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giovedì 28 Gennaio 2021

Marco Falorni:”Il passaggio di ‘Tacco12!…si nasce” a DeeJay Tv è stato determinato da una scelta di contenuti. I rapporti con Mediaset? Ottimi”

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Cresce l’attesa per il debutto, fissato per venerdì 4 luglio su DeeJay Tv (canale9 del digitale terrestre) alle ore 19, della seconda stagione di “Tacco12!…si nasce”. Il format, ideato e prodotto dalla Libero Produzioni Televisive, che vede protagoniste donne e ragazze appassionate di scarpe, dopo aver ottenuto grandi consensi di critica e di share su La5, torna in onda con una “summer edition” condotta non più da Cristina Chiabotto ma dalla lanciatissima Cristina De Pin. Alla vigilia del ritorno del programma sul piccolo schermo, Lifestyleblog.it ha intervistato in esclusiva Marco Falorni, rinomato autore e produttore, nonchè amministratore unico della Libero Produzioni Televisive. Falorni, eclettico professionista del mondo televisivo, fa chiarezza sulle ragioni del cambiamento di rete di “Tacco12!…si nasce”, ribadendo gli ottimi rapporti con Mediaset e, per l’occasione, traccia con noi un’avvincente analisi della TV di ieri, oggi e domani…
 
 
Il prossimo 4 luglio torna sul piccolo schermo Tacco12!… si nasce. Alla guida ci sarà Cristina De Pin: com’è caduta la scelta su di lei?
Cristina è una ragazza e una professionista che non ha cercato scorciatoie. Essendo tifoso della Fiorentina ed avendo genitori toscani la seguo da quando conduceva sulle tv locali della Toscana. Ha una grande gavetta alle spalle e la seguivo da molto tempo. Reputo che sia un dovere per chi ha un ruolo come il mio monitorare sempre il mercato e i personaggi. Nel caso di Cristina, questa mi è sembrata l’occasione giusta per iniziare a collaborare insieme.
 
Come mai questa seconda stagione andrà in onda su DeeJay Tv e non più su La5, dove aveva ottenuto dei buoni riscontri?
Ringrazio La5 per la fiducia data alla prima serie del nostro format, il cambio di rete è stato determinato da una scelta di contenuti. Con Mediaset, dove abbiamo altri progammi in onda e allo studio, tengo a precisare che siamo in ottimi rapporti. Programmi come il nostro devono tener conto anche delle esigenze degli sponsor perchè senza di loro noi non potremmo produrli. Se un programma ha carattere deve vivere seguendo un suo ciclo produttivo al di là della rete. Per noi i nostri format sono un bene aziendale brand da proteggere, facendoli crescere, evolvendoli secondo le esigenze di mercato e adattandoli alle varie linee editoriali delle reti senza snaturarli.
 
Le novità a cui state lavorando, oltre ad essere basate sulla nuova collocazione e rete, sono il frutto delle indicazioni raccolte nel recente MIPTVdi Cannes. Quali sono le principali linee guida su cui vi muoverete?
Le indicazioni raccolte dalla Rai, che distribuisce nel mondo i nostri format, sono state molto utlili per mettere a punto la seconda serie di Tacco12!…si nasce, tra queste maggior visibilità delle scarpe, una conduzione più efficace e in studio, meno parlato, meno romanticismo e più glamour. Speriamo di esserci riusciti, anche perchè ci auguriamo a breve di iniziare a girare a Milano versioni per Russia, Cina e Sud America con conduzione e cast di ogni singola nazione. Sarebbe il coronamento di anni di lavoro in cui abbiamo sempre sempre puntato sul made in Italy.
 
Quali sono gli ingredienti ideali con cui preparare e realizzare un programma televisivo capace di far presa su un target prettamente giovane e femminile?
Credo che sia molto importante trovare il giusto equilibrio tra immagine, musica e parlato. Oggi in televisione soprattutto nei format dedicati alle donne o si parla (programmi che potrebbero essere anche solo radiofonici) o si spiega la qualunque, vedi genere Tutorial. Io ritengo che la donna debba sognare o tornare a farlo, soprattutto di questi tempi.
 
Quanto è difficile produrre nel 2014?
Più che altro è cambiato il sistema televisivo, oggi possiamo parlare di produttori-imprenditori che accettando il rischio d’impresa investono nelle proprie idee cercando sponsor che paghino in cambio della visibilità ricevuta nei loro programmi. Sono oramai poche le case di produzione che ancora posso beneficiare di budget di rete, io le invidio molto e li definisco produttori esecutivi perchè, nel loro caso, a livello imprenditoriale, il loro rischio d’impresa è pari a zero. Oggi, complice la crisi, la musica è cambiata: o si crede nei format che si scrive, si ha credibilità con gli sponsor e si è in grado di realizzarli bene o si sta a casa.
 
Qual é la via maestra da seguire per realizzare una trasmissione che sappia fondere insieme i dettami della qualità del prodotto da offrire al pubblico assieme a quelli di un necessario contenimento dei costi?
Come mi diceva Funari, un programma prima di tutto deve avere un meccanismo, anche piccolo o semplice, perchè solo quello lo rende format. In più io aggiungo che oggi deve tenere conto già in fase di scrittura degli inserimenti commerciali degli sponsor. Aborro il concetto “contenimento dei costi”. Oggi si deve saper costruire un budget e non solo gestirlo Budget che non può più essere fatto se non si ha cognizione dei contenuti che devi produrre, capendo con sensibilità dove mettere più soldi e dove impiegarne meno. Da qui capisci come e dove investire nel format, per la sua realizzazione, per renderlo di qualità e vincente. In questa seconda serie di Tacco12!…si nasce, ad esempio, ho deciso di investire su un maggiore costo al minuto nella sigla perchè volevo dare un’immagine di Milano molto Expo e fashion, per timbrare da subito la nuova serie. Non so se ci siamo riusciti ma questa era l’intenzione.
 
Il tuo nome viene spesso associato a quello di un geniale conduttore e autore come Gianfranco Funari. Che cosa ti ha insegnato la lunga esperienza professionale vissuta al suo fianco?
Sono uno dei tanti che ha avuto la fortuna di lavorare e fare un tratto di vita, con lui che mi chiamava “a dollaro” e io che lo chiamavo “GF”. Ho inziato con lui, dopo la mia laurea, come autore. Dopo un po’ di tempo mi disse:”Vai e impara a fare la produzione”. Sono andato e ho accettato lavori dove guadagnavo un quinto. Dopo vari programmi come produttore esecutivo decisi di aprire la mia società, la Libero Produzioni Televisive e ci siamo ritrovati, io come suo produttore, per gli ultimi due anni della sua vita. Gli ultimi natali da me in montagna, anche durante la malattia, abbiamo pensato a nuovi progetti, sempre, fino alla fine. Il prossimo 12 luglio sono 5 anni che non c’è più. La sua figura professionale e di uomo mi ha segnato e ne sono profondamente orgoglioso, spero che ovunque sia possa esserlo anche lui di me. Vado spesso al cimitero monumentale a trovarlo, per parlare un po’ con lui di TVe sfogarmi.
 
Funari é stato il primo a intuire che i nuovi protagonisti del piccolo schermo sarebbero state le persone comuni e a loro ha dato voce. Oggi molti hanno cavalcato quell’idea: qual è il tuo giudizio sui loro risultati e su chi ha tentato di raccogliere quell’eredità artistica?
Funari è Funari…
 
Nonostante i numerosi successi professionali, ce l’hai ancora un sogno nel cassetto da realizzare o un vecchio pallino da rispolverare?
Soddisfazioni professionali, non parlerei di successo, non ho ancora raggiunto molti obiettivi. Quando si fa bene Sanremo o si scrive e produce altrettanto bene X-factor, allora sì che si può parlare di successo. Il mio obiettivo è quello di avere un mercato internazionale che ci affranchi in Europa e nel mondo, perchè in quest’ottica scrivamo i nostri format. Il sogno, perchè anche quelli aiutano, rifare Allegro… ma non troppo speciale Aboccaperta.
 
C’è un artista o addetto ai lavori con i quali un giorno non troppo lontano non ti dispiacerebbe collaborare?
Adoro collaborare, l’Italia in questo è molto chiusa soprattutto tra adetti ai lavori: tendenzialmente ti contattano quando hanno bisogno, è difficile costruire progetti insieme con onestà e trasparenza: comunque sono qui. Se la Mirigliani accettasse, collaborerei con lei per Miss Italia. Tra gli artisti Iva Zanicchi e Lorella Cuccarini con le quali ho lavorato ma da produttore esecutivo e che mi piacerebbe ritrovare da produttore.
 
Tra le leve della “vecchia televisione”, su chi ti piacerebbe che i riflettori tornassero ad accendersi?
Oltre che su Iva Zanicchi e Lorella Cuccarini, anche su Rita Dalla Chiesa.
 
Cos’altro bolle in pentola per Marco Falorni e per la Libero Produzioni Televisive?
Con Andrea Frassoni, responsabile dei contenuti della mia società, stiamo scrivendo e parlando con diverse reti per nuovi format da realizzare, per la messa in onda, da gennaio 2015. Prima saremo in palinsesto con la nuova edizione di Come si cambia che andrà in onda ancora una volta su Rete 4, forse un programma sempre per Mediaset, un reality per DeeJay Tv e la terza serie di Tacco12!…si nasce. Tutti per il novembre prossimo, sponsor permettendo. In ultimo, ma non ultimo da buon tifoso viola, JTV il canale 231 di Sky sulla Juventus del quale mi occupo come capoprogetto da un anno e al quale tengo veramente molto… al di là della fede calcistica!

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