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Mariagloria Fontana: “La Ragione era Carnale nasce da un’esigenza interiore”

mariagloria fontana - Mariagloria Fontana: “La Ragione era Carnale nasce da un’esigenza interiore”

Il suo nuovo libro, “La Ragione era Carnale”, è uno delle sorprese letterarie dell’anno. Lifestyleblog, in esclusiva, ha incontrato la sua autrice Mariagloria Fontana.

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Mariagloria, raccontaci com’è nato il libro ”La Ragione era Carnale” (Curcio editore)?

Il mio libro nasce da un’urgenza interiore. Da sempre desideravo scrivere un romanzo. Facendo la giornalista ho sempre scritto, ma raccontare una storia di desiderio e di amore è molto più appassionante, perché devi scarnificarti per scrivere un romanzo. Ernest Hemingway diceva che per scrivere bisogna essere autentici ed è proprio così.

Il riscontro, da parte dei lettori, è stato eccezionale. Te lo aspettavi?

I lettori si sono dimostrati fortemente coinvolti dalla storia di Bianca e di Tommaso e quasi tutti, molto eterogenei tra di loro per età e per estrazione culturale, si sono immedesimati in loro. Ci speravo. Questo è davvero il mestiere più bello del mondo.

Sei già al lavoro per il prossimo libro?

Sì, ho iniziato a scrivere un secondo romanzo. Riguarderà i temi a me più cari: le relazioni tra uomini e donne, ma è ancora tutto in itinere.

Quando hai capito quale fosse la strada professionale giusta da intraprendere?

Non prestissimo. Avevo già più di venticinque anni, mi stavo laureando, ed ero passata attraverso lo studio della recitazione teatrale con il maestro Giovanni De Nava e la musica con lo studio del basso elettrico presso l’accademia di jazz Saint Louis di Roma. Un giorno mi trovavo presso una famosa agenzia di attori-attrici di Roma della quale facevo parte. Il titolare mi proponeva di fare dei casting ai quali io mi rifiutavo sempre più spesso di partecipare e allora, giustamente, mi chiese: ‘’Mariagloria, ma tu da grande che cosa vuoi fare?’’ E io lì, inopinatamente, risposi: voglio scrivere. Mi uscì fuori senza neanche accorgermene e mi ‘’licenziai’’ dall’agenzia.

Quando, invece, hai capito che la tua passione poteva trasformarsi in un vero e proprio lavoro?

Quando, in ogni fase della mia vita, la scrittura tornava ciclicamente da me come una sorta di predestinazione che non volevo vedere con i miei stessi occhi e quando mi hanno iniziato anche a pagare ( ride).

Finora qual è stata la soddisfazione più grande raccolta? E la delusione?

Nella mia carriera la soddisfazione maggiore è stata sicuramente pubblicare La Ragione era Carnale. Per quanto riguarda il romanzo, quella di avere un bel pubblico anche in trasferta. Per esempio a Bologna gente sconosciuta e incuriosita è venuta alla presentazione e delle ragazze di Roma hanno affrontato il viaggio sino a lì per vedermi e conoscermi dopo aver letto il libro. Le delusioni, ahimè, sono state tante per una che era partita sperando di ottenere un contratto da giornalista con La Repubblica.

Oggi a chi senti di dover dire grazie?

A me stessa per la tenacia e la determinazione, nonostante io sia anche una facile allo scoramento, a mio marito, Francesco,  che ha creduto e crede in me e che è un autentico sognatore e alla mia ‘’sorella acquisita’’, la mia più cara amica, che si è cimentata nelle improbabili letture delle mie tante stesure e bozze.

Nei momenti meno semplici, cosa ti ha dato la forza per andare avanti?

Torniamo alla domanda precedente: l’amore di mio marito e per mio marito, perdona il mio essere ripetitiva, ma è così. Senza di lui sarei ancora una ragazza inquieta (ride,ndr).

Ci racconti quello che ritieni essere l’episodio più curioso della tua carriera?

Diversi anni fa, non c’erano ancora gli smartphone e i tablet o aggeggi simili, mi ritrovai a scrivere un’intervista al Maestro Milo Manara dal computer della sede della polizia municipale di Siena, città in cui mi ero recata per incontrare Manara, con il rischio di non fare in tempo a causa della scadenza che si dimostrò più incipiente del previsto. Invece, grazie alla disponibilità e cortesia dei vigili urbani senesi, andò tutto bene e fu pubblicata l’indomani su un’intera pagina di un popolare quotidiano nazionale, ma la firma sbagliata: Mariagrazia Fontana anziché Mariagloria Fontana. Volevo uccidere il caporedattore.

Nella vita di tutti i giorni, quando non lavori, come ami trascorrere la quotidianità?

Sono una donna curiosa, mi piace leggere, soprattutto romanzi classici o di autori contemporanei per cui ho una vera predilezione come Michel Houellebecq. Vivo in campagna e adoro la solitudine e la quiete della natura.  Però amo anche viaggiare, fare percorsi enogastronomici in giro per l’Italia e per l’Europa, ho anche delle tappe fisse: la Val d’Orcia, la costiera amalfitana, il Trentino Alto Adige, Parigi e Londra. Quando posso cerco di organizzare dei fine settimana in questi luoghi. Ho una carlina con cui mi diverto a tornare bambina: Zelda (sì, come Zelda Fitzgerald), vado dal parrucchiere ogni settimana( sono maniacale in questo ) e poi guardo le serie tv: Gomorra, House of Cards, Twin Peaks (adoro Lynch), The Younger.

C’è un aspetto di te che il pubblico non conosce e che ti piacerebbe emergesse?

Non so se sia emerso quel che avrei voluto di me emergesse. Credo che un’autrice debba mantenere però anche un velo di mistero agli occhi dei suoi lettori.

Progetti futuri?

Tante presentazioni de La Ragione era Carnale e, forse, incrociamo le dita, uno spettacolo teatrale dedicato proprio al mio romanzo.

Sempre guardando al futuro, quali altri traguardi ti piacerebbe raggiungere nella sfera privata e professionale?

Nella sfera privata sono appagata: mi sono sposata lo scorso anno con l’uomo della  mia vita con una cerimonia da favola. Nella sfera professionale sono molti i traguardi ancora da raggiungere talmente tanti che non me ne viene in mente neanche uno.

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gozzovigliando - Mariagloria Fontana: “La Ragione era Carnale nasce da un’esigenza interiore”

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