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domenica 17 Gennaio 2021

Bea Buozzi: “Il peggior nemico di uno scrittore in erba sono le proprie paure”

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Una scrittrice che parla delle donne con gioiosa ironia, partendo da un elemento che le accomuna tutte, o quasi: l’amore spassionato per i tacchi a spillo. Per questo Bea Buozzi, giornalista freelance, ha deciso di mettere in “passerella” tre donne, Clorinda, Palladiana e Valentina protagoniste di altrettanti romanzi, racchiusi in una trilogia, Il Club dei Tacchi a spillo, che con spensieratezza e comicità affrontano la quotidianità in modo caparbio con un occhio sempre strizzato alla moda. Abbiamo intercettato l’autrice.

Bea, come nasce l’ispirazione per questa trilogia di romanzi?
Dal mio retaggio di “diversamente alta”. Come tutte le ragazze bonsai, realizzato che non avrei mai superato il metro sessanta, ho cercato a modo mio di sollevarmi e ho scoperto, da ex ballerina che camminare sui tacchi era un vero piacere (e non comportava l’agonia delle punte di gesso), è così è sbocciato l’amore per i tacchi.
Quanto la moda ha influito sulla tua vita?
Pur abitando in provincia mia madre era una modaiola accanita. Ricordo il furto delle prime zeppe sul finire degli anni settanta. Mi ruppi un dente da latte, scivolando dalle scale e l’armadio dei sogni, a cui attingevo di nascosto fu messo sotto chiave, insieme alla scarpiera.
Cosa rappresentano i tacchi per te?
Mi regalano sicurezza. Sono la mia copertina di Linus, il mio mantello di Superman. Con il tacco giusto si può conquistare il mondo, come Cenerentola insegna
Palladiana, Clorinda, Valentina. Quanto ti identifichi nelle protagoniste dei tuoi romanzi?
Ognuna di loro ha qualcosa che mi appartiene. Palladiana, in Matta Per Manolo, apparentemente emancipata con il suo lavoro da autrice televisiva di matrimoni cotti e mangiati, ha il retaggio di una famiglia simpaticissima ma estremamente ingombrante. Valentina, di Tutte Choo per terra, antepone il lavoro ad ogni cosa. Chiede di partire il giorno del suo compleanno, pur di evitare di festeggiarlo tra i parenti. In questa sua fuga dalle radici, mi somiglia molto. Quanto a Clorinda, la protagonista di La vita è una Loubou meravigliosa, ha in comune con me la passione per le suole rosse di Louboutin e anche per i giochi di parole. Lei è infatti una pubblicitaria e, se la vita non mi avesse portato, a scrivere sarebbe stato per me un sogno essere la copy di punta di un’azienda di comunicazione. Ad esempio, il signor Ferrero (sono Nutella-Dipendente) ha bisogno di un aiuto?
Quanto, secondo te, le scarpe influiscono sulla sensualità di una donna?
Nella misura in cui, come ogni altro accessorio la fanno sentire bella. E non ne faccio una questione di altezza di tacco. Ci sono donne regali in ballerine ed altre goffe sul tacco dodici. Le scarpe portano ma bisogna lasciarsi portare da loro.
Stai già pensando a una nuova eroina che animerà il “famoso” palazzo Ranieri?
Mi piacerebbe tornare a raccontare Ivanna Tramps, che è la vera rivelazione di palazzo Ranieri. La donna con quel “quid” in più. La signorina che non emettere ricevuta ma professa in casa “dal prominente pomo d’Adamo.” Credo che sia uno dei personaggi a cui le lettrici ed io si siano affezionate maggiormente perché, nel suo corpo da crisalide, nelle sue certezze piene di dubbi è la più umana di tutti e poi perché, ogni ragazza che vive sola a Milano, dovrebbe avere una Ivanna come vicina di casa per risolvere ogni problema: dalla stecca di cioccolato in caso di depressione, alle gocce per ovviare ad un’insonnia molesta fino ai consigli su cosa indossare per conquistare l’uomo giusto. Non per niente Ivanna, tiene un blog, dal titolo eloquente: “Chi dice donna dice tacco.”
Su Cosmopolitan dispensi consigli d’amore. Come va la tua vita da giovane sposa?
Si dice che i primi mesi siano una luna di miele ininterrotta. Io nell’ultimo anno ho dovuto scrivere così tanto che, quel delizioso momento, che separa la luna di miele dallo scoccare del primo anniversario non ho ancora avuto il piacere di viverlo. Che dite: ci rivediamo tra un anno?
Cosa pensi del momento critico che sta attraversando il nostro paese?
Penso che la parabola involutiva debba necessariamente precedere la ripresa. Quindi, sebbene i segnali non facciano sperare, non smetto di guardare avanti cercando il futuro che sogno.
Suggerimenti ai giovani scrittori?
Non mollare mai. Il peggior nemico di uno scrittore in erba sono le proprie paure. Credere pervicacemente in qualcosa porta sempre a buoni risultati. In bocca al lupo!

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