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Cesare Cremonini: “Non c’è niente di più rock’n’roll che fare una famiglia”

“Logico”, il primo singolo che dà il titolo all’album di Cesare Cremonini si può già definire il tormentone dell’estate e il suo tour, in partenza a ottobre dal Forum di Milano, sta raddoppiando le date per accontentare tutti i suoi fan. Al mensile GQ, che gli dedica la copertina del numero in edicola dal 21 giugno, si racconta a tutto tondo. Dal rapporto con il padre «Quando il problema è grosso, parlo con mio padre, la persona con cui ho rotto più tabù» alle riflessioni sul tempo che passa «In questo momento ho una totale padronanza della mia macchina, del mio corpo, della mia mente». Il direttore di GQ, Carlo Antonelli, che lo ha intervistato, chiede: “Cos’è cambiato nel rapporto tra te e i tuoi amici da quando sei una star?” «Quasi nulla. A volte mi aspetto di avere un po’ più di considerazione dai miei amici. Invece…». Invece niente? «Per loro il mio lavoro non esiste, e io non li coinvolgo mai nelle mie sfide personali: sono cose che non racconto agli altri. Loro amano e odiano la mia personalità, anche se è molto condizionata da quel che faccio». Quanti sono i Cremonini che vivono dentro di te? «Due o tre. Però io gli do spazio: se non altro, la vita è più variopinta». Ti sei fatto un’idea di cos’è una canzone? «In una canzone, l’importante sta nel saper assecondare il bisogno sempre più forte di protagonismo delle persone. C’è tanta gente che vuol essere dentro una canzone, dentro un film, dentro un racconto, un libro, una favola, un’opera d’arte…» C’è una parte rock’n’roll tradizionale che viene fuori, nel tour? «Non c’è nulla di più rock’n’roll che fare una famiglia, quindi non esiste perché non sto mettendo su una famiglia. Non c’è niente di più rock’n’roll che fare un figlio, ma non ho nulla di così rock’n’roll da raccontarti. C’è stato un momento in cui essere rock’n’roll significava rompere i fili della ragnatela. Oggi siamo già in una grande ragnatela, siamo incasinatissimi, siamo già rock’n’roll come lo sognavamo: quindi il vero rock’n’roll è rompere i fili e passare ad altro. Se no, rock’n’roll vuol dire essere sempre uguali a se stessi. Non c’è niente di più noioso che il rock’n’roll di una volta, di così poco coraggioso». E cos’è coraggioso? «Fare una famiglia». Ultima domanda: come è cambiata la tua sessualità? «Si è un po’ riappacificata, purtroppo. Ero più fantasioso, più sperimentatore quando avevo vent’anni». Ah sì? Sei più missionario? «Sì, sono più missionario, ah ah ah!».

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