Cambiasso: “Questa vittoria ci voleva” -

Cambiasso: “Credo di non essere capace di dare a nessun’altra società italiana nulla di quello che ho”

Esteban Cambiasso si è raccontato in esclusiva in una lunga intervista ai microfoni di Sky Sport24 HD. Di seguito alcuni passaggi.

Dopo 10 anni all’Inter, la conclusione del tuo rapporto con la Società nerazzurra.

Tanti mi avevano fatto domande su Internet, attraverso lettere… ancora non riesco a realizzarlo come un addio per i tifosi. Mi sento ancora in mezzo a loro, sento il loro calore per le strade e quindi non ho fatto nessuna lettera di ringraziamento perché ancora mi sento uno che sta con loro. Sicuramente quello che avrei potuto chiedere o avrei meritato, almeno, sarebbe stato non dico saperlo 3-4 mesi prima, che sarebbe stato bello perché mi avrebbe dato la possibilità di avere più tempo per pensare. Il momento in cui l’ho capito è stato quando ho parlato con Piero Ausilio, serenamente, un giorno prima della partita col Chievo. Magari se quella chiacchierata l’avessimo fatta una settimana prima avrei avuto questa possibilità, non penso sia chiedere troppo per quello che ho vissuto in questi 10 anni e nel modo in cui li ho vissuti perché non è solo giocare in una società, ma è come ho vissuto questa società. Credo di non essere capace di dare a nessun’altra società italiana nulla di quello che ho. Questa settimana sicuramente vedrò bene da dove ripartire, ma voglio stare dove penso che io possa essere felice insieme alla mia famiglia, non è un discorso di una scelta solo per un motivo. Non c’è una motivazione singola che mi faccia dire “questa squadra perché lotta per il campionato, quest’altra perché c’è l’ingaggio più alto, quest’altra perché la città è più bella, per la lingua o per qualcos’altro”.

Dove andrò penso che farò un anno di contratto, ma per una scelta anche e soprattutto mia, con nessuno ho parlato di un ingaggio di più di un anno.

L’Inter che sta nascendo come ti sembra, può essere competitiva?

Deve essere competitiva, stiamo parlando sempre dell’Inter, l’obbligo c’è, è impossibile nascondersi. Credo che quando uno sta in certe società sa che l’obbligo è vincere. Poi, se ce la fai o meno quello lo dice il tempo. Bisogna pensare che adesso l’Inter ha due competizioni e quando uno affronta due competizioni deve avere una rosa un po’ più ampia. Credo che può essere abbastanza equilibrata come squadra oggi in tutti i posti.

Qualcuno dice che se ci fosse ancora Moratti Presidente o con la maggioranza, Cambiasso sarebbe ancora un giocatore dell’Inter.

Questo è difficile, ma penso che probabilmente sia stato così. Penso che Moratti nel suo ruolo abbia dato salute, soldi, tempo e quindi per fortuna quello che mi rimane è anche aver contribuito a realizzare i suoi sogni.

Per me è stato molto importante il fatto di aver sentito una grandissima fiducia della Società, dall’allenatore del momento che era Mourinho, quando ho fatto il mio ultimo contratto, perché a differenza delle solite situazioni in cui si fanno i contratti quando le squadre vincono, a me quel rinnovo lo hanno fatto poco tempo dopo aver perso la Champions con il Manchester United prima di quella stagione storica che rimarrà nella testa di tutti gli interisti. Tutto quello che ho vissuto lo terrò sempre dentro e penso che la cosa più bella sia sapere che tanti tifosi si sono visti rappresentati da me e questo per un calciatore è un orgoglio enorme.                     

 

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