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Chef Rubio: “Gratificante raccontare in tv le proprie passioni”

ROMA – Lifestyleblog.it ha intervistato per i suoi lettori Gabriele Rubini, noto a tutti come Chef Rubio. Personaggio molto amato dal web, è diventato un vero e proprio cult grazie al programma ‘Unti e Bisunti’, serie dedicata allo street-food in onda per la prima volta nel giugno 2013 su DMAX. Con un passato da rugbista e la passione per la cucina, da ottobre Rubio è nuovamente in onda con I RE DELLA GRIGLIA, il primo talent italiano dedicato all’arte della griglia e del barbecue in onda sempre su DMAX (gruppo Discovery Italia – canale 52 dtfree).

Tra i tanti programmi di cucina che propone la tv, non poteva mancare quello dedicato al mondo della griglia. Che esperienza è stata per te quella ne “I re della griglia?”
E’stato nuovo sia per chi guardava che per noi che abbiamo preso parte. Va bene applicare i principi del barbecue nelle più disparate cucine, da quelle stellate a quelle di strada. E’un ramo che non si è mai analizzato fino in fondo e forse non è bastata ua serie per raccontare un mondo vastissimo che spesso viene sottovalutato o visto con superficialità quando tutte le tecniche di cottura che si applicano hanno come matrice quella della griglia. E’stato qualcosa di costruttivo per me e spero pure per i miei colleghi, ma anche a chi ha partecipato e guardato. Sicuramente, tra montaggi e roba varia qualcosa non siamo riusciti a farla passare nei 50 minuti a disposizione ma qualche curiosità l’abbiamo probabilmente messa. Ovviamente sta allo spettatore trasformare quello che vede in qualcosa per gli amici, i propri cari.

“Unti e bisunti” è stato il tuo trampolino di lancio nel mondo della tv…
E’un piccolo grande capolavoro di cui gli stessi interpreti, chi ha lavorato, chi ha permesso tutto ciò perché più passa il tempo e più uno si rende conto di quanta emozione è stata messa dentro. E’stato possibile questo perchè è stato messo in mano al popolo. Quindi quelli che incontravamo erano gli stessi protagonisti del programma, oltre che una piccola vittoria di chi ha partecipato e di chi ha guardato con interesse incuriosendosi. E’stato un trampolino di lancio perché mi ha fatto conoscere, ha messo in evidenza un’altra faccia del mio lavoro: che sia esplosa e piaciuta è gratificante. Non è che se non avessi avuto un successo strepitoso, come lo ho avuto, mi sarei sentito in difetto o non mi sarei sentito soddisfatto. Alla fine delle riprese delle due serie eravamo strafelici di quello che avevamo fatto e per l’esperienza vissuta. I numeri, lo share, li lasciamo agli altri.

Dell’Italia cosa hai scoperto nel corso di questa trasmissione?
Tanto riscatto, voglia di combattere, tanto disagio ma non negativo. Purtroppo, nonostante la crisi, tante persone ancora si battono più che con l’affluenza ai voti, che lascia il tempo che trova, sul campo. Piccoli guerrieri che è stato un piacere conoscere. Vedere una fiammella accesa che combatte non ti fa sentire solo o sconfitto. Tutto il resto lo lasciamo a quelli che pensano di poterci comandare. Se da una piccola fiammella scoppia un incendio, è meglio che scappano.

Oltre alla cucina, nel tuo curriculum c’è anche il rubgy. Come è stato portare in tv queste tue passioni?
Gratificante che qualcuno mi mettesse nella condizione di raccontare le mie passioni. Non pensavo fosse possibile fino a due anni fa. Da allora vedo che alla fine qualcosa ho raccontato di me e di quelli che ho incontrato per strada. Spero sia di stimolo per chi ha qualcosa da raccontare e in cui credere. Per me è stato bello raccontare uno sport che mi ha formato e una passione che mi sta facendo crescere. Non posso che esserne felice. Non sono tematiche facili, che possono prendere tutti. Lo faccio prima per me stesso e poi per chi stimo.

Credi sia il rugby lo sport in cui viene esaltato maggiormente il concetto di sportività?
Se hai fatto uno scambio di opinioni colorito, un vis à vis, non puoi che guardare l’avversario negli occhi e stringergli la mano. Cosa che in pochi altri sport c’è possibilità di fare. Ci sono tante regole, non puoi, nasconderti, e fare tante altre cose. Quindi è meglio che stai prima bene con te stesso e poi con l’avversario.

I grandi chef hanno molto appeal con le donne. E’stato anche il tuo caso dopo il successo in tv?
Penso che l’appeal che avevo prima ce l’ho adesso. Se entro in simpatia con qualcuno, che sia maschio o femmina, sta più alla persona che alla potenza del personaggio rimanere impressi. Se i numeri di persone che possono essere interessate al sottoscritto si sono ampliati, è semplicemente per la televisione: chi controlla la scatola acquisisce automaticamente un potere “paranormale”. Non credo a livello reale, a livello superficiale la risposta è si. Ma non ho tempo e voglia di fermarmi al superficiale. Sicuramente i numeri sono aumentati ma rimangono tali perchè sono persone che possono mettere un like, una frase, ma che forse non conoscerò mai. Non sono ipocrita…non che non mi faccia piacere, ma sono molto pragmatico e bado al concreto, al reale.

Ai fornelli hai mai conquistato?
Credo che qualche amico o persona l’abbia conquistata nell’ottica del cuoco per come tratta il cibo, per come lo dovrebbe trattare e quindi distruggerlo il meno possibile. Spero di aver fatto del bene in diverse occasioni. Quando uno ha un umore positivo, ovviamente sarà molto meglio di quanto preparato da una persona di umore negativa. Non è scientificamente provato ma chi può capire capisca.

Si avvicina il Natale e le festività. Cosa non dovrebbe mancare sulle tavole e cosa invece aboliresti?
Abolirei tutte le cose inutili come le preparazioni della cucina industriale. Se uno si vuol far fare il panettone da un pasticcere ben venga perché ha valori aggiunti. Se bisogna prendere la marca, che ormai fa business, meglio di no. Manterrei le materie prime di ogni singola regione, sicuramente un piatto della vecchia guardia, quello che io auspico è che vengano portati a tavola i piatti della tradizione. Almeno un piatto per ogni tavola per non perdere l’identità.

Lontano dai riflettori com’è Chef Rubio? Hai hobbies e passioni da coltivare?
Per coltivare spero ci sarà più tempo. Quando ho la possibilità di stare solo, amo viaggiare, fare degli scatti e delle fotografie che per me possono essere un diario. Buttare giù pensieri, leggere.

Progetti per il futuro?
Sicuramente ho dei progetti in testa e rimangono lì finché non capisco che c’è una persona a cui posso proporli. Prenderanno aria quando sarà l’occasione giusta per farlo, se devono rimanere in soffitta rimarranno in soffitta.

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Bruno Bellini
Scritto da

Direttore Responsabile Lifestyleblog.it - Classe '81, da Monopoli (Bari) Dal 2015 partecipa al Festival di Sanremo come giornalista accreditato e componente della Giuria Stampa.

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