Connect with us

Ciao, cosa stai cercando?

Interviste

Vicenda Parolisi: il parere dell’avvocato Cataldo Calabretta

Il 20 aprile del 2011 con una telefonata anonima, fatta al 113 da una cabina telefonica, un uomo, denuncia la presenza di un “corpo per terra” nel bosco di Ripe di Civitella. È il cadavere, straziato, di Melania Rea di cui non si avevano più notizie da due giorni. Suo marito, Salvatore Parolisi, ne aveva denunciato la scomparsa facendo iniziare le ricerche. Melania è stata uccisa, colpita da ben 36 coltellate e per il suo omicidio è stato condannato l’uomo che amava e con cui aveva avuto una bambina, Vittoria, che oggi vive con i nonni materni. L’iter processuale di Salvatore Parolisi, che sta scontando la pena in carcere a Teramo, forse è giunto al capolinea. Ma non possiamo affermarlo con certezza. La Corte d’Appello di Perugia il 27 maggio ha emesso una nuova decisione ed ha “riqualificato” la condanna, già inflitta, in 20 anni di reclusione e non sono state riconosciute le cosiddette attenuanti generiche. Ripercorriamo questa vicenda giudiziaria con lavvocato Cataldo Calabretta, docente di Diritto dell’informazione ed esperto di Criminologia e noto per essere uno degli opinionisti esperti delle trasmissioni di punta della Rai.

Avvocato Calabretta ma con questa nuova decisione si può dire conclusa la vicenda giudiziaria di Parolisi?
Ancora non possiamo dirlo con precisione. Non conosciamo le motivazioni di questa ultima pronuncia e soprattutto non sappiamo cosa faranno i suoi difensori. Potrebbero ricorrere alla Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo. Credo che la difesa cercherà di trovare la migliore strada per chiedere la revisione. Siamo arrivati a questo punto perché la Suprema Corte di Cassazione lo scorso 25 febbraio pronunciando la condanna definitiva nei confronti di Parolisi ha eliminato l’aggravante della crudeltà ed ha rinviato alla Corte d’Appello di Perugia il delicato compito di ricalcolare la pena.  Quindi sono stati inflitti 20 anni. I legali di Parolisi speravano di ottenere un ulteriore riduzione della condanna. Il collega Nicodemo Gentile, legale di Parolisi, ha anche precisato che questa nuova ricostruzione avrebbe dovuto  delineare i presupposti per accordare le attenuanti generiche.

E’ in grado di ricostruire, brevemente, la prima fase delle indagini svolte a seguito della scomparsa della povera Melania ?
Subito dopo la scomparsa di Melania Salvatore Parolisi è stato ascoltato più volte. In sede di denuncia formale, la sera del 18 aprile, ha descritto più dettagliatamente i movimenti che quel giorno lui, la moglie e la bambina fecero dal mattino. Di Melania c’è una traccia sicura fino alle 13.30, quando lei riceve la telefonata della madre alla quale dice che da lì a poco, dopo aver mangiato qualcosa rapidamente, si sarebbero recati a Colle di San Marco per far fare una passeggiata con la bimba, e che al massimo alle 16.00 avrebbero fatto ritorno. Parolisi alle prime autorità giunte sul posto raccontò che Melania si spostò perché doveva andare in bagno e, senza borsa, si diresse verso un chiosco non facendo più ritorno. Dopo 15/20 minuti inutilmente la contattò al telefono. Scattarono le ricerche, i carabinieri arrivarono sul luogo circa un’ora dopo la telefonata di Salvatore Parolisi. Si cercò nella zona, ma di Melania nessuna traccia. Dopo due giorni venne ritrovato il cadavere. Parolisi raccontò, durante i primi colloqui con gli inquirenti, una sfilza di bugie che contribuirono a fare di lui l’unico indagato. Al pm dichiarò di “non avere in corso né di avere avuto in precedenza relazioni sentimentali extraconiugali né con allieve né con persone estranee all’ambito lavorativo”. Dichiarò il falso. Parolisi avevaun’amante dal marzo 2009, Ludovica Perrone, che allora frequentava un corso presso la Scuola di Cavalleria di Lecce. È con lei che Melania, nel gennaio 2010, ebbe una lite. Parolisi ha avuto anche altre relazioni sentimentali. Ne è a conoscenza Ludovica e i suoi commilitoni. Rosa Cesarino è un’altra allieva del caporalmaggiore con la quale ebbe una di breve relazione. Salvatore Parolisi viene arrestato il 19 luglio 2011, indagato dei delitti di omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere.

Come è morta Melania Rea?
L’autopsia dirà che la donna è morta, dopo un’agonia durata alcune decine di minuti, per anemia emorragica acuta causata dalle numerose ferite inferte: 29 da punta e taglio e 6 da taglio. Melania è stata accoltellata dappertutto, in viso, sul torace, sull’addome, sulle braccia. Il cadavere presenta anche delle “ferite figurate” (una “croce di Sant’Andrea”, una “svastica”, una “grata a grosse maglie”): si scoprirà che sono state inferte al corpo di Melania successivamente alla sua morte, con l’evidente intento di depistare le indagini, facendo credere che l’omicidio possa essere opera di qualche setta satanica.

Ma qual è stato l’iter processuale che ha visto protagonista l’ex caporalmaggiore ?
Salvatore Parolisi è stato condannato in primo grado all’ergastolo (e anche ad un anno di isolamento, che in virtù del rito abbreviato è stato poi depennato). E nelle motivazioni si scrisse che fu un delitto d’impeto. Per il Giudice di primo grado Parolisi era soggetto a continue umiliazioni da parte di Melania che non gli avrebbe mai perdonato i tradimenti subiti. Quel giorno dunque Parolisi avrebbe voluto avere un rapporto con Melania ma all’ennesimo rifiuto appunto “d’impeto” avrebbe ucciso. La ricostruzione della pubblica accusa però era un’altra: Parolisi era soggetto ad un c.d. “imbuto sentimentale”, viveva in quel periodo una situazione di “depressione sentimentale” per cui avrebbe maturato il desiderio di uccidere la moglie in modo da poter vivere liberamente la storia d’amore con l’amante Ludovica. In primo grado, dunque, è stata bocciata la ricostruzione dell’accusa”. Parolisi, invece, in secondo grado (e sulla base degli stessi elementi presenti nel processo di primo grado) è stato condannato a 30 anni accogliendo in questa fase la ricostruzione dell’accusa e dando valore alla tesi dell’imbuto sentimentale”

Quindi, in sintesi, due Giudici hanno interpretato gli stessi fatti in maniera completamente difforme. Ci poniamo un interrogativo: ma allora i fatti contestati non sono univoci?
Secondo l’accusa non ci sono mai stati dubbi sulla sua colpevolezza. Forse, se un complice c’è stato, è intervenuto solamente provocando quelle “ferite figurate”, inquinando la scena del crimine; e per giunta dalle perizie medico-legali si evince che sono lesioni post-mortem; ecco perché Parolisi è stato condannato anche per vilipendio e deturpamento di cadavere. La difesa ha sempre sostenuto che quelli a carico di Salvatore Parolisi sono stati un processi indiziari: non esiste una prova regina capace di dimostrare che sia certamente ed inconfutabilmente l’assassino. Secondo la ricostruzione dell’accusa però non è così perché Melania avrebbe ricevuto dal marito un ultimo bacio prima di morire, il cosiddetto bacio della morte. Nella bocca di Melania è stato rinvenuto il Dna di Salvatore. Parolisi sostiene di avere baciato la moglie prima che si allontanasse. Gli esperti, invece, chiariscono che quel genere di traccia può dipendere solo da un bacio dato in punto di morte o da una mano serrata sulla bocca mentre la donna spirava. Tale ricostruzione, forte e cruenta, ha una base scientifica precisa: le tracce rinvenute nella bocca di Melania  sarebbero certamente scomparse tra le labbra di una persona viva perché per cancellarle sarebbe bastato deglutire, parlare o respirare. In sostanza queste tracce si sono mantenute attive poichè sono state impresse su una donna morente o appena morta. Melania si è calata i pantaloni presumibilmente da sola e forse poco prima di morire si stava accovacciando per urinare. La povera Melania non è stata aggredita, lo dimostrerebbe la posizione in cui è stato ritrovato il suo corpo: i pantaloni piegati per non sporcarsi né sgualcire gli abiti, il trucco perfetto, nessuna traccia di pianto e nessun segno di colluttazione. Le impronte di sangue impresse sui luoghi del delitto apparterrebbero tutte ad un unico paio di scarpe maschili. Parolisi avrebbe lavato se stesso e le scarpe che indossava presso una piccola fontana presente accanto al luogo del ritrovamento del cadavere. Lì si sarebbe cambiato d’abito e, successivamente, avrebbe abbandonato i vestiti insanguinati in un altro luogo. Resta però il mistero degli abiti di Parolisi. Malgrado il freddo, Salvatore, quando ha iniziato le prime ricerche indossava solo un completino sportivo con pantaloncini corti e maglietta a mezze maniche. Sul corpo di Melania sono stati rinvenuti 5 capelli: uno è di Parolisi, uno del medico legale che per primo ha esaminato il corpo, uno è un pelo animale (appartenente a un cane) e di due non è stata rintracciata l’origine, potrebbe averli condotti il vento sul cadavere.L’arma del delitto non è stata rinvenuta, manca come mancano i vestiti sporchi di sangue.

Ci può spiegare perché tecnicamente un anno di reclusione non corrisponde ad un anno solare.
Certamente: un anno di reclusione equivale a nove mesi per effetto del beneficio della detrazione di 45 giorni per ogni singolo semestre di pena scontata. Sono computabili solo i semestri interamente trascorsi, il beneficio non è frazionabile per periodi inferiori al semestre. Nel calcolo è valutabile anche il periodo trascorso in custodia cautelare in carcere, di detenzione domiciliare e di affidamento in prova ai servizi sociali.

cataldo-calabretta

Advertisement
Bruno Bellini
Scritto da

Direttore Responsabile Lifestyleblog.it - Classe '81, da Monopoli (Bari) Dal 2015 partecipa al Festival di Sanremo come giornalista accreditato e componente della Giuria Stampa.

Iscriviti alla nostra Newsletter

Manteniamo i tuoi dati privati e li condividiamo solo con terze parti necessarie per l'erogazione dei servizi. Leggi la nostra Privacy Policy.

Potrebbe interessarti...

Interviste

I conduttori di Battiti Live 2020 saranno Alan Palmieri ed Elisabetta Gregoraci. Quarta conduzione in tandem per l’ormai collaudata coppia professionale, pronta ad accendere...

Interviste

Al Festival Il Libro Possibile di Polignano a Mare è stato presentato Bari calling (Laterza) scritto dall’avvocato Pierluigi De Palma. Insieme a lui l’attore Rocco...

Interviste

Sul palco del Festival Il Libro Possibile anche l’economista Carlo Cottarelli. Già commissario alla spesa pubblica e direttore esecutivo al Fondo monetario internazionale, ha anticipato...

Interviste

Marco Tronchetti Provera protagonista della terza serata del Festival Il Libro Possibile, a Polignano a mare. Com’è cambiato il nostro Paese negli ultimi decenni?...

Copyright © 2011 Lifestyleblog.it | Testata on-line iscritta al Tribunale di Bari al n. 23/2011
News e approfondimenti su Tv, Musica, Auto, Motori, Hi-tech, Cinema, Moda e tanto altro ancora.
Direttore Responsabile: Bruno Bellini Lifestyleblog.it