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domenica 24 Gennaio 2021

Simona Borioni: “Sogno un film d’autore per il cinema”

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L’attrice Simona Borioni si racconta a Lifestyleblog.it. Ecco l’intervista.

Sarai testimonial di una Onlus. Di cosa si tratta?
La Onlus pronto intervento Panico nasce nel 2011 per volontà di Barbara Prampolini (autrice del libro “Panico, la sconfitta del mostro”, scritto in collaborazione con Daniele Soragni di Sorrisi e Canzoni”), che dopo aver sconfitto il panico ha deciso di aiutare le persone come lei hanno questo disturbo e che spesso sono abbandonate a sè stesse. L’obiettivo principale è quello di fornire assistenza concreta tramite una rete di professionisti a livello nazionale (tra i massimi esperti quali i neurologi Rosario Sorrentino, Francesco Cesarino e la psichiatra Laura Bellodi). Ulteriore obiettivo è quello di diffondere la “cultura” del panico che significa fare chiarezza su cos’è il panico, come si deve affrontare e quale deve essere il ruolo dei vari soggetti coinvolti: dalla famiglia alla società. E’ attivo un centro di ascolto che risponde al numero 848998800 che fornisce un primo soccorso telefonico o informa sulle attività della Onlus. Il messaggio che il PIP vuole trasmettere è che dal panico si può e si deve guarire e noi lottiamo affinchè sempre piu’ persone sconfiggano questa malattia!

Come mai hai deciso di accettare quest’incarico di testimonial?
Usare il termine testiomonial per questa “Onlus” mi fa sorridere. Testimonial mi riconduce spontaneamente ad uno stilista, a una marca di profumo o ad una crema. Io mi sento una di loro, una che ha stretta la mano, il cuore e la mente al “Nemico e amico” panico. Vorrei avere non il ruolo, ma il ruolo di condivisone e scambio, porgendo il mio vissuto su questo “dannato mostro”, di cui purtroppo in molti siamo vittime. Credo che nessuno sia immune alle paure, agli spaventi e alle inquetudine della vita. Magari tutto ciò offrirà più a me che a queste persone. Per questa unica occasione non posso fare altro che ringraziare la sensibilità di Barbara Prampolini, presidente dell’Onlus, per avermi guardata, scelta e riconosciuta.

Sarai protagonista nella seconda serie di Bye Bye Cindarella. Cosa succederà?
Bye Bye Cindarella ripropone lo stesso format dello scorso anno, con l’unica variante dei personaggi. Tutte le 4 protagoniste metteranno in evidenza la nevrosi, i tic, le manie della sfera femminile, dando forma però a nuove vite. Carta che vince non si cambia.

Parlami del tuo personaggio?
Quest’anno sarà la “misofobica” e la “madrina”. La prima è una donna ossessionata da tutto ciò che concerne il terrore di venire a contatto con ogni tipo di batterio e quan’altro c’è di sporco. Ho tanta paura per lei, perchè destinata inevitabilmente alla solitudine, perciò non voglio svelare le complicazioni per avere un rapporto sessuale. La seconda è il personaggio alla quale mi sono maggiormente legata. Che dire, fare il “padrine” in chiave femminile, fare la Marlon Brando in gonnella mi ha permesso di liberare il “boss” che c’è in me! Infine cambierò personaggio di volta in volta, e sarò anche la “Moana” romana in un episodio.

Sappiamo che condurrai un programma su La 5, quindi condurre sarà una novità per il futuro?
Condurre sarà un’esperienza che proprio in quanto novità mi elettrizza, mi stimola e mi fa anche un pò paura (rischiare è il mio mestiere). Che sia il mio futuro non lo so, per ora mi vivo il presente.

Qual’è invece il tuo personaggio nella fiction solo per amore?
Sarò un personaggio, di cui non posso dire il nome, incastrata in un triangolo sentimentale, a volte riesce a mantenere una dignità per riconquistare l’uomo che ama (Caspar Capparoni), a volte invece cede all’umana fragilità di rendersi anche ridicola, sempre e comunque per amore. Chi avrà la meglio tra la bionda Liskova e la rossa Borioni? Vedere per scoprire! 

Un sogno professionale da realizzare?
Oramai più che un sogno è diventato un appello “me lo fate fare questo benedetto film d’autore per il cinema?”.

Hai qualche rimpianto se ti guardi indietro?
Mi è veramente difficile dover ammettere che qualche rimpianto c’è l’ho. Ma tutto sommato non ne vorrei un’altra di vita.

 

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