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sabato 23 Gennaio 2021

Davide Minnella: “Il mio sogno nel cassetto? Quello che ho fatto stanotte”

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Non riesce mai a non pensare al lavoro e anche per questo si considera una persona fortunata. Davide Minnella, reduce dal grande successo del primo lungometraggio da lui diretto, “Ci vorrebbe un miracolo”, sabato prossimo sarà ospite della Gardesana 2014, manifestazione che si terrà a Desenzano, dal 29 agosto al 5 settembre, che affronta “I 7 vizi capitali dell’Italia di oggi”. Regista e autore capace e poliedrico, Minnella ha accettato di raccontarsi in esclusiva a Lifestyleblog.it .
Davide, quest’anno hai debuttato sul grande schermo con la pellicola “Ci vorrebbe un miracolo”. Un bilancio a tutto tondo del progetto?
Direi più che positivo. ‘Ci Vorrebbe un Miracolo’ è stato un progetto nel quale ho fortemente creduto e riuscire a portarlo a termine non è stato affatto semplice. C’è voluto un miracolo anche in quel senso. Scherzi a parte, il miracolo a cui fa riferimento il titolo del film è quello che servirebbe per salvare il mare e la fauna ittica dai danni provocati negli ultimi decenni dall’incuria e dalla superficialità degli esseri umani. Che fine hanno fatto i pesci nel mar Mediterraneo? E questa la domanda a cui proviamo a dare una risposta all’interno del film. Per farlo, però, abbiamo scelto una strada insolita che strizza l’occhio alla commedia. Sono infatti profondamente convinto del fatto che quando si parla di cose gravi scherzando noi tutti prestiamo maggiore attenzione, mentre quando si è molto seri, no. Trovare quindi un equilibrio tra inchiesta e commedia non era affatto semplice e con il senno di poi direi che mi son preso una gran bella responsabilità. Spero di esserci riuscito.
Un aneddoto legato alla lavorazione del film?
Forse l’aneddoto più divertente lo abbiamo vissuto nella città di Bari. Considerate che ad un certo punto del film i pescatori tornano a riva con le reti gonfie di merchandasing religioso e senza più alcun tipo di pesce. La gente del posto crede che si tratti di un vero e proprio miracolo e tutti i principali mezzi di comunicazione raggiungono la Puglia per documentare in tempo reale cosa sta accadendo in quello che viene definito ‘il porto dei miracoli’. Per raccontare questo, ho deciso di raggiungere il centro storico di Bari con una finta troupe del TG1. Un fantomatico giornalista chiedeva alla gente di commentare la pesca miracolosa e tutte le persone intervistate rispondevano come se quell’episodio fosse accaduto veramente. Da non crederci. Abbiamo raccolto del materiale strepitoso che è stato poi inserito all’interno del film. Ovviamente a fine intervista abbiamo detto la verità a tutti i nostri intervistati. Come vedete, basta un microfono del TG1 per inventarsi chissà quale verità: questo la dice lunga sulla veridicità delle informazioni che vengono veicolate in tv e non solo.
Come ti sei trovato a dirigere sul set Elena Di Cioccio e Gianluca Sportelli?
Avevo a che fare con due veri fuoriclasse. Facile fare il regista con due attori così. Considerate che per entrambi non era affatto semplice sposare un progetto del genere. Un conto è interpretare un personaggio che viene fuori dalla penna di uno sceneggiatore scritto e distante anni luce da te. Un altro, invece, è interpretare un personaggio che porta il tuo stesso nome e cognome e che non è altro che una versione riveduta e corretta, non sempre in meglio, di te stesso. Come potete immaginare, prendersi in giro non è affatto semplice, soprattutto se lo fai sul grande schermo dove a vederti saranno in tanti.
Nel corso della tua carriera hai ottenuto numerosi riconoscimenti. Ce n’è uno a cui sei più legato?
Ad esser sincero no. Non penso mai ai premi o alle menzioni che ho ricevuto con i miei lavori. Penso piuttosto ai momenti piacevoli che ho vissuto quando mi è capitato di ritrovarmi in una sala in cui veniva proiettato un mio lavoro. Il calore del pubblico, quando c’è, non ti abbandona mai e ti spinge a dare sempre il meglio e a mettere in cantiere progetti sempre più ambiziosi per il futuro. Non mi scorderò mai, ad esempio, l’applauso del pubblico della Berlinale dopo la proiezione di ‘Come si Deve’, il mio cortometraggio sulla pena di morte con Piera Degli Esposti e Diane Fleri. Così come non scorderò mai l’entusiasmo e le tantissime domande dei ragazzi del Giffoni Film Festival dopo aver visto ‘Ci Vorrebbe un Miracolo’.
L’attrice e l’attore, italiani e/o d’oltreoceano, con cui moriresti dalla voglia di collaborare?
Tanti. Troppi. Da Robert De Niro a Leonardo Di Caprio. In Italia, invece, mi piacerebbe tantissimo lavorare con Riccardo Scamarcio. Da pugliese faccio da sempre il tifo per lui e credo che sia un attore bravissimo. Vedremo se il futuro ci riserverà prima o poi un progetto da affrontare assieme.
Oltre che per la regia, sei anche un apprezzato autore televisivo e sceneggiatore. Come riesci a conciliare i vari aspetti della tua professione?
Mi viene abbastanza facile. Sono una persona iperattiva, ho il cervello in perenne movimento e non riesco a non pensare al lavoro. Che tristezza, penserete. Io, invece, credo di essere una persona davvero fortunata. Faccio il lavoro più bello del mondo e questo lavoro corrisponde con la mia più grande passione: raccontare storie. Cosa volere di più?
Progetti professionali all’orizzonte?
Ho iniziato da poco a scrivere un nuovo film con Isabella Aguilar, una bravissima e talentuosissima sceneggiatrice. Si tratta di una commedia davvero divertente che speriamo di riuscire a mettere presto in cantiere. A breve affronterò anche una nuova avventura televisiva nelle vesti di autore. Di questo progetto, però, non posso anticipare ancora nulla…altrimenti mi ammazzano(ride,n.d.r.).
Nella vita di tutti i giorni, quando non lavori, come ami trascorrere le tue giornate? 
Adoro stare con la mia compagna.  E poi viaggio tantissimo e provo a vedere sempre posti nuovi, vado al cinema negli orari più improbabili, mi dedico alla lettura, recupero intere stagioni di serie tv, incontro i miei amici più cari e recupero, con difficoltà, il sonno perduto.
Un sogno che non vedi l’ora di tirar fuori dal cassetto?
Quello che ho fatto stanotte. Tutti gli altri stanno per essere realizzati.

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