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Interviste

Maurizio Costanzo: “Rimpianti? Risentiamoci quando non farò più televisione”

MONOPOLI – E’ in libreria il nuovo libro di Maurizio Costanzo edito da Mondadori “Le mie Tele-Visioni”. A distanza di anni, dopo che il tempo ha comunque permesso di rileggere avvenimenti e personaggi, Costanzo torna a parlare di televisione e lo fa ancora una volta a modo suo: non lesinando aneddoti, ricordi personali, acute riflessioni.
Lifestyleblog.it ha avuto l’onore di intervistare il personaggio simbolo della televisione italiana per parlare della sua ultima opera. E non solo…

“Le mie tele-visioni”: da dove nasce l’ispirazione per questo libro?
Nasce dagli anni che ho, dalla voglia di fare un bilancio. Prima di aver rifatto il “Maurizio Costanzo Show” ad aprile, avevo già pensato di fare un punto sulla mia attività televisiva avendo vissuto esperienze diverse.

Che bilancio ha tracciato di questa sua esperienza?
Positivo perché, se dopo tanti anni faccio ancora televisione e come nelle ultime quattro puntate del “Maurizio Costanzo Show” la trasmissione è stata seguita da un milione e mezzo di spettatori a serata, fa molto piacere.

Tanto è vero che tornerà con una nuova edizione…
Farò quattro puntate in autunno che saranno simili alle quattro di aprile. Come se fosse una serie divisa in due.

C’è qualche momento positivo della sua carriera televisiva che ricorda con più piacere?
Il momento bello è quando ti accorgi, col tuo mestiere, di incidere sul tessuto sociale. Così come mi è accaduto con le puntate sulla mafia che poi mi hanno procurato un attentato. Era il risultato di aver inciso sul terreno, quindi quello sicuramente è un momento positivo.

Qualcosa invece da dimenticare o cancellare?
Sinceramente no, vanno dimenticati sempre gli ospiti che non rispondono. Essendo un talk-show, fatto di parola, se non rispondono diventa un guaio.

Rimpianti?
Ancora non ne ho… Devo fare ancora quattro puntate. Risentiamoci quando non farò televisione. Siccome ho varie possibilità, per fortuna, non mi sento di rimpiangere nulla. Certo, rimpiango come tutti quelli che hanno l’età mia, quando avevo trent’anni.

In Italia si leggono meno libri soprattutto con l’avvento della tecnologia. Quali sono, a suo parere, tre motivi validi per leggere la sua ultima opera?
In Italia si sono sempre letti pochi libri, tecnologia o non. Io continuo a pensare che per crescere bisogna leggere qualche libro. Mi rivolgo principalmente ai giovani, i quali non pensino di crescere intellettualmente, come persone, se non avranno letto acluni libri. Lo dico con grande serietà perché è cosi.

Tornando a parlare del suo libro, ci sono aneddoti legati alla sua esperienza televisiva?
Si ci sono vari aneddoti. E’ fatto principalmente di essi, di ricordi, di particolari.

Può anticiparne uno in particolare a cui magari è più legato?
Farei un torto a un altro aneddoto… non ce n’è solo uno. Spero i lettori lo comprino in modo da poter trovarli tutti.

C’è stato lo “zampino” di Maria De Filippi in questo suo progetto?
Assolutamente no, ha visto il libro fatto.

Cosa le ha detto?
Era contenta, l’ha visto direttamente stampato.

Cosa manca alla tv di oggi secondo lei?
Secondo me mancano le storie, ci sono pochi racconti. I talk sono solo politici. Non c’è più il varietà, purtroppo, e non ci sono molte storie. Ci sono serie televisive e un blando intrattenimento. Manca il varietà del sabato sera per esempio.

L’informazione moderna come la valuta?
E’abbastanza larga, personalmente seguo un all-news e non posso dire che non ci siano: abbiamo tre canali dedicati a questo e non è poco.

Fare giornalismo è sempre più difficile: cosa consiglia a chi svolge questo mestiere tra mille difficoltà, soprattutto ai giovani?
Per i giovani, così come lo sono stato io, è sempre stato difficile fare giornalismo. Ho iniziato come volontario, gratis, a 17 anni e mezzo in un quotidiano romano, ma per un colpo di fortuna. E’sempre stato complicato: serve grande tenacia, passione e umiltà.

Quali saranno i suoi prossimi impegni?
Sto concludendo con Rai Storia un piccolo ciclo e poi vediamo, ci sono dei progetti per l’autunno che si stanno concretizzando.

Maurizio Costanzo lontano dai riflettori com’è?
Sono uguale. Un solitario come lo sono da sempre. Per nulla mondano, amo stare nel mio ufficio, leggere, scrivere o vedere la televisione. Molto ritirato da sempre, anche quando avevo quarant’anni ero così.

Bruno Bellini
Scritto da

Direttore Responsabile Lifestyleblog.it - Classe '81, da Monopoli (Bari) Dal 2015 partecipa al Festival di Sanremo come giornalista accreditato e componente della Giuria Stampa.

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