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domenica 24 Gennaio 2021

Il nuovo singolo di Renzo Rubino diventa un videoclip firmato da Duccio Forzano

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Mauro Caldera
Mauro Caldera
Da Milano: Giornalista, Ufficio Stampa e Autore Televisivo. Si interessa di musica, cultura e spettacolo e collabora con la Fondazione Mike Bongiorno. Segue in diretta le più importanti manifestazioni musicali italiane.

E’ da poco uscito “Sottovuoto”, il nuovo videoclip di Renzo Rubino, un personaggio davvero singolare, caratteristico e fuori dai soliti schemi.

Un artista fortemente espressivo che in Sottovuoto approccia alla danza…anche se il ballo e il movimento sono già radicati nel suo stile in ogni sua esibizione: tutto si può dire di Renzo tranne che sia rigido o statico: è un animale da palcoscenico.
Ha la capacità innata e il talento di fondere tutte le arti espressive: da solo, con il suo inseparabile pianoforte, riesce a creare attorno a se una scenografia che a tratti diventa coreografia. Un artista vero che si esprime attraverso il “gesto artistico” in tutte le possibili forme, tra cui anche la pittura.
La regia di Sottovuoto è di Duccio Forzano, prodotto da Warner Music Italia tratto dall’omonimo brano contenuto nell’album “Secondo Rubino” pubblicato lo scorso febbraio.
“Per me  – dichiara Renzo Rubino –  è stato un privilegio aver lavorato con Duccio e lo ringrazio perché  ha prima captato e poi diretto quello che è il mio vero lato artistico, un universo che mischia romanticismo e ironia attraverso la leggerezza, i colori, senza mai prendersi troppo sul serio. Sottovuoto è un sogno, un incubo  da cui non si riesce a venir fuori. Nella coppia quando si è pieni zeppi di amore si tende a rilanciare e a rimettere tutto in gioco attraverso micro stupidaggini. (Tu… Potresti… Una volta.. ). Son sempre più convinto che il vero amore sia facile e non debba perennemente essere vissuto attraverso i tuffi di pancia e le farfalle allo stomaco ma anche, come scrive la mia amica Silvia Avallone, apparecchiando la tavola tutti giorni allo stesso modo. Vorrei ringraziare tutte le persone che hanno lavorato per la realizzazione del videoclip e soprattutto  chi è riuscito a trasformare un pezzo di legno, quale sono, in un ballerino accettabile… e non sono passato da Milly Carlucci…” 
Il videoclip, nato da un’idea dello stesso Forzano e della moglie, Valentina Stangherlin, ha un’ambientazione completamente onirica e surrealista; racconta con ironia le complicazioni dell’amore e la possibilità di superarle con leggerezza, togliendo aria, e rendendo “sottovuoto”, tutto ciò che appesantisce i sentimenti.
Valentina, ci racconta la sua esperienza artistica con Renzo.

 


Com’è nato questo progetto?
Ero a Sanremo a seguire il lavoro di mio marito e in quell’occasione ho rivisto una mia carissima amica di liceo che lavora in Warner; lei seguiva Ligabue ed altri artisti, tra cui Renzo. Il giorno dopo la finale, prima di ripartire ci siamo trovati a pranzo e in quell’occasione, chiacchierando con lei e con il presidente, Marco Alboni, è nata una strana situazione-gioco: l’anno scorso avevamo fatto assieme il videoclip di Max Gazzè, divertendoci un sacco. Cosa avremmo potuto fare assieme quest’anno?
Tu cos’hai proposto?

“Naturalmente, Renzo Rubino, perché lo adoro. Ho preso la palla al balzo: è nata così, per caso, tra una chiacchiera e lo scherzo. E’ passato un po’ di tempo dopo il Festival, anche perché tutti sono stati presi da mille cose prima di riprendere in mano questo progetto che quasi avevo dimenticato”.
E poi?
Un bel giorno, ricevo la telefonata dalla Warner dove mi chiedevano se avessi piacere di riprendere il progetto che avevamo lasciato in sospeso: io ero prontissima!”
Qual è stata la prima fase?
Ho iniziato a stendere la sceneggiatura; inizialmente si pensava di lavorare sull’altro brano escluso a Sanremo dal titolo “Per sempre e poi basta” ma poi c’era l’interesse di lanciare un nuovo singolo per l’estate e si è puntato su “Sottovuoto”.
Cosa ti ha ispirato il brano?
Mi sono subito venuti in mente i barattoli delle conserve. Confrontandomi con Duccio abbiamo pensato di girare su green screen, giocando su una grafica particolare, surrealista e dadaista, che ben si sarebbero sposati con lo stile di Renzo”.
Cosa ti ha colpito e cosa ti piace di lui?
“A me ha colpito moltissimo la prima partecipazione a Sanremo; quest’anno ero già con l’orecchio teso nei suoi confronti e anche lui ha confermato il mio pensiero. Mi ha colpito ed emozionato quando ha cantato la canzone “Il postino: amami uomo”.
Il tuo primo pensiero dopo la sua esibizione?
Questo ragazzo ha avuto un coraggio incredibile a venire con una canzone di questo tipo a Sanremo, che è un palco difficile ed esposto a critiche. Mi è sembrata una canzone di alto livello e di forte impatto. Quest’anno mi sono resa conto che lui era una spanna sopra gli altri: io sono un’amante della musica d’autore, fan sfegatata di Gazzè, di Silvestri e di quella che ormai è considerata la vecchia generazione che però ha fatto la Scuola”.

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