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giovedì 25 Febbraio 2021

Fabio Capello racconta la sua celebre stagione con il Real Madrid dei Galacticos

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Grande giocatore prima. Allenatore di fama internazionale e grandi successi poi. Fabio Capello, ora, apre un nuovo capitolo della sua vita. E lo fa con l’inaugurazione della sua personale galleria dei ricordi tornando a raccontare sul piccolo schermo per Fox Sports le grandi stagioni vincenti con Milan e Real Madrid dei Galacticos e intervistando l’ex attaccante del Milan Marco Van Basten e l’attaccante del Manchester United ex Juve, Inter e Milan Zlatan Ibrahimovic.

Domani sera alle 23.00 su Fox Sports (canale 204, Sky) andrà in onda la puntata dedicata alla sua seconda stagione con il Real Madrid, quello dei Galacticos. Nel quarto episodio della mostra televisiva, Fabio Capello racconta il suo ritorno a Madrid alla guida del Real delle stelle. Dal suo ritorno nella capitale spagnola, all’incontro con il presidente fino alla vittoria della Liga spagnola.

 

Quarto appuntamento con ‘Collezione Capello – Il Real delle stelle’ domani sera alle 23.00 su Fox Sports HD (canale 204, Sky e disponibile anche su Sky On Demand). In replica sabato 1 aprile alle 12,30 alle 18.00 e alle 23.30 su Fox Sports HD.

 

E’ sempre possibile commentare le puntate anche sulla pagina Facebook di Fox Sports e su Twitter con l’hashtag #CollezioneCapello.

 

Dichiarazioni di Fabio Capello in esclusiva estrapolate da Collezione Capello – ‘Il Real delle stelle’.

 

“Al Real Madrid se per 3 anni di seguito non vincono allora mi chiamano. Adesso sono vecchio e vincono sempre quindi è un po’ difficile che mi chiamino.

Van Nilstelrooy non mi aveva entusiasmato quando giocava nel Manchester United, mi ha entusiasmato per quello che ha fatto con me al Real Madrid.

In estate acquistammo 3 giovani giocatori e verso novembre-dicembre discutemmo un po’ con il presidente perché non facevo giocare tanto Higuain, Gago e Marcelo. Spiegai che lo facevo per non bruciarli e la storia mi ha dato ragione.

Un aneddoto che ricordo è quello del centrocampista Diarra che aveva sempre bisogno del suo tappetino per pregare. Un giorno a Valencia il pullman aveva parcheggiato lontano e lui disse: “Se non prego non gioco”. E ci adoperammo per portaglielo”.

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