Consumi fuori casa e digitale: parla Almir Abeskovic, Country Manager TheFork Italia
Gli italiani scelgono il ristorante in rete. E’ stata presentata, nel corso della Social Media Week, una ricerca realizzata da Trade Lab per conto della rivista Mixer sui consumi fuori casa e il digitale che evidenzia quanto le scelte di consumo siano sempre più 2.0.
A commentare i numeri diversi attori del settore, tra cui il Country Manager di TheFork Almir Ambeskovic.
Consumi fuori casa e digitale: un connubio sempre più forte?
Secondo una ricerca commissionata da Mixer a TradeLab e presentata pochi giorni fa, le persone ricorrono al web prima, durante e dopo l’esperienza di consumo fuori casa. In particolare il 61,5% del campione coinvolto nell’indagine afferma di cercare in rete informazioni sui locali. Sul web ci si documenta sul livello dei prezzi (69% del campione), sui commenti di altri consumatori (60,3%) e sul tipo di cucina e di offerta (59,9%). La ricerca evidenzia anche che 1 intervistato su 4 pubblica immagini o video della sua esperienza nel locale e che i clienti sono più propensi a pubblicare commenti positivi. Il successo di TheFork è un’ulteriore dimostrazione di questo fenomeno. Lanciata in Italia a Febbraio del 2015, l’app di TheFork che consente di cercare e prenotare il ristorante in Italia ed Europa, ha triplicato le prenotazioni dei mesi di luglio e agosto anno su anno. Ciò significa che, non solo il consumatore cerca informazioni in rete sul ristorante, ma anche che – ove possibile – prenota il proprio tavolo online. Stiamo assistendo a un cambiamento delle abitudini di consumo. Per una popolazione sempre connessa, abituata ad accedere a molti servizi dal suo smartphone, sempre e ovunque, è essenziale poter riservare anche il ristorante con queste modalità. Se oggi ci dicessero di telefonare per prenotare un hotel o un biglietto aereo ci sembrerebbe impensabile. Sta accadendo lo stesso per i ristoranti.
Quanto è importante l’innovazione digitale per un locale?
Il booking online dei ristoranti sta diventando un’abitudine di consumo quindi se un esercizio non offre questa possibilità è un disservizio. Più in generale, parlando di TheFork, quello che noi diamo ai ristoranti Partner è un software di facile utilizzo che si chiama TheFork Manager. Questo gestionale rende la struttura prenotabile online su TheFork e TripAdvisor e soprattuto permette di digitalizzare l’agenda delle prenotazioni. In questo modo si dispone di un database della propria clientela che permette al ristorante di comunicare al meglio la sua offerta e di personalizzare il servizio. Strumenti tecnologici come TheFork sono quindi adeguati a qualsiasi tipo di ristorante da quello che ha bisogno di aumentare la sua visibilità, attraendo più clienti dal web, a quello che non ha bisogno di maggiori prenotazioni, ma che attraverso l’innovazione può rendere più efficienti i processi interni. Innovazione per la ristorazione naturalmente non è solo e-booking, rientrano anche molti altri strumenti: dal delivery all’utilizzo dei social per ingaggiare la clientela. Per il ristoratore ciò significa acquisire nuove competenze che gli permettono di distinguersi in uno scenario competitivo. Da questo punto di vista la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi sta facendo un grandissimo lavoro per fare cultura dell’innovazione in ambito ristorativo.
Ritiene che gli imprenditori della ristorazione investano poco in questo settore?
Siamo soliti pensare che l’Italia sia un Paese poco innovativo, ma i numeri raccontano un’altra storia. Non è un mistero che le start-up tecnologiche stentano a decollare e così i servizi che offrono per carenza di investimenti, ma una volta superato questo ostacolo il mercato è ricettivo. Nel caso Di TheFork, ad esempio, l’Italia è il Paese del gruppo (attivo in 12 mercati) che sta crescendo più rapidamente. I ristoranti italiani sono aperti all’introduzione dei nuovi strumenti tecnologici quando questi rispondono alle loro esigenze e sono di facile utilizzo.
Il settore dei consumi fuori casa non conosce crisi. Un dato particolare è dato dall’incremento di booking registrato da TheFork.
Per quanto riguarda il settore in generale la fotografia arriva dai principali centri studi. Secondo un recente articolo pubblicato da La Repubblica che riassume bene lo scenario attuale: “ogni anno gli italiani spendono più di 200 miliardi di euro in consumi alimentari. Di questi, stando all’ultima analisi di Coldiretti, circa il 35% sono destinati a bar e ristoranti. Una tendenza confermata da Fipe, Federazione Italiana Pubblici Esercizi, che mette l’Italia in cima alla classifica del mercato del mangiare fuori con 440 imprese di ristorazione ogni 100.000 abitanti. In Italia, Fipe ha registrato oltre 12.000 nuove imprese nei primi nove mesi del 2015. Di contro nello stesso periodo oltre 20.000 hanno cessato l’attività. Un saldo negativo dovuto in parte alla forte concorrenza, ma soprattutto all’esplosione dell’offerta ristorativa in un mercato fermo”. La fotografia è dunque in chiaroscuro. Se andiamo a vedere la prenotazione online dei ristoranti la crescita è molto forte per il fenomeno che spiegavamo all’inizio. Se le persone si documentano online per cercare il ristorante, ove trovano la possibilità di riservare lo fanno. Non solo, l’e-booking rende più efficienti alcuni processi e con le sue dinamiche è uno dei modi per emergere in uno scenario competitivo.



