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venerdì 22 Gennaio 2021

La fecondazione eterologa: l’avvocato Micaela Ottomano ci spiega la situazione italiana

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E’ una professionista di gran classe ed è molto preparata. Micaela Ottomano è un avvocato molto ricercato perché “non c’è causa che non vinca e se non la vince consiglia al cliente una transazione che vale più di una vittoria”,scrisse proprio così un giurista molto stimato che dedicò all’affascinante avvocatessa di origini pugliesi una sua monografia. Laureata con il massimo dei voti a soli 21 anni, età in cui si trasferì da Bari a Roma, e nella Capitale ebbe inizio il suo percorso che le ha consentito di diventare anche l’avvocato fiduciario di molte compagnie assicurative tra le più rinomate d’Europa. Con lei tracciamo i punti salienti della questione giuridica più spinosa dell’estate. Purtroppo per tutte le coppie italiane in attesa di praticare la fecondazione eterologa, ricorrendo a gameti donati da una terza persona in caso di sterilitàè arrivato un’altra volta un “clamoroso” stop.

“Sono trascorsi sei mesi da quando il divieto all’eterologa sancito dalla legge n. 40 del 2004 èdiventato incostituzionale”, afferma l’avvocato Micaela Ottomano e aggiunge che “molte coppie in virtù di questa pronuncia avrebbero così avuto accesso a questa pratica su tutto territorio nazionale in condizioni di massima sicurezza. Unico inghippo era l’approvazione di una norma che recepisse formalmente la sentenza della Corte costituzionale che ne faceva decadere il divieto e che, di fatto, non facesse altro che confermare le garanzie per la sicurezza e la tutela della salute di tutti i soggetti interessati in conformità con tutti gli altri paesi dell’Unione europea”.

Il governo stava cercando di risolvere la questione (non solo giuridica) attraverso l’emanazione di un decreto legge, e che in via teorica non avrebbe ostacolato le pratiche già avviate nei centri di fecondazione assistita autorizzati e neanche  arrestato le nuove richieste. Ma il Consiglio dei ministri ha bloccato  la bozza di decreto e quindi si dovrà attendere la chiusura dei dibattiti in Parlamento paralizzando così, anche setemporaneamente il diritto di accesso all’eterologa fino all’approvazione della nuova legge.

“Pertanto – afferma l’avvocato Ottomano – la situazione ritorna allo stato di partenza e alle stesse condizioni (di incostituzionalità) presenti prima della sentenza della Consulta, insomma, evidenziando ulteriormente unvuoto normativo”.

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, ha dichiarato che la spiegazione di tutto ciò “starebbe nei profili etici che attingono alla materia”, che non potrebbero – secondo il parere unanime del Consiglio dei ministri – essere regolamentati per decreto, ma solo in seguito a un intervento parlamentare. Una motivazione che per molti non regge e che trova una contrapposizione fortissima fuori alle aule, dove è la stessa Corte costituzionale a ribadire che non sussiste alcun vuoto normativo e a bollare di insensatezza questo improvviso dietrofront.

Ma a tal proposito l’avvocato Micaela Ottomano comprova la tesi sostenuta dal Presidente della Consulta Giuseppe Tesauro che precisa che “i paletti per la tutela delle parti in gioco (donatore, genitori e nascituro) sarebbero infatti già tutti contenuti nelle norme esistenti, così come nei punti ancora in vigore della legge n. 40 del 2014 e sarebbero già chiari tutti i meccanismi di controllo previsti per le strutture pubbliche”.

Ci si chiede dunque come mai si è deciso di impedire l’accesso immediato alla pratica, con allegata minaccia di controlli a tappeto presso i centri autorizzati? “Perché con le fughe in avanti si mette a repentaglio la salute dei nati”, affermano dal ministero: una preoccupazione a detta degli esperti inaccettabile poiché dal punto di vista tecnico-scientifico le garanzie di sicurezza sono tutte già fissate dalle normative vigenti, e sotto il controllo serrato del Centro nazionale trapianti.

“I ragionamenti ancora in sospeso – spiega l’avvocato Ottomano – e che entreranno nelle sedute parlamentari riguarderanno piuttosto l’istituzione di un registro nazionale dei donatori, le modalità per garantirne l’anonimato e la rimborsabilità delle procedure:questioni puramente formali che poco hanno a che fare con le condizioni di salute e molto con le procedure e con la burocrazia. E che avranno, quasi certamente,l’unico effetto di creare ulteriori ritardi e difficoltà alle coppie con problemi di sterilità, in particolare a quelle che non possono permettersi (come avvenuto finora) di aggirare l’ostacolo dirigendosi presso le cliniche all’estero, in quei paesi dove la pratica è già consentita da tempo (come la Spagna). Oppure nella regioneToscana, che non ha atteso il governo e ha deliberato le direttive per i centri pubblici, convenzionati o privati che vogliono assicurare ai cittadini la fecondazione eterologa”.

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