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lunedì 18 Gennaio 2021

Fioretta Mari: “L’unica salvezza è il nucleo familiare”

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Bruno Bellini
Bruno Bellini
Direttore Responsabile Lifestyleblog.it - Classe '81, da Monopoli (Bari) Dal 2015 partecipa al Festival di Sanremo come giornalista accreditato e componente della Giuria Stampa.

Tra i protagonisti del film “L’Aquilone di Claudio” ci sarà anche Fioretta Mari, che ricoprirà un ruolo delicato. Il film, promosso dall’AISA (Associazione Italiana per la lotta alle Sindromi Atassiche) e Rai Cinema, verrà presentato in anteprima il  4 aprile.

Ti vedremo al cinema con L’Aquilone di Claudio. Raccontaci un po’ di questo film
Emozionante… Un film stupendo e delizioso che tratta un problema molto delicato che è l’atassia: una malattia tremenda che colpisce i bambini. Il protagonista è stato di una bravura incredibile, mentre noi tutti siamo stati emozionati nel girarlo. Sembrava di vivere un film, non di girarlo. Sono contenta che la Rai abbia avuto l’intuito pazzesco di prendere questo film finito nel dimenticatoio da tre anni. Il regista è molto bravo, un vero signore: Antonio Centomani che è stato per me una bella scoperta. Gli attori poi tutti bravi, da Milena Vukotic, Irene Ferri così come tutti gli altri…

Il tuo ruolo?
Sarò una dottoressa che ha il compito pazzesco e orrendo di dire ai genitori cosa ha il figlio, ovvero una malattia incurabile. Una cosa da far venire i brividi perché non sa come dirlo. E’ tragico parlare ai genitori. Già nel “tuo figlio ha la febbre” stanno male, figuriamoci dover comunicare loro una malattia incurabile.

Si parla dall’atassia, una malattia rara. Quanto pensi sia importante sensibilizzare attraverso un film?
Il  compito degli artisti è divulgare le cose che possono interessare gli esseri umani. Abbiamo questo compito, sia nella cultura che nella salute. E’ il nostro dovere fare arrivare alla gente i messaggi facendo però attenzione, affinché non siano negativi perchè possono influenzare. La gente vede gli artisti come un mito, per cui bisogna essere un esempio di umanità. L’unica cosa, oggi come oggi, è appunto quella di cercare di dare un po’ di umanità a chi ti sta vicino.

Sei reduce dall’esperienza a teatro con il musical “Vacanze Romane”. Come è andata?
Che successo! A Bari una fila al teatro… 2000 persone: un successo pazzesco. Per non parlare di Napoli. File anche a Palermo. A Milano 1600 persone a sera. Dato l’enorme successo speriamo di poterlo riprendere. Per avviarlo ho dovuto sospendere le lezioni che tenevo in America, per cui vedremo…

Prossimamente ti vedremo nuovamente al cinema…
In autunno esce “Al posto tuo” con Luca Argentero, Ambra Angiolini. In questo film vestrò i panni di mamma. Un’altra esperienza importante. Ho conosciuto due signori come Luca Argentero e Stefano Fresi, che si sono rivelati due ragazzi meravigliosi. Anche Ambra Angiolini è stata molto carina. Ho avuto la fortuna di lavorare con una troupe straordinaria, siamo stati una grande famiglia per diversi mesi. Non c’è più il lavoro fine a se stesso ma l’incontro umano di artisti. L’artista sballato, in malafede, mediocre non ha senso di esistere: viene fatto fuori. Chi dura è perché vale. Oggi come oggi è strano ma la società ti fa fuori se sei un personaggio negativo. Cosa che ha imperato per anni nello spettacolo, chi non è bravo e mediocre ti colpisce ai lati. Chi è bravo va dritto al problema, dice in faccia cosa pensa: io amo questo tipo di persone.

Oltre questo film ci saranno altri impegni professionali?
Ho in programma due film. Poi dal 22 al 24 aprile il “Sorridendo film festival” a Cinecittà, dove sarò presidente di giuria in questo concorso riservato ad artisti importanti.
Sono diventata anche presidente per il Lazio di recitazione nell’ambito del Coni. Un incarico molto importante questo perché dobbiamo stare attenti anon cancellare la recitazione, che è anche una base per vivere. Mi ha fatto male che non ci sia ad “Amici” ma la rimetteranno, anche senza di me, ne sono convinta. La recitazione è la base dell’artista: sapersi porre al pubblico, saper parlare… Ci sono tanti progetti, tante cose, una fiction per la tv. Vediamo che succede… Sono contenta di essere ricercata, vuol dire che qualcosa hai seminato. Soprattutto nei giovani, per i quali nutro tanta stima e sono la mia forza. Non li puoi imbrogliare, devi dare loro esempi, si sono scocciati delle parole…

In questo periodo particolare che stiamo vivendo, cosa può rappresentare per te un’ancora di salvezza?
L’unica cosa, che ci può salvare è quella di volerci bene nel nostro nucleo familiare. Viviamo un momento di follia dell’umanità, per cui l’unica salvezza è il nucleo familiare: non c’è altro. Dobbiamo essere forti dentro, se la famiglia non funziona siamo rovinati. Anche attraverso il fim “L’Aquilone di Claudio” viene evidenziato questo fattore importante.

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