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Interviste

Intervista a Miss Flapper

Sonia Conca è Miss Flapper. L’idea nasce ripensando alle donne degli anni 20′, le Flappers appunto, che furono le prime a rivoluzionare alcuni canoni di moda e, conseguentemente, di pensiero. Gli abiti, da austeri e rigidi, divennero comodi e corti, facendo intravvedere gambe e decolltè, risaltando una femminilità  magica e sensuale. L’acconciatura si trasformò, da lunghi capelli raccolti, a corti e alla “maschietto”. Furono le prime ad indossare vestiti maschili e a fumare in pubblico, fino a quell’ora reputato “comportamento non consono ad una signora”. La prima Flapper che ha influenzato Sonia è stata la nonna, Wanda con la quale da bambina giocava ed inventava storie. E da qui nasce l’idea di inventare un marchio che rivisiti gli accessori in stile anni ’20 e ’30.

 

Parlami di te come persona. Dicci chi è Sonia Conca?
Sono una Donna che, ad un certo punto della sua Vita, ha deciso di dare spazio a ciò che ritiene essere prezioso, come tutto ciò che si può annoverare in ciò che prende il nome di “passione” e “bello”, reinventandosi e dando sfogo alla propria creatività sempre espressa ma mai ben focalizzata come in questo momento.  Amo l’arte, con una predilezione per il periodo Espressionista, lo stile Liberty, l’art Decò; sono cresciuta con un pianoforte che suonava i classici, i taghi e i walzer e mi sfamo di film, le mostre d’arte, i concerti. Nelle mie giornate non manca mai la musica di ogni genere dalla classica a quella Pop, da Mozart a David Bowie e i The Cure, da Carosone a Mina. Ciò che più mi procura soddisfazione però è l’incontro con le persone, soprattutto quelle diverse da me, per fisicità, cultura, territorio, lingua. Credo fermamente che le differenze siano un patrimonio mondiale da proteggere e credo che ci rendano esseri migliori perché ci alimentano. Amo le serate con le amiche, cibo buono e vino ma anche una buona birra, se sono a Berlino! Ho sempre desiderato un lavoro che mi portasse a viaggiare perché ho un bisogno, quasi fisico, di stimoli sempre diversi di luoghi che mi ispirano di colori diversi.

Come nasce l’idea di borse a accessori?
L’idea di creare accessori non è nata da una “illuminazione”, è solo stata portata alla luce piano piano, era qualcosa di già presente e che, magicamente, ha trovato la giusta via per esprimersi. Miss Flapper è la conseguenza di una storia molto personale, una storia di famiglia: nata e cresciuta in una famiglia “al femminile”, ho assorbito tutto il background che mia madre e soprattutto mia nonna mi hanno trasmesso. Quest’ultima era una donna degli anni ’30 (classe 1912) ed è per merito suo che attraverso i giochi che si svolgevano sul suo lettone matrimoniale alla domenica mattina ho acquisito la conoscenza dello stile dell’epoca. Le forme, i materiali, l’eleganza, l’audacia. Nonna Wanda era una Flapper, una vera e propria rivoluzionaria, un’autentica icona di stile. Nel mio cammino ritrovavo forme e colori da sempre conosciuti …stavano solo aspettando di uscire dal “cassetto”. Per me Creare è come partorire. La maternità, in termini puramente stretti, ha questa valenza sacra e magica che, seppur ad altri livelli, si riscontra nel meccanismo creativo. L’idea arriva, la vedi, è già presente, sai come sarà fatta e ti muoverai per renderla reale. Scegli, assembli e cuci i materiali come trascinata da una forza naturale. Alla fine eccola…è nata, proprio come l’avevi immaginata perché era già tua. Ho sempre adorato gli accessori poiché capaci di dare il giusto “carattere” ad un abbigliamento, possono stravolgerlo anche se l’abito rimane sempre lo stesso.

Da cosa trai l’ispirazione per i nuovi lavori?
Come già accennato traggo ispirazione da quel periodo, a me vicino per storia personale, che va dagli anni ’20 agli anni ’40 anche se ultimamente è divertente farmi ispirare da periodo Pin Up gioioso e colorato degli anni ’50. Sono le attrici dell’epoca che mi suggeriscono le creazioni, le icone come Louise Brooks e Marlene Dietrich, Greta Garbo e Ava Gardner e, naturalmente, nonna Wanda! Nell’ultimo periodo l’ispirazione per alcuni dei miei accessori (cocktail hats e copricapezzoli) arriva dal magico mondo del Burlesque fatto di artiste bellissime e sinuose, mai volgari, che sanno evidenziare con piccoli accorgimenti di costume, le loro forme femminili ,esaltandole.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?
E’ tempo che penso di dare uno “sguardo” anche al Mondo Maschile degli accessori. L’idea è stimolante e credo che questo sia il prossimo passo.

Qual’è il tuo sogno nel cassetto?
Sogno nel cassetto…… avere un negozio monomarca a Berlino e vestire tutte le donne che vogliono riscoprirsi belle e speciali facendosi accompagnare da un accessorio fatto con cura e amore.

Dove vorresti arrivare con i tuoi lavori?
Adorerei avere collaborazioni con altri artisti provenienti da mondi diversi dal mio e non nascondo che amerei far conoscere le mie creazioni anche nei Paesi oltre Oceano come gli States.

 Hai colori che prediligi?
Amo moltissimo il matrimonio tra rosa cipria e nero: lo trovo molto elegante, tenue ma, allo stesso tempo con carattere ma anche il color tortora e il rosso sangue sono colori che uso in continuazione. 

Ti senti un’artista, e perché? Cosa provi quando “crei”?
Non so se definirmi artista…è un termine che abbraccia troppe aree. Mi sento una Donna a cui piace il bello, che impiega cura e passione in ciò che fa. Creare è come partorire, ripeto: hai un idea e la plasmi con le tue mani attraverso i materiali, è magia, come la nascita di un essere umano.

Redazione
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