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Calcio

Giampiero Ventura: “Mondiali? Niente ci è precluso”

Redazione

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Ieri il Commissario Tecnico della Nazionale azzurra Giampiero Ventura è stato ospite negli studi di Sky Sport24 HD.

Di seguito alcuni passaggi della lunga intervista esclusiva concessa a Sky dal CT dell’Italia.

 

Cos’ha capito in questi sei mesi di sé e degli altri?
Sono un allenatore consapevole delle difficoltà ma impregnato di entusiasmo e della consapevolezza che forse abbiamo iniziato un percorso assolutamente importante per il futuro dell’Italia. Importante non solo come tentativo di qualificazione a un Mondiale importante, ma per creare i presupposti per far sì che i prossimi Europei e i prossimi Mondiali siano assolutamente importanti.

Ho cercato innanzitutto di capire cosa mi aveva lasciato l’Europeo. L’Europeo mi aveva lasciato da una parte un grande entusiasmo che la squadra di Conte aveva trasmesso agli italiani. Dall’altra aveva lasciato anche una squadra anagraficamente un po’ su con gli anni. Al di là dei cinque grandi giocatori – e parlo di Buffon, Barzagli, Chiellini, Bonucci e De Rossi – c’era e c’è bisogno di iniziare un ricambio generazionale sia per aumentare la competitività in queste qualificazioni e per il futuro Mondiale, ma soprattutto proiettati nel futuro.

 

Nello spogliatoio ha dovuto scacciare il fantasma di Antonio Conte?
Non si tratta di fantasmi. Chiunque fosse arrivato dopo un ottimo Europeo avrebbe dovuto scontrarsi con la figura di chi c’era prima. Conte, oltre a essere un ottimo allenatore, aveva fatto un ottimo Europeo e aveva fatto anche un ottimo lavoro, se devo essere sincero. Era normale che succedesse, non era normale che qualsiasi domanda fosse “Conte diceva….”. I paragoni di solito non sono mai simpatici, ma nel calcio ci stanno e vanno accettati. Il problema è che una volta fatti inizia il lavoro di una persona. Invece in quel caso avevo detto basta perché non si faceva altro che parlare di questo. L’unica cosa che mi ha lasciato un po’ perplesso è stato il fatto che si paragonasse l’Europeo con la qualificazione. Questo l’ho trovato assolutamente non corretto perché la qualificazione è figlia di due giorni di preparazione per una partita. L’Europeo è figlio di 40 giorni di una squadra.

 

Il tandem della Nazionale doveva essere Lippi Direttore Tecnico e Ventura CT.
Io credo che il lavoro che doveva essere fatto bisognava farlo . Quindi, nel momento in cui è venuto a mancare Lippi mi sono “accollato” oneri e onori. Gli oneri erano quelli di andare a parlare con tutti gli allenatori, con la stragrande maggioranza dei presidenti e dei dirigenti, cercando di spiegare quale fosse il percorso che l’Italia avrebbe voluto fare. L’onore era il fatto stesso di avere la possibilità di andare a parlare con Galliani per delle ore di questo problema. Visto che non c’era Lippi, ho assunto indirettamente questo lavoro. Questo mi ha portato a fare una cosa estremamente impegnativa dal punto di vista del tempo, sicuramente gratificante. E negli ultimi quattro mesi sono stato quattro giorni a casa. Questo la dice lunga sull’impegno. Il risultato è stato quello di aver smosso le acque e di aver trasmesso l’entusiasmo a questi giovani, che stanno trasmettendo entusiasmo all’Italia. di questo sono orgoglioso perché credo che abbiamo iniziato un percorso che, se andrà a buon fine, mi auguro che se ne possa parlare in futuro dicendo: “È stato uno di quelli che ha iniziato questo percorso”.

 

Ci qualifichiamo per il Mondiale?
Se io avessi il timore o il dubbio di non qualificarmi, non avrei neanche iniziato. So che è difficile perché per la prima volta nella storia se ne qualifica una sola , perché non siamo testa di serie. Facciamoci delle domande: come mai non siamo testa di serie, una squadra che ha vinto 4 Mondiali? Abbiamo di fronte la Spagna, che dopo la Germania, credo che sia la Nazionale più forte in assoluto. Però niente ci è precluso, siamo a pari punti con la Spagna.

 

Si immagina Barzagli, Bonucci e Chiellini titolari in Russia, in caso di qualificazione?
Mi auguro solo che Barzagli, Bonucci, Chiellini e Buffon siano in salute. È l’unica cosa che chiedo, poi i titolari credo siano l’ultimo dei nostri problemi. Il problema è che ci siano giocatori in salute che siano in grado di essere assolutamente disponibili.

È chiaro che Buffon ha l’obiettivo di arrivare a fare questo Mondiale per mille motivi. Sa perfettamente che se lo merita, però deve essere in grado di farlo, questo lo sa perfettamente. Il discorso di Donnarumma è semplicemente lo stesso identico discorso, a grandi linee, di Buffon di quando ha iniziato. È un predestinato, poi dietro abbiamo altri portieri. Perin è uno che dà garanzie, Marchetti anche, dico i primi nomi che mi vengono in sotto questo aspetto siamo assolutamente coperti.

 

Le è mai passato per la testa di concedere l’ultima passerella in azzurro a Francesco Totti?
Non so se la cosa lo gratificherebbe. Totti secondo me non ha bisogno di passerelle. Totti è Totti, è come voler dare qualcosa a qualcuno che non ne ha bisogno. Non mi è mai passato per la testa e credo che neanche a lui sia mai venuto in mente. La carriera di Totti va oltre la passerella.

 

Quando vedremo Balotelli in Nazionale?
È Balotelli che deve stupire, facendo quello che le sue potenzialità gli permetterebbero di fare. Il problema di fondo è che nel momento in cui tu non hai la possibilità di selezionare, ma hai l’obbligo di organizzare, è evidente che non c’è più un discorso di un singolo con altri singoli, ma c’è bisogno di un singolo al servizio di una squadra. Questo è uno dei grandi problemi di Balotelli.

Il secondo problema esula dall’aspetto calcistico e gli ha creato delle problematiche. Direi che questa è l’ultima volta che parliamo di Balotelli. Nessuno ha mai messo in discussione le sue qualità, le capacità tecniche, sarebbe folle. È stato messo in discussione, non da me, ma da tutti, tutto il resto. Secondo me Balotelli deve confrontarsi con tutto il resto e con se stesso, prendendo una decisione perché nessuno può obbligarlo a non essere Balotelli. Lui può scegliere se iniziare un percorso per prendersi l’onore e la gloria che le sue capacità gli potrebbero portare. Le porte sono aperte per tutti come è normale che sia.

 

La sua è una panchina a tempo?
Neanche mi sfiora il pensiero, credo che alla base di tutto debba esserci serietà e professionalità. Siccome credo di essere abbastanza impregnato di queste due cose, ho preso la cosa seriamente, il che significa cercare di ottenere dei risultati sportivi e costruire qualcosa che ci permetta di avere risultati ancora migliori in futuro. Questa è la strada, poi si vedrà.

Siamo vicini a un momento “storico”, che è quello del cambiamento radicale. E il cambiamento radicale da solo non si può fare. I grandi cambiamenti si fanno tutti insieme.

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