La salute è un bene essenziale con cui si “misura” la qualità della vita. I fattori sociali, culturali, ambientali, comportamentali e biologici possono favorirla così come possono lederla. Ne parliamo con Alessandro Miani medico chirurgo e docente di medicina orale e termale dell’Università degli Studi di Milano nonché responsabile “Salute e Qualità della Vita” di FareAmbiente. “L’ambiente – dice il dottor Miani – è lo spazio che ci circonda, è costituito di aria, acqua, terra ma anche di spazi antropizzati e di artefatti creati dall’uomo, come case, industrie, infrastrutture, edifici di culto, monumenti, opere d’arte e oggetti di ogni tipo. Se l’ambiente è lo spazio che ci circonda, ambiente è allora anche ciò che occupa gli spazi vuoti all’interno del nostro organismo. Pensiamo alla bocca, all’esofago, allo stomaco e all’intestino, così come alla trachea, ai bronchi e ai polmoni. In quest’ottica, ambiente è quindi da considerarsi anche il cibo che mangiamo, l’acqua che beviamo o l’aria che respiriamo”.
Professore Miani ma come spiega cos’è l’ambiente ai suoi studenti ?
In maniera molto semplice: quando si parla di ambiente, si crea un immediato collegamento emotivo con il concetto di natura, di biodiversità, di fauna selvatica, ma anche di inquinamento atmosferico, di avvelenamento del terreno o di dissesto idrogeologico. Tutti questi aspetti fanno parte dell’ambiente e compito della medicina ambientale è quello di preservare la salute umana, evitando che ciò che ci circonda possa divenire “fattore ambientale” determinante di malattia, infortunio e morte prematura.
Cos’è la medicina ambientale?
La Medicina Ambientale, branca della medicina che si occupa di prevenzione, diagnosi e trattamento delle patologie che possono essere messe in correlazione con “fattori ambientali”, è un settore multidisciplinare che abbraccia e coinvolge diverse discipline, tra cui: le scienze biomediche, le scienze ambientali, le scienze giuridiche, le scienze economiche, le scienze politiche e sociali, le scienze dei materiali e le scienze delle costruzioni. La Medicina Ambientale può essere considerata il ‘ramo medico’ del ben più ampio campo della salute ambientale, a sua volta parte della salute pubblica. Il campo di applicazione di questa disciplina comporta lo studio delle interazioni tra l’ambiente e la salute, e il ruolo dell’ambiente nel causare o mediare malattia. Secondo l’OMS, circa il 24% di tutte le malattie nel mondo è dovuto all’esposizione a fattori ambientali. Il Rapporto OMS, intitolato “Prevenire le malattie grazie a un ambiente migliore: verso una stima del carico di malattia legato all’ambiente”, rappresenta il contributo più completo e sistematico su quanto i fattori di rischio ambientali prevenibili possano contribuire a un’ampia gamma di malattie e incidenti. L’analisi è focalizzata sulle cause ambientali delle malattie e su quanto le diverse patologie possano essere influenzate dall’ambiente. I dati mostrano come decessi, malattia e disabilità possano essere effettivamente ridotti ogni anno attraverso una politica ambientale adeguata.Tra le misure da prendere per ridurre il carico di malattia legato all’ambiente ci sono: la promozione di metodi più sicuri di conservazione dell’acqua nelle case; la promozione di misure igieniche; l’uso di carburanti più puliti e sicuri; l’aumento della sicurezza nella costruzione degli edifici; l’utilizzo ragionato di sostanze tossiche a casa e sul posto di lavoro e una migliore gestione delle risorse idriche.
Lei è ai vertici di Sima, quali sono le finalità di questa Onlus?
E’ la prima Società medico-scientifica italiana di Medicina Ambientale. Non ha fini di lucro (è iscritta nel registro delle Onlus) ma ha come scopo quello di tutelare la salute umana tramite la salvaguardia e la valorizzazione della natura e dell’ambiente, promuovendo azioni che limitino gli interventi invasivi da parte dell’uomo, quali scarichi industriali, effetto serra, disboscamento e sostanze inquinanti. Tutto ciò costituisce il principale fattore ambientale e causa di malattie, stante la stretta correlazione tra l’uomo e l’ambiente, entrando la salvaguardia del territorio e dell’ambiente a far parte della prevenzione sanitaria e del trattamento terapeutico-medico. Le malattie che in assoluto presentano la mortalità più elevata legata a fattori di rischio modificabili di natura ambientale sono: le malattie cardiovascolari; le malattie diarroiche; le infezioni del tratto respiratorio inferiore; il cancro; gli incidenti stradali e gli incidenti involontari. Per prevenire ogni anno milioni di morti, altrimenti evitabili, è necessario che settori come quello dei trasporti, dell’energia, dell’agricoltura e dell’industria collaborino per abbattere il più possibile i rischi per la salute che derivano dall’ambiente di vita.
Quali sono gli obiettivi che vi siete prefissati di raggiungere ?
L’importante aumento delle patologie croniche registrato negli ultimi anni, è attribuibile anche agli effetti del carico tossico ambientale cui ognuno di noi è quotidianamente sottoposto. Si calcola che ogni giorno entriamo in contatto, perlopiù involontariamente, con circa 500 sostanze tossiche di sintesi. Questo, unitamente ai ritmi stressanti della società moderna e a stili di vita non corretti, produce nel tempo malessere, invecchiamento precoce e patologie croniche, talvolta gravi. SIMA ha individuato tre macro aree su cui concentrare la propria attività; la sicurezza alimentare, la qualità dell’aria e l’Energia. Oltre ad attività di sensibilizzazione e di divulgazione, punteremo soprattutto sulla formazione di medici e di operatori sanitari, prevedendo l’istituzione di corsi di perfezionamento, corsi di formazione avanzata e master che abbiamo in programma di realizzare in collaborazione con le principali università italiane. Stiamo inoltre perfezionando accordi quadro con Enti della sanità pubblica e privata, per dare avvio ad azioni condivise sul territorio nazionale. “Il Cibo come Medicina. Alimenti Funzionali, Qualità della Vita e Salute”, è questo il titolo del whorkshop che si svolgerà il 24 Luglio presso Cascina Triulza, nell’Area di EXPO 2015, organizzato in collaborazione con FareAmbiente e con la Fondazione Sviluppo Cà Granda”.
Si avvicina la bella stagione e molti italiani sono “impegnati” a fare diete di tutti i tipi e di svariate tipologie: qual è il suo consiglio inerente il miglior regime alimentare da seguire ?
“Dieta, dal greco “diaita”, significa “stile di vita”. Seguire una dieta significa dunque conquistare ed interiorizzare alcune abitudini alimentari che possano condurci, col tempo, ad una condizione di maggiore benessere. La salute si conquista e si conserva soprattutto a tavola, imparando sin da bambini le regole del ben mangiare: una corretta alimentazione è una buona abitudine che aiuta a mantenerci sani durante le diverse tappe della vita, dall’infanzia all’anzianità. I medici sono concordi nel raccomandare una dieta sana ed equilibrata che, sul modello di quella Mediterranea, ripartisca in modo ottimale il quotidiano apporto calorico al fine di prevenire l’insorgere delle cosiddette “malattie del benessere”, quali arteriosclerosi, diabete, ipertensione, infarto del miocardio, malattie digestive e obesità”.
Quali sono gli alimenti a cui non bisogna rinunciare ?
“Le continue conferme dell’importanza di alimenti come frutta, verdura e cereali integrali nella prevenzione delle malattie e le più recenti ricerche sugli antiossidanti alimentari e sulle combinazioni di sostanze protettive presenti nelle piante hanno favorito ulteriori sviluppi del mercato degli alimenti funzionali in Europa. Anche le tendenze demografiche e i cambiamenti socio-economici determinano la necessità di avere a disposizione alimenti dotati di maggiori proprietà benefiche. L’aumento dell’aspettativa di vita, che ha portato alla crescita del numero degli anziani e al desiderio di un miglioramento della qualità della vita, e il conseguente aumento dei costi sanitari, hanno spinto governi, ricercatori, professionisti del settore sanitario e l’industria alimentare a cercare un modo per gestire più efficacemente tali cambiamenti. Esiste già un’ampia scelta di alimenti a disposizione del moderno consumatore, ma adesso gli sforzi sono concentrati sull’identificazione di alimenti funzionali potenzialmente capaci di migliorare salute e benessere e ridurre il rischio, o ritardare l’insorgenza, di gravi patologie quali le malattie cardiovascolari (CVD), il cancro e l’osteoporosi. Abbinati ad uno stile di vita sano, gli alimenti funzionali possono dare un contributo concreto alla salute e al benessere dell’uomo.


