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martedì 19 Gennaio 2021

Edith, il passerotto di Francia, portato in scena dalla superlativa Sara Biacchi

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Il filone realista delle canzoni d’oltralpe (chanteuse réaliste) che ebbe grandi esecutori tra il 1930 ed il 1960, identificato in tutto il mondo grazie all’ugola sempiterna di Édith Piaf, torna a brillare nella piazza di Roma con uno spettacolo irrinunciabile per i cultori del genere. La Piaf è innegabilmentel’artista femminile che più ha segnato il XX secolo, sia per le dimensioni della sua voce che per il suo tragico destino. Parliamo di “Edith Il Passerotto di Francia” portato in scena con grazia e non comune maestria dalla superlativa Sarah Biacchi. Le atmosfere rarefatte ed intimiste, lo struggente accorato grido di vita e conseguente presa di coscienza della stessa, sono rivelate attraverso una sapiente scrittura e regia capace di amalgamare le sublimi qualità vocali della protagonista in un caleidoscopio di lievi emozioni e pulsioni violente. In tale appressamento, vibrante energia e rarefatto timore, si snodano discordi passaggi della vita di Édith, interiorizzati con pervicacia e fulgida eleganza dall’attrice-cantante. L’opera di assoluta immedesimazione pare non avere freni ed è in grado di trasfigurarle il volto e le corde vocali fino ad un’esplosione finale e successiva ovazione del pubblico in sala.  E la valente Sarah, con i pugni chiusi nelle tasche o le mani tese verso le lanterne che ne bruciano i lineamenti, domina al centro di una scena spoglia eppur satura di lei, ogni singolo istante trasportando la Piaf ai nostri giorni, evitando di sovraccaricarla maaffidandole innocentemente la legittima rispettabilità d’interprete unica. Imperdibile. Al pianoforte Ivano Guagnelli, scritto e diretto da Davide Strava, consulenza musicale di Lino Patruno. Al Teatro Argot Studio di Via Natale del Grande ( Roma ) fino a domenica 30 novembre.

Sara-Biacchi

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