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Pulizie di primavera e cambio di stagione? Quello che non serve più si vende in rete

Con l’inizio della bella stagione, milioni d’italiani si dedicano al cambio degli armadi e alle pulizie generali per disfarsi di tutte le cose che non usano più ed avere dunque una scusa plausibile per comprarne altre. Cosciente di questa pratica consolidata, eBay ha commissionato all’istituto di ricerca TNS un’indagine* volta a scoprire le abitudini diffuse nel Bel Paese per quanto riguarda la vendita online delle cose inutilizzate.

Lo studio, realizzato anche in Francia, Spagna, Austria e Belgio, ha innanzitutto confermato la tendenza degli italiani (45%) ad individuare almeno un momento durante l’anno in cui fare la cernita degli oggetti presenti in casa, al fine di disfarsi di quelli inutilizzati e fare in questo modo spazio a futuri nuovi acquisti. Inoltre, un terzo degli intervistati (34%) identifica la stagione primaverile come la più idonea allo svolgersi di questo rituale catartico. Di questi ultimi rassettatori seriali stagionali, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, la maggior parte non è costituita da classiche casalinghe con figli, ma bensì da giovani uomini fra i 25 e i 34 anni, senza figli e residenti al sud.

In seconda battuta, è emerso come fra le varie possibili sorti a cui sono destinati gli oggetti scartati, oltre 8,5 milioni d’italiani scelgano quella della vendita online, attribuendo a questa soluzione 3 principali vantaggi quali rapidità, sostenibilità e ovviamente, la possibilità di guadagno.

Anche in questo caso, i campioni di pulizie di primavera online sono maggiormente maschi (57%) e le regioni più attive sono Campania (35%), Toscana (34%) e Friuli (34%), mentre fra quelle che lo sono di meno, registriamo Calabria (18%), Molise (22%) ed Emilia Romagna (22%).

  

Quanto si guadagna dalla vendita online degli oggetti inutilizzati?

Il guadagno annuo medio dei venditori digitali privati italiani si attesta a 138 €, non moltissimo se paragonato agli altri paesi europei, infatti i professionisti dell’incasso sono indiscutibilmente gli austriaci con i loro 174 € medi, seguiti da spagnoli (153 €) e belgi (141€), meno profittevoli delle nostre invece le vendite medie dei cugini francesi, che si fermano a quota 136 €.

Italiane e italiani, che come vedremo, hanno opinioni differenti circa la scelta degli oggetti da vendere e le ragioni per farlo, sono però accomunati dal medesimo obiettivo: il guadagno, che seppur non appaia come vantaggio primario della vendita online, ha e mantiene un certo peso.

 

A quali oggetti gli Italiani scelgono di dare seconda vita online?

In generale, la classifica degli oggetti inutilizzati più venduti dagli Italiani nel corso dell’anno passato vede i libri in vetta (18%), seguiti da abbigliamento e accessori (16%) e dagli smartphone (15%) che chiudono il podio.

 

 

Eppure, come accennato in precedenza, pare che uomini e donne sentano la necessità di dare nuova vita a tipologie di oggetti diversi, infatti, eccezion fatta per i libri, le due classifiche basate sul genere risultano essere decisamente differenti:

 

 

 

 

 

 

Uomini e donne sono anche leggermente in disaccordo per quanto concerne le ragioni alla base della vendita “fai-da-te”. Se per gli uomini l’eventualità di vendere in autonomia origina principalmente da una prospettiva di guadagno (43% vs. media femminile: 33%), per le signore la ragione più importante coincide col concetto stesso di dare una seconda vita agli oggetti inutilizzati, evitando così di buttarli via (33% vs. media maschile: 27%).

Solo in terza posizione per entrambi la possibilità pratica di fare spazio in casa (19%), ma ugualmente utile come scusa per raggiungere nuove frontiere di shopping e continuare a riempire mobili, armadi e cassetti di irrinunciabili oggetti.

Pare dunque che il popolo del bel Paese sia sempre più attratto da un futuro per le proprie cose dismesse che sia tanto funzionale quanto fluido e illuminato. Infatti, come conferma Iryna Pavlova – Responsabile comunicazione di eBay in Italia “Continua a crescere il numero d’Italiani che si affidano alla rete per vendere ciò che non utilizzano più, dando così ai poveri oggetti “scartati” infinite nuove opportunità.” e continua “eBay vuole farsi promotore di questa tendenza aiutando il maggior numero possibile di cose a trovare la loro nuova vita e fino al 30 giugno lo farà permettendo a tutti gli utenti privati di vendere un numero illimitato di prodotti senza tariffa d’inserzione, mettendoli così in contatto con 162 milioni acquirenti in tutto il mondo.”

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