci fu comunicato l’ascolto della nostra prima puntata dei Promessi Sposi : 14 milioni di spettatori, restammo increduli a bocca aperta, nelle pur rosee aspettative mai avremmo immaginato di arrivare a tanto. Eravamo in tournè in un albergo di Lecce e l’urlo che si levò dalla nostra camera appena saputo il dato sconfinò fino in Basilicata…

Il punto forte del Trio era la comicità surreale e la capacità di trovare finali a sorpresa. Anche l’aspetto umano è stato un “ingrediente” fondamentale per il successo?

Come dicevo prima l’aspetto umano del nostro sodalizio è stato il motore necessario che ha smosso tutto il resto e soprattutto che per 12 indimenticabili anni ci ha tenuto compatti e saldamente alleati.

Anche se ero piccolino, tra i vostri successi ricordo sempre con piacere la parodia de I Promessi Sposi. Cosa puoi dirci di questa esperienza?

Ricordavo prima l’ascolto dei nostri Promessi Sposi, ovviamente non ci fu solo quello, ci fu soprattutto un esplosione di creatività e di giochi interpretativi come mai ci era successo. Il solo fatto di assicurarci l’interpretazione di tutti i personaggi Manzoniani, compreso Manzoni stesso, che ogni tanto appariva per ammonirci, fu una scelta gioiosamente vincente.

Tornando a parlare del tuo libro, indicaci tre buoni motivi per leggerlo…

Come prima cosa credo sia intrigante l’avventura di tre Cenerentole dello spettacolo, come eravamo noi agli inizi, faticosi ed anonimi, che magicamente un giorno si ritrovano “sul tetto del mondo”.

Poi ci sono sicuramente citazioni ed aneddoti di quella avventura che giudico esilaranti, e infine credo sia sorprendente scoprire i lati inediti dei tanti personaggi che abbiamo incontrato nel nostro percorso, da Berlusconi a Baudo, dalla Lollobrigida a Fellini, una serie di ritratti assolutamente irresistibili.

A parte la promozione del libro, quali saranno i tuoi prossimi impegni professionali?

Sto girando i teatri col nuovo Show che segna il mio ritorno in scena con Massimo Lopez, due ore incalzanti di tanti momenti di spettacolo, compresa una bella parte musicale con la presenza di cinque musicisti in scena con noi, due ore in cui il nostro pubblico ritrova due amici che da ormai più di 30 anni accompagnano le loro vite, uniti anche nel ricordo della terza meravigliosa amica che ci ha lasciato, ma solo fisicamente, perché ogni sera che saliamo sul palco abbiamo la sensazione, direi quasi la certezza, che lei sia ancora accanto lì a noi.

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