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martedì 26 Gennaio 2021

L’avvocato Ottomano sui matrimoni ugualitari. “In Italia manca la legge”

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In Italia i matrimoni ugualitari, ovvero i matrimonio tra persone dello stesso sesso non possono essere trascritti nei registri dello stato civile italiano, semplicemente perché non è consentito dalla legge. In sintesi è questo il parere di Micaela Ottomano, avvocato esperta di diritto di famiglia e di diritto delle assicurazioni. Attualmente – spiega – possono sposarsi in Belgio, Spagna, Norvegia, Svezia, Portogallo, Islanda, Danimarca, Francia, Inghilterra, Galles, Scozia e Lussemburgo e sono tanti gli italiani che vanno all’estero per contrarre matrimonio ma purtroppo poi non è riconosciuto nel nostro paese”. Il sindaco di Roma Ignazio Marino sabato scorso ha trascritto nei registri di stato civile 16 atti di matrimonio tra persone dello stesso sesso celebrati all’estero pur coscienti che la trascrizione non produrrà alcun effetto giuridico, senza tenere conto della formale diffida del prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, deciso ad annullare gli atti, andando contro la circolare ufficiale del ministro dell’Interno Angelino Alfano con la quale, aveva chiesto ai sindaci di tutta l’Italia di cancellare le trascrizioni di matrimoni gay celebrati al di fuori del Paese. Una decisione che il Ministro dell’Interno definisce “nel rispetto della legge”.

Tutto ciò ha scatenato non poche polemiche, dal mondo cattolico, è stata forte la reazione della Conferenza Episcopale Italiana che ha definito il tutto inaccettabile. “Sul punto – chiarisce l’affascinante e preparata avvocato Micaela Ottomano – la Corte di Cassazione con la sentenza n. 4184/2012 ha escluso la possibilità, per le coppie omosessuali che hanno contratto matrimonio fuori dal nostro Paese, di trascrivere tale atto negli uffici di stato civile italiani; ma le aperture dei tribunali, in tema di coppie tra persone dello stesso sesso, si stanno ampliando, liberandosi dagli storici pregiudizi. In Italia, inoltre, la normativa straniera non viene “riconosciuta” solo quando sia contraria all’ordine pubblico come previsto dall’articolo 16 della L. n.218/95 che stabilisce,  al primo comma, che la legge straniera non è applicata se i suoi effetti sono contrari all’ordine pubblico. Si tratta, quindi, di un limite al riconoscimento nell’ordinamento italiano di norme straniere di fatto incompatibili con i principi di diritto interno. Orbene – sottolinea la Ottomano che condivide l’opinione dei giudici – l’omosessualità non è una “devianza in grado di scardinare l’ordine pubblico, ossia l’ossatura fondamentale del nostro ordinamento. Essa è invece una semplice inclinazione sessuale, espressione della sfera più intima di una persona. Ciò implica che, almeno in linea di principio, non vi sono ostacoli a poter trascrivere un matrimonio tra persone dello stesso celebrato all’estero. Ma ciò, purtroppo, resta impossibile perché non c’è una legge che lo preveda”. Infatti, in base alla normativa italiana, il matrimonio è possibile solo tra persone di sesso diverso. Ragion per cui spiega la giurista Micaela Ottomano “l’ostacolo potrebbe sì essere superato, ma a condizione che il Parlamento approvi una legge specifica” e chiarisce anche che “in ogni caso, la Cassazione ha ribadito che il diritto a vivere in coppia va riconosciuto a tutti; anche alle coppie tra persone dello stesso sesso. Il matrimonio, pur contratto all’estero tra persone dello stesso sesso, deve essere considerato un diritto fondamentale della persona. Ciò significa che, anche se non trascrivibile, il matrimonio va rispettato come se fosse un normale matrimonio. In tal senso, del resto, il recente orientamento della stessa Cassazione che ha ritenuto possibile per la coppia essere assegnataria di un figlio nato da precedente matrimonio. “I giudici, infatti – precisa Ottomano- investiti del caso, pur ribadendo che non è possibile trascrivere in Italia il matrimonio omosessuale celebrato all’estero, hanno evidenziato una serie di importanti principi e soprattutto che, in una fase storica come quella attuale, caratterizzata spesso da episodi di crescente omofobia l’impossibilità della trascrizione del matrimonio omosessuale celebrato all’estero non dipende dal limite dell’ordine pubblico ma dalla legge che non prevede appunto la riconoscibilità”.

Avv-Micaela-Ottomano-22

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