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Laura Avalle e il nuovo libro “Vita io ti aspetto”

laura avalle deva - Laura Avalle e il nuovo libro "Vita io ti aspetto"

“Vita io ti aspetto – L’Amore raccontato a una bimba che sta per nascere” (Collana “Primo Piano” – Giuliano Ladolfi editore) non è un trattato sulla maternità ma il racconto sincero e commovente di una neo mamma alle prese con tutti i dubbi, le scoperte e le gioie legate alla nascita di un figlio.

Laura Avalle è giornalista, direttore di importanti testate nazionali e scrittrice. Tra le sue pubblicazioni il fortunato romanzo “Le altre me” (2015), edito da La Lepre edizioni, grazie al quale ha conosciuto Davide: l’uomo che in breve tempo È diventato prima suo marito e poi il padre di sua figlia Deva, a cui questo libro è dedicato.

cover - Laura Avalle e il nuovo libro "Vita io ti aspetto"

Sei diventata da poco mamma: come è nata l’idea di scriverci un libro?
«E’ nata subito, in maniera molto naturale, appena ho letto quella scritta sul test di gravidanza che non lasciava spazio a dubbi: “incinta”. La mia vita è cambiata in quell’istante, quando ho capito che non ero più sola, che un altro essere umano stava crescendo dentro di me, nel mio ventre. Ho iniziato così a parlargli, a raccontargli cose di me, di suo padre e poi del mondo che l’aspettava. Del resto non è una novità che esista uno stretto legame intrauterino tra madre e figlio e noi l’abbiamo esternato in questo modo. Non so, forse è una mia autoconvinzione, ma sono certa che lei sentisse le emozioni che cercavo di trasmetterle perché poi, a un certo punto, ha iniziato a interagire con calcetti e movimenti del corpo sempre più chiari e definiti».

Come è invece cambiata la tua vita?
«Io dico sempre che un figlio non ti cambia, ma regala una luce nuova alla tua vita. E in effetti è così: ti permette di vedere le cose da un’altra prospettiva: da quella di genitore, per esempio, per me che, fino a poco tempo fa, sono stata sempre e solo figlia».

Cosa vuol dire oggi essere mamma?
«Il mestiere di mamma è quello più difficile, oggi come ieri. E non è facile, per niente. Nessuno ti insegna a essere genitore, così come nessuno ti insegna a essere figlio. Lo diventi, senza voler essere un supereroe, ma con la consapevolezza che, pur cercando di fare del tuo meglio, sbaglierai sempre e comunque qualcosa. L’importante è essere se stessi, perché un figlio non ha bisogno di una madre perfetta, ma di una buona madre, perfetta nelle sue imperfezioni, ossia autentica».

 Il titolo è “L’amore raccontato a una bambina che sta per nascere”. Quale il segreto per spiegarlo?
«Non esiste nessun segreto, se non quello di lasciare parlare il cuore. E’ quello che ho cercato di fare io, dandogli voce attraverso la scrittura».

E’ più facile raccontarlo a una bambina che sta per nascere o a una bambina un po’ più grande, magari alle prese con le prime delusioni?
«Parlo anche di questo nel libro e, se mi permetti, voglio risponderti citando testualmente il passo che mette in luce un altro tema molto importante, che è quello sulla violenza sulle donne:  “L’amore è riconoscersi e per questo ci vuole tempo, anche se poi tutto succede in una frazione di secondo, un attimo unico e speciale in cui, a un certo punto ti rendi conto, occhi negli occhi, che è quella la persona a te destinata. Quella e nessun’altra. Succederà anche a te piccolina e io ci sarò. Sarò sempre al tuo fianco, anche quando scambierai per amore quello che non ha nulla a che vedere con l’amore vero, che purtroppo non ti posso insegnare, ma che dovrai capire da sola, semplicemente, vivendo. Passando attraverso inevitabili delusioni, pianti, esperienze che ti faranno soffrire, ma che, allo stesso modo, ti rafforzeranno: ti aiuteranno a capire chi sei, cosa vuoi e soprattutto cosa non vuoi. Ma ricordatelo sempre: tu meriti un uomo che ti rispetti, che ti tratti bene, che nutra nei tuoi confronti dei sentimenti autentici, che non ti consideri un oggetto, una sorta di trofeo da mostrare agli amici, ma che sia attratto dalla tua anima, prima ancora che dal tuo corpo. L’uomo che ti ama davvero non ti farebbe mai del male, la violenza non è amore. Gli schiaffi, le vessazioni, gli insulti, le prepotenze, gli scatti d’ira: quelle cose non c’entrano niente con l’amore. L’amore sta nelle carezze, nei baci, nelle parole dolci, nelle piccole attenzioni. Chi ci vuole bene per davvero si preoccupa per noi e fa di tutto per proteggerci. Non dimenticarlo mai”».

L’amore dei giorni nostri come lo vedi? Differente da quello vissuto dalle nostre generazioni?
«L’amore è il sentimento più autentico che esista, capace di andare oltre a qualsiasi cosa. Oggi, a dispetto di ieri, abbiamo più strumenti per conoscerci e dialogare. Pensiamo per esempio ai social network, grazie ai quali riusciamo a connetterci annullando la distanza fisica che ci separa. Ma bisogna fare attenzione, perché non tutti sono sinceri e a volte c’è gente che, nascondendosi dietro a uno schermo e a un nome falso,  può nuocerci e farci del male. Difendersi però si può e si deve, come spiego anche a mia figlia Deva in questo libro, cominciando a conoscere tutti i pericoli del Web, così da cogliere sempre il suo positivo e non il suo contrario».

Sfogliando le prime pagine del libro racconti come è nato l’amore con colui che è poi diventato tuo marito… Sempre “per colpa” di un libro!
«Chi l’avrebbe immaginato che grazie a “Le altre me” (La Lepre Edizioni), uscito alla fine del 2015, avrei conosciuto Davide Sordella: l’uomo che nello spazio di un anno sarebbe diventato prima mio marito e poi il padre di mia figlia Deva (a cui questo nuovo libro è dedicato)? Diciamo la verità: neanche nei migliori film d’amore accadono cose simili! Eppure è proprio quello che è successo: ho scritto un romanzo per merito del quale ho incontrato l’amore della mia vita. Non è meraviglioso, oltre che incredibilmente romantico?».

La prefazione è scritta da Laura Bozzi: raccontaci questa scelta
«Famosa giornalista, direttore di importanti giornali nazionali e volto televisivo, Laura Bozzi non ha bisogno di presentazioni. E insieme a tutto questo è anche una donna meravigliosa, con un gran cuore. Ho avuto la fortuna di conoscerla dieci anni fa e ho capito subito la persona straordinaria che è. Impossibile non venire rapiti dalla sua energia, dalla sua solarità e da un’intelligenza fuori dal comune. Siamo diventate amiche, grandi amiche, le voglio un bene dell’anima e so che anche lei me ne vuole. Me l’ha dimostrato infinite volte, come accettare di farmi da testimone di nozze e di scrivere la prefazione di questo libro. Chi meglio di lei, che conosce tutto di me? Mi ha fatto un regalo enorme, per cui le sarò per sempre grata».

Per concludere, suggerisci ai nostri lettori tre buoni motivi per acquistarlo…
«Uno: perché è una storia che parte dal personale, ma che poi allarga il suo orizzonte e abbraccia le storie di vita di tutti noi. Due: ci obbliga a interrogarci su alcuni temi importanti come la violenza sulle donne, la parità dei sessi, la famiglia, ma anche la disabilità e la malattia. Tre: perché dice la verità. Dare alla luce un figlio è l’esperienza più incredibile e straordinaria che possa accadere a un essere umano, ma comporta anche molti sacrifici e difficoltà. E l’attesa non è così dolce come tanti vogliono far credere: il corpo è messo a dura prova e, con gli ormoni in subbuglio, la lacrima è spesso dietro l’angolo. Anzi. Posso dire quello che nessuno ha il coraggio di ammettere? Io penso proprio che la natura, nel distribuire i compiti della procreazione, sia stata decisamente severa con noi donne».

 

Bruno Bellini
Scritto da

Direttore Responsabile Lifestyleblog.it - Classe '81, da Monopoli (Bari) Dal 2015 partecipa al Festival di Sanremo come giornalista accreditato e componente della Giuria Stampa.

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