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Food & Beverage

10 consigli per combattere la carenza di iodio nell’alimentazione

Redazione

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Uno studio dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano mette in luce lo scarso consumo di alimenti ricchi di iodio e i rischi per la salute, in particolare per il feto e l’accrescimento dei bambini

La carenza nutrizionale di iodio costituisce un problema sanitario e sociale che interessa un numero elevato di persone in tutto il mondo, compresa l’Italia. E’luogo comune che basti una passeggiata in riva al mare per fare il pieno di questo importante minerale, ma non è così. Lo iodio si assume solo attraverso gli alimenti, in particolare il pescato marino, e la carenza è sostanzialmente dovuta ad una errata alimentazione.

Circa il 29% della popolazione mondiale sarebbe ancora esposta alla carenza di iodio. In Italia si ammalano di gozzo circa 6 milioni di persone, più del 10% della popolazione. L’insufficienza di iodio ha effetti negativi in tutte le fasi della vita perché costituente fondamentale degli ormoni tiroidei, i quali svolgono un ruolo determinante nelle fasi dell’accrescimento e dello sviluppo.

La Prof.ssa Michela Barichella Responsabile dell’UO di Dietetica e Nutrizione Clinica ASST Gaetano Pini – Cto di Milano e membro del Comitato scientifico dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano, ha affermato: “L’emanazione nel marzo del 2005 della Legge n. 55, finalizzata alla prevenzione del gozzo endemico e di altre patologie da carenza iodica, si basa soprattutto sull’obbligo da parte dei rivenditori di proporre e vendere solo sale iodato, tranne nel caso sia il consumatore a scegliere il sale senza integrazione di iodio. Sono passati più di 10 anni e quasi tutti i negozi di alimentari si sono adeguati. Tanto è stato fatto anche dall’Istituto Superiore di Sanità, che svolge tuttora una campagna di sensibilizzazione verso la classe medico sanitaria; ma nonostante gli sforzi, i casi clinici non sono diminuiti significativamente e in modo non omogeneo nelle varie regioni italiane. L’indagine dell’Osservatorio mette in evidenza che l’intake nell’alimentazione abituale è ancora insufficiente”.

Avere a disposizione il sale iodato – ha spiegato ancora Barichella – non è però certezza di utilizzo e spesso non è il sale scelto dai consumatori, non dobbiamo poi dimenticare che è comunque necessario, al tempo stesso, ridurre il consumo abituale di sale (cloruro di sodio) per prevenire tante importanti malattie a carico del sistema cardiovascolare e gastroenterico. Se si seguissero le linee guida che medici e dietisti danno ai loro pazienti (non consumare più di 5 g a testa di sale iodato il giorno) si risolverebbe sia il problema dell’eccesso di sodio, sia dell’introito di iodio. Pare però che siano in pochi a seguire questo consiglio. La carenza di iodio e l’eccesso di sodio si può risolvere solo promuovendo la corretta ed equilibrata alimentazione che prevede sia un basso consumo di sale, sia il consumo di alimenti ricchi di iodio, che tra le altre cose sono molto buoni”.

Per prevenire le patologie legate all’accrescimento e a un cattivo funzionamento della tiroide, gli esperti dell’Osservatorio Grana Padano raccomandano d’introdurre nella dieta gli alimenti che più ne contengono.

10 PRATICI CONSIGLI

  1. Sale iodato, inserito nella variata ed equilibrata alimentazione al posto del sale comune utilizzandone 5 grammi al giorno (massimo consentito per un adulto) apporta di 160μg di iodio.
  2. Lo yogurt di latte intero apporta circa 78µg di iodio, consigliato 1 vasetto al giorno
  3. Pesce di mare 1 porzione (sgombero, cefalo, baccalà, merluzzo) apporta circa 150µg di iodio, consigliate 3 porzioni a settimana.
  4. Crostacei (gamberi, mazzancolle, astici, aragosta, granchi, ecc.) 1 porzione inserita nella dieta 1 volta a settimana, può sostituire un secondo di carne perché è un’ottima fonte di proteine e apporta circa120µg di iodio.
  5. Condimenti, condire la pasta o il riso con vongole, cozze, bottarga di muggine o tonno, anche solo 20 grammi di questi alimenti apportano circa 30µg di iodio.
  6. Mitili, consumare saltuariamente vongole o cozze cotte a piacere, 100 grammi di parte edibile apportano 140μg di iodio, non esagerare perché contengono parecchio colesterolo.
  7. Un uovo di gallina contiene circa 35µg di iodio, consumare 2-3 uova a settimana come prevede l’equilibrata alimentazione, non di più perché ricche di colesterolo.
  8. Formaggio, la dieta equilibrata prevede quest’alimento 2-3 volte a settimana come secondo, 100 grammi di formaggio come: Taleggio, Latteria, Fontina, mediamente contengono 45 µg di iodio, mentre quelli stagionati: Provolone, Pecorino Romano o Grana Padano circa 38µg, quest’ultimo è pratico e si può consumare grattugiato ogni giorno per insaporire i primi e passati di verdura, 3 cucchiai da cucina apportano circa il 10% del fabbisogno quotidiano di iodio di un adulto.
  9. Carne, la corretta alimentazione prevede di consumare 2-3 porzioni di carne come secondo alla settimana, per  avere un maggiore apporto di iodio preferire quella di vitellone parte muscolo senza grasso visibile, ed anche il fegato.
  10. Frutta secca a guscio, senza mai dimenticare di consumare 5 porzioni quotidiane di frutta e verdura, per incrementare lo iodio è preferibile consumare anche anacardi, noci, pistacchi senza esagerare perché apportano molte calorie anche se provenienti da grassi insaturi benefici per la salute.
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