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Gerry Scotti: “La vendita del Milan è un male necessario”

Ieri, venerdì 18 novembre in seconda serata su Canale 5, a “Matrix Chiambretti”, Gerry Scotti si è raccontato a Piero Chiambretti parlando dei suoi esordi, del Milan e della televisione del futuro.

A proposito della squadra rossonera, Scotti ammette: «Da milanista, la bandiera che non c’è oggi e che dovrebbe esserci nel Milan è la bandiera di Maldini. Dell’ultima generazione è la bandiera più significativa e sono dispiaciuto che non sia riuscito a tornare alto sul pennone del Milan».

 

E a proposito della vendita del Milan sostiene:

«Penso che Berlusconi, in cuor suo, un po’ di dispiacere ce l’abbia. Ma visto quello che è avvenuto nelle grandi squadre europee e mondiali, ahimè, se non ci si adegua al marketing internazionale non si riesce a stare all’altezza delle grandi competizioni. Io lo prendo come un “male necessario”».

 

Chiambretti scherza con il presentatore tv a proposito di una eventuale conduzione di Sanremo e Scotti confessa:

«Se dovessi fare Sanremo lo farei con qualcuno innamorato della musica come me e so che c’è un certo Chiambretti che lo è … Quindi lo farei solo con te».

 

A proposito della richiesta che fece Gerry al Premier Renzi di poter rinunciare alla sua pensione da onorevole (ha militato 4 anni nel partito socialista), racconta:

«La pensione non la prendo adesso, ma la percepirò dai 67 anni in poi. Ma io mi chiedo perché aspettare i 67 anni. Io vorrei decidere di non ritirarla ora per allora. Se in tanti facessero come me, tutti quelli che non ne hanno bisogno, e secondo me ce ne sono tanti di quelli che sono stati onorevoli che vivrebbero anche senza vitalizio, si potrebbe accendere una linea di aiuto per qualcuno che invece ha servito veramente lo stato.

Il ricordo che ho di quei 4 anni passati al partito – prosegue Scotti – è che non è stata una grande esperienza. Io non ho dato molto, ma loro non mi hanno dato niente. Ero vissuto come un corpo estraneo, e probabilmente lo ero. Ho provato anche a dare le dimissioni, ma non furono accettate. È un’esperienza che non consiglierei a nessuno. Ho sperato che, con tutti i cambiamenti avvenuti, potesse cambiare qualcosa, ma vedo dai malcontenti che ci sono in giro che il clima è rimasto quello. Forse c’è bisogno di una grande riforma ed è inutile continuare a lamentarsi se non si va a votare. O per il si o per il no, ma andate a votare».

In conclusione, Chiambretti chiede a Scotti una previsione sulla televisione dei prossimi 10 anni, e il conduttore afferma: «Gratis non vedrete più niente. Io e Chiambretti siamo gli ultimi due che vedrete gratis».

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