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lunedì 18 Gennaio 2021

L’Ora del poi: una canzone particolare con uno stile originale

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Mauro Caldera
Mauro Caldera
Da Milano: Giornalista, Ufficio Stampa e Autore Televisivo. Si interessa di musica, cultura e spettacolo e collabora con la Fondazione Mike Bongiorno. Segue in diretta le più importanti manifestazioni musicali italiane.

Un gruppo composto da cinque elementi: la prima cosa che colpisce è la ricchezza di ricerca strumentale, una caratteristica che li contraddistingue in uno spirito di novità. Anche la disposizione sul palcoscenico, pur strutturata è armonica e crea una sorta di “piazza sonora” che incornicia questo nuovo stile.

Il gruppo nasce due anni fa, “in casa” come un progetto strumentale (chitarra e voce): la voglia di andare oltre li ha portati a sperimentare suoni nuovi, integrando altri musicisti che hanno condiviso questo new look. La nuova band ha così avuto occasione di portare fuori le sue nuove creazioni.

L’esordio vero e proprio è stato a Firenze al Rock Contest 2014: è stato il primo debutto e occasione live che ha aperto al gruppo nuove opportunità. E’ proprio vero quando si dice che serve la scintilla per accendere l’entusiasmo e la voglia di far conoscere un prodotto artistico.

Oggi, la formazione de “L’ora del poi” guarda al futuro, sperimentando nuove strumentalità: ultimo l’inserimento del sax, suonato da un componente che già fa parte del gruppo. Non escludono però di aprirsi ad altre collaborazioni che introducano strumenti quali violini, trombe, zampogne e qualsiasi situazione (senza limiti) che possa evocare emozioni.

Del resto, il progetto nasce senza una struttura rigida: tutto viene fatto con naturalezza, divertimento e voglia di esprimere, senza dipendere ed essere succubi di rigidi meccanismi musicali. “Noi ci lanciamo, siamo pronti alla sperimentazione”.

Una proposta musicale che va’ al di là della classica canzone che parla di amore: “Già dal nome del gruppo cerchiamo di mantenere un immaginario che sia in costruzione, dal presente al futuro raccontando il quotidiano”.

Alcuni temi come nel caso della canzone “Buone vacanze”, parlano di una situazione di grande precarietà, dal punto di vista personale e professionale”: “Quello che ci piace è parlare di cose che sono difficili e delicate con uno spirito ironico e senza drammatizzare situazioni che sono già di per se pesanti e difficili”.

 

Quali i vostri progetti futuri?

Tanta voglia di continuare a fare le serate per farci conoscere e al tempo stesso che ci permettano di conoscere nuova gente e musicisti, sempre aperti a nuove collaborazioni: è questo lo spirito del gruppo. Stiamo cercando di concretizzare il nostro progetto musicale su un supporto che possa essere un cd o una situazione virtuale o reale che divulghi la nostra selezione di pezzi”.

Il Festival di Sanremo: è un sogno? Un obiettivo?

Qualunque palco è ben accetto: non abbiamo pregiudizi. In questi mesi ci siamo aperti a svariate situazioni artistiche. Qualsiasi occasione, che sia un bar, nel corso di una maratona, un concorso o una rassegna musicale, ben venga per far musica e per farci conoscere. Siamo aperti anche a situazioni originali e fuori dall’ordinario: in casa per feste private, sui balconi, terrazze. L’informalità è il nostro stile”.

Cosa ne pensate della canzone italiana di oggi?

C’è tanta roba bella ma purtroppo manca un pò la cultura di saper ascoltarla e trovarla. E’ come se ci fossero dei filtri dove passa solo quello che è vendibile e basta. In realtà ci sono molti altri cantautori e gruppi bravissimi. Ci sono piaciuti molto, per esempio, i Perturbazione che sono andati a Sanremo. A noi piacciono queste realtà sperimentali: manca solo un pò più di lancio degli artisti emergenti, curiosità e voglia di investire in cose nuove e alternative per creare una scelta”.

Cosa ne pensate quando si dice che la discografia è in crisi?

L’autoproduzione adesso funziona: è l’unica strada. Un gruppo deve essere manager di se stesso: deve sapersi vendere, promuovere e cercarsi serate. Deve essere completo. Non esiste più la figura che ti trova il concerto. L’autoproduzione consente al gruppo di lavorare tutti assieme sullo stesso obiettivo mettendo in campo le abilità di ciascuno e promuovendo la libera espressione”.

 

L’ora del poi: formazione

Voce: Vitalba Piazza

Chitarra – voce: Andrea Forestieri

Batteria: Giulio Nannini

Violoncello; Gabriele Marini

Basso: Domenico Ricciarelli

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